sabato 26 maggio 2012
Pranzo chic anticrisi per 4 persone a 4 euro
La crisi ci attanaglia, ormai se ne parla tutti i giorni, e il costo della vita è cresciuto in maniera davvero insostenibile. E' un dato di fatto poi che mangiare pesce, alimento salutare, oltre che necessaria alternativa alla carne e fonte di proteine nobilissime, stia diventando un lusso. Però.... C'è anche del pesce non sempre conosciuto ma buonissimo ed economicissimo, che può consentirvi di preparare un pranzo fantastico per 4 persone con 4 euro. Avete capito bene: 4 euro. Il pesce in questione sono le acciughe fresche, che in questo periodo sono grasse, e in piena stagione. Andate al mercato di San Benedetto, Piero e Massimo Ruggiu (box n.2) le hanno quasi sempre e ve le serviranno con la loro gentilezza e simpatia proverbiale.
Per 4 persone ve ne serviranno circa 700 gr. Sciacquatele, apritele a libro e dividetele tenendone da parte una ventina che userete per la pasta, mentre le altre le salerete e farete marinare nel limone (vi ricordo la ricetta nel post di Cookinglaura "Magro come un'acciuga" di giugno 2010, compreso di video tutorial per aprirle).
Il sugo per le linguine (ma va bene qualsiasi formato di pasta lunga) velocissimo, quindi iniziate a prepararlo quando mettete su l'acqua della pasta. Tagliate un pomodoro medio a piccoli quadratini (concassé) e mettetelo da parte. Prendete una fetta di pancarré e frullatela grossolanamente, poi saltate le briciole in padella con 2 cucchiai di olio, poco aglio tritato e mezzo pomodoro secco anch'esso tritato. Deve risultare un composto dorato e croccante.
In una padella abbastanza larga per saltare la pasta mettete 4 cucchiai di olio, uno spicchio di aglio schiacciato, un pomodoro secco sciacquato dal sale e tritato e fate andare a fuoco dolce. aggiungete i dadini di pomodoro e fateli cuocere per 1 minuto a fuoco vivace, poi aggiungete le alici e un trito di erbe fini (basilico, timo, maggiorana, erba cipollina). Fate cuocere per max 1 altro minuto e spegnete. Quando la pasta è cotta al dente, scolatela e fatela saltare brevemente nel sughino, poi completate con il pane croccante.
Perche la crisi non ci farà rinunciare al gusto!
lunedì 21 maggio 2012
Pil pil contro piri piri
Siete mai stati nei Paesi Baschi? Se la risposta è no, andateci prima possibile. E' una parte della Spagna veramente bellissima e magica, con paesaggi e città molto belle, una lingua antica e incomprensibile (non è di matrice indoeuropea, come le lingue neolatine) e una cucina buonissima. In particolare, se vi capiterà di andare, mangerete baccalà in tutti i modi: fritto in pastella, con pomodoro e al pil pil, la ricetta principe con cui i Baschi lo cucinano.
Si tratta di una preparazione molto semplice ma gustosissima, che io vi propongo con una salsa piccante, il piri piri, mangiata una volta in Portogallo in un bellissimo ristorante sulla spiaggia a Portimao, in una cena indimenticabile. Il piri piri è il nome di un peperoncino piccante, con il quale si prepara una crema che accompagna solitamente carni come il pollo. La mia versione è preparata con i peperoni rossi, peperoncino e poco aglio (ma si può anche omettere) e ve la propongo per accompagnare questo saporito piatto di pesce.
Cominciate con il preparare il baccalà: dovrete dissalarlo tenendolo a bagno in acqua fredda, da cambiare due volte al giorno. Per vedere se è pronto, assaggiatene un pezzetto dopo tre giorni. Deve avere un sapore equilibrato e leggermente sapido. Non vi sembri strano mangiare il baccalà crudo, io l'ho imparato da mia nonna (che era di Calatayud, un paese della regione di Aragon) e in Spagna è la norma, soprattutto a Barcellona, dove preparano un'ottima insalata di baccalà crudo e verdure chiamata exsquisada. Una volta pronto, potete cucinarlo tutto o congelarne parte per utilizzarlo anche in un altro momento.
Sistemate i pezzi di pesce in una larga padella dal fondo spesso, su un fondo di abbondante olio di oliva (deve essere circa 1/2 cm), poi aggiungete 5-6 spicchi di aglio in camicia (senza sbucciarlo) e mettete, così a freddo, con un coperchio sul fuoco bassissimo, dove lo lascerete per circa 30-40 minuti, senza mai toccarlo ma controllandolo ogni tanto e muovendo la padella per evitare che si attacchi. Non salate perché non ce n'è bisogno.
Per la salsa, utilizzate peperoni sodi e carnosi e fateli appassire al grill, poi spellateli e frullateli con poco aglio, peperoncino a piacere, mezza tazzina di olio, sale e prezzemolo o basilico, fino ad ottenere una crema vellutata e consistente. La potete anche conservare in congelatore, ma più ne porterete in tavola, più i vostri commensali ne mangeranno, perché è squisita e rende squisiti anche i piatti più semplici o banali, come un pollo arrosto.
Ora assaggiate questo piatto in cui mi sono divertita ad unire Spagna e Portogallo, due paesi così vicini geograficamente e così lontani per certi versi. E mentre assaggiate il baccalà pil pil con la salsa piri piri cominciate a pianificare le vostre prossime vacanze: Portimao o San Sebastian?
Si tratta di una preparazione molto semplice ma gustosissima, che io vi propongo con una salsa piccante, il piri piri, mangiata una volta in Portogallo in un bellissimo ristorante sulla spiaggia a Portimao, in una cena indimenticabile. Il piri piri è il nome di un peperoncino piccante, con il quale si prepara una crema che accompagna solitamente carni come il pollo. La mia versione è preparata con i peperoni rossi, peperoncino e poco aglio (ma si può anche omettere) e ve la propongo per accompagnare questo saporito piatto di pesce.
Cominciate con il preparare il baccalà: dovrete dissalarlo tenendolo a bagno in acqua fredda, da cambiare due volte al giorno. Per vedere se è pronto, assaggiatene un pezzetto dopo tre giorni. Deve avere un sapore equilibrato e leggermente sapido. Non vi sembri strano mangiare il baccalà crudo, io l'ho imparato da mia nonna (che era di Calatayud, un paese della regione di Aragon) e in Spagna è la norma, soprattutto a Barcellona, dove preparano un'ottima insalata di baccalà crudo e verdure chiamata exsquisada. Una volta pronto, potete cucinarlo tutto o congelarne parte per utilizzarlo anche in un altro momento.
Sistemate i pezzi di pesce in una larga padella dal fondo spesso, su un fondo di abbondante olio di oliva (deve essere circa 1/2 cm), poi aggiungete 5-6 spicchi di aglio in camicia (senza sbucciarlo) e mettete, così a freddo, con un coperchio sul fuoco bassissimo, dove lo lascerete per circa 30-40 minuti, senza mai toccarlo ma controllandolo ogni tanto e muovendo la padella per evitare che si attacchi. Non salate perché non ce n'è bisogno.
Per la salsa, utilizzate peperoni sodi e carnosi e fateli appassire al grill, poi spellateli e frullateli con poco aglio, peperoncino a piacere, mezza tazzina di olio, sale e prezzemolo o basilico, fino ad ottenere una crema vellutata e consistente. La potete anche conservare in congelatore, ma più ne porterete in tavola, più i vostri commensali ne mangeranno, perché è squisita e rende squisiti anche i piatti più semplici o banali, come un pollo arrosto.
Ora assaggiate questo piatto in cui mi sono divertita ad unire Spagna e Portogallo, due paesi così vicini geograficamente e così lontani per certi versi. E mentre assaggiate il baccalà pil pil con la salsa piri piri cominciate a pianificare le vostre prossime vacanze: Portimao o San Sebastian?
sabato 5 maggio 2012
Le parole sono importanti
Chiamatelo come preferite, happy hour se volete essere molto à la page, o più semplicemente aperitivo, come personalmente preferisco. Oggi l'aperitivo impazza dappertutto, a volte immeritatamente. E di bollicine e happy hour, che sa tanto di Milano da bere, concedetemi, non se ne può più...
Le parole, del resto, sono importanti, diceva qualcuno. E tutto sommato forse non aveva torto, se anche il Consorzio vitivinicolo Franciacorta ha chiesto che il proprio spumante non venga più chiamato con il termine "bollicine", una sineddoche per indicare i vini "movimentati".
Ma passiamo al sodo, cioè a come si può preparare un ottimo aperitivo scenografico a casa vostra. E' molto più semplice di quanto possiate pensare.
A me personalmente piace offrire piccoli assaggi in monoporzioni, belli da vedere e più originali delle solite patatine o noccioline americane. Come vedete nella foto, potete sbizzarirvi nelle forme, nella consistenza e nella tipologia. Nella foto vedete i seguenti finger food: miniquiche di carciofi guarnita con cubetto di pecorino molle, bicchierino di crema di ceci al wasabi e gambero e frittatina alle erbe con cipolla rossa agrodolce e pecorino, questa volta stagionato.
Ecco a voi le ricette.
Miniquiche alle verdure: tagliate dei cerchi di pasta brisée, anche pronta, sistemateli negli stampini e farciteli con un ripieno fatto con verdure stufate con poco olio e cipolla e frullate con panna, parmigiano, uovo, sale e pepe. Fate cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti. Potete anche prepararne in quantità e surgelarle, poi tirarle fuori all'occorrenza e riscaldarle.
Bicchierini gamberi e ceci: frullate una confezioni di ceci in scatola con un mezzo cucchiaino di wasabi, il succo di mezzo limone, poco olio, sale e quanta acqua basta per ottenere una crema denza. Cuocete i gamberi nel microonde per 2 minuti dopo averli sistemati in un solo strato e averli conditi con olio, sale e pepe. Versate la crema nei bicchierini, poi sistemate il gambero.
Frittatina alle erbe: lessate le erbette (buetole, spinaci) in poca acqua, strizzatele e mescolatele con uovo, parmigiano grattugiato, poco pane grattugiato, sale e pepe. Cuocete in forno per 20 minuti a 180° poi tagliatela a cubetti e guarnitela con una foglia di cipolla agrodolce e una scaglia di pecorino.
Questi sono ovviamente solo degli spunti, ma potete inventarne quanti volete o variare le ricette. Ciò al quale dovete stare attenti è soprattutto la disposizione: cercate sempre una simmetria nella sistemazione (piattini uguali per finger uguali, le teste del gambero rivolte tutte dalla stessa parte, uno alto e uno basso, etc.). A me inoltre piace sistemarli direttamente sul tavolo o sul vassoio d'argento, senza centrini o tovaglie. Ma anche questo è questione di gusto.
Divertitevi a sperimentare. E godetevi il vostro aperitivo con un buon bicchiere di vino, possibilmente mosso.
lunedì 16 aprile 2012
Cheese cake, please!
Oggi ho voglia di dolce. Non è usuale per me perchè il mio gusto preferisce il salato e concepisce il dolce solo come un complemento, ma oggi mi sono svegliata ricordandomi di un asplendida cheese cake mangiata durante una vacanza a Lo ndra. Era morbida, cremosa, con una base croccante e profumata di burro. Mi viene l'acquolina solo a pensarci!
E che dire poi delle fragole che potete usare per accompagnarlo.... Avrete capito che la ricetta di oggi è un cheese cake alle fragole. A differenza della ricetta che vi ho descritto a dicembre 2010 però, quella di oggi è una torta per la quale non vi servirà il forno. La faremo tutta a freddo. Questo procedimento rende il lavoro estremamente facile, anche alle persone meno esperte ma non per questo meno buono.
Cominciate con la base: vi serviranno 250 gr di biscotti secchi, tipo Oro Saiwa, per intenderci, che ridurrete in polvere nel mixer e al quale aggiungerete 100 gr di burro morbido. Non fate questa operazione con un metodo manuale, la base deve restare omogenea, quindi il mixer a lame è lo strumento migliore. Stendete l'impasto sul fondo di una tortiera con il fondo sganciabile, schiacciando bene con dorso di un cucchiaio, poi fate assestare in frigorifero per circa 30 minuti.
Dotatevi di frullino e montate 200 gr di panna non zuccherata. Mi raccomando, evitate se possibile la falsa panna, quella vegetale, non saranno quei pochi cucchiai di panna vera che comprometteranno il vostro colesterolo, ve lo dice una che l'ha avuto a 351 nonostante 58 kg di peso (si, lo so non è una buona ragione, ma vi assicuro che il mio è genetico, resta alto anche se mangio solo finocchi!).
In un'altra ciotola versate 400 gr di formaggio tipo Philadelphia e lavoratelo con 120 gr di zucchero a velo (non semolato, altrimenti resteranno i grumetti). Sciogliete in acqua o liquore 15 gr di colla di pesce che avrete ammorbidito in acqua fredda e aggiungetela al formaggio. Mescolate velocemente e poi aggiungete la panna montata. Versate sulla base di biscotti e fate riposare in frigorifero.
Preparate la salsa facendo cuocere 200 gr di fragole con 50 gr di zucchero e poco porto, poi fate raffreddare e mettete sul dolce dopo che lo avrete sformato.
Facile e squisito, non è vero?
Easy and delicious!
lunedì 26 marzo 2012
Profumo di casa
E ora al lavoro, perché anche la semplicità richiede attenzione.
Una premessa fondamentale: i pomodori freschi in inverno non si comprano, se non in rare eccezioni. Quindi avrete due modi di cucinare il sugo di pomodoro: con i pomodori freschi in estate e con i pelati in inverno. Questa discriminante è di estrema importanza perchè usare i pomodori che vengono dall'Olanda in inverno, significa avere un sugo insapore, di bassa qualità, senza nessun aroma. Scegliete invece dei pelati sardi (non dico la marca, ma quelli con la scatola bianca e un nome di donna per me sono i migliori e anche i più economici, il che non guasta mai!) e preparate la vostra salsa come vi suggerisco. Potete anche prepararne una grande quantità e conservarla pronta in freezer.
Prendete 1 kg di pomodori, possibilmente perini, tagliateli a metà e metteteli in una casseruola senza alcun condimento, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio girando ogni tanto. Dopo circa 10-15 minuti i pomodori si spappoleranno e saranno molto morbidi. Passate i pomodori nel passaverdure con i fori medi dopo averli scolati con un mestolo forato. Non utilizzate l'acqua che resterà nella pentola. Considerate che la polpa così ottenuta sarà la base del vostro sugo, potete anche prepararne in grande quantità e conservarla in freezer o nei barattoli ben sterilizzati prima e dopo l'invasamento. Rimettete la polpa passata nel fuoco, aggiungete 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva di ottima qualità, mezzo cucchiaino di sale e mezza cipolla in un unico pezzo e fate cuocere a fuoco basso, coperto, per circa 45 minuti, mescolando ogni tanto. La salsa sarà pronta quando sulla superficie si formeranno degli ispessimenti. A questo punto spegnete il fuoco, aggiungete abbondante basilico spezzato a mano e coprite.
Avrete notato che non ho preparato il soffritto, ma vi assicuro che questo metodo, ormai acquisito da due generazioni in casa mia, è sperimentato e mantiene tutti gli aromi e i profumi del pomodoro e del basilico.
Se lo fate con i pelati, procedete nello stesso modo, ma i pelati andranno precedentemente frullati e la cottura sarà presumibilmente più corta, circa mezz'ora in tutto.
E ora mettetevi a tavola e assaporate una ricetta con il vero profumo di casa.
lunedì 12 marzo 2012
Che colore ha l'inverno? Ve lo dico in 20 minuti
Oggi vi propongo un pasto leggero tutto a base di arancia: linguine ai formaggi e profuno di arancia e insalata di belga, sedano, arancia e noci.
Vi piace l'idea? Cominciamo.
Non avrete bisogno di molto tempo per preparare questo mini-menu (e scusatemi l'allitterazione dopo che Eco, nei suoi 36 consigli per scrivere bene, ha detto che vanno assolutamente evitate!), vi basteranno 20 minuti, il tempo di apparecchiare e di sistemare la famiglia in attesa della cena.
Vi dirò le cose secondo la loro tabella di marcia, in maniera che riusciate a realizzare le ricette ma anche a organizzarvi come si deve. In cucina l'organizzazione è assolutamente fondamnetale, come gli attrezzi adatti. Le dosi sono per 4 persone.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta e portatela a bollore; lavate due cespi di belga, il cuore di un sedano e pelate a vivo un'arancia. Per fare questo, armatevi di un coltello piccolo a lama non seghettata e molto affilata, tagliate via le due calotte, poi asportate la buccia tagliando profondamente, fino a lasciare la polpa "nuda" (anche le virgolette! Eco mi toglie la laurea in lettere e anche il tesserino da giornalista...). Tagliate tutte le verdure e sistematele a strati in una terrina, mettendo per ultima l'arancia tagliata a spicchietti e le noci. Condite con un'emulsione di olio extra vergine d'oliva, sale e poco aceto balsamico.
L'acqua bolle, buttate la pasta! Circa 320 gr saranno sufficienti (ma se i vostri hanno tanta fame potete abbondare un pochino).
Nella terrina della pasta mescolate 100 gr di ricotta di vacca e 100 gr di crescenza, sale, un goccio di olio e buccia di arancia grattugiata, anche grossolanamente.
Aggiungete uno o due cucchiai di acqua della pasta e mescolate per creare una crema morbida nella quale verserete la pasta scolata al dente. Mescolate velocemente e servite subito, perchè è una ricetta che non ama l'attesa.
Veloce, no? Ma non certo triste...
martedì 6 marzo 2012
L'eleganza delle impanadas
Mi dispiace molto cari lettori di Cookinglaura, sono tre giorni che cerco di caricare un video sulla chiusura delle impanadas che vedete nella foto ma mi dà errore e non riesco a capire perchè. Nel frattempo, per non farmimancare niente, sono caduta dai pattini (non ridete!) e mi sono fratturata S4, cioé il coccige, alias l'osso sacro. Un dolore assurdo!
Ora, dal mio letto di dolore, perché posso stare solo coricata sul fianco o prona, trovo finalmente il tempo per darvi la mia ricetta delle impanadas, o impanatine, come si chiamano a casa mia. Si tratta di una ricetta antica e tradizionale della Sardegna ma splendidamente moderna e molto, molto elegante! Non è una ricetta complicata, ma avrete bisogno di tempo e pazienza e anche di un po' di manualità.
Preparate una pasta violata lavorando 500 gr di granito di semola,un pizzico di sale, 50 gr di strutto e tanta acqua calda fino a ottenere una past amorbida manon troppo. Lavoratela a mano fino a quando non sentirete dele piccole bolle scoppiare tra le mani, a questo punto fatela riposare coperta per almeno mezz'ora.
Preparate il ripieno rosola do due cipollotti freschi in poco olio e aggiungendo nell'ordine: 300 gr di favette, cinque carciofi mondati e tagliati sottili e 300 gr di piselli. Se vi piace, potete aggiungere anche della pancetta al ripieno. Salate e fate cuocere ma senza spappolare le verdure.
Fate raffreddare bene il composto prima di utilizzarlo.
Preparate le impanadas. Stendete la pasta non troppo sottile, poi tagliate dei cerchi, alcuni grandi e alcuni più piccoli. Prendete in mano il cerchio grande, mettete al centro un cucchiaio di ripieno, poi coprite con il cerchio piccolo e chiudete bene i bordi, ifine formate un cordolo con le dita. Per la cottura, esistono due scuole di pensiero: alcuni le friggono nello strutto, altri le infornano a 200° per circa 25 minuti. Io appartengo alla seconda e vi assicuro che sono magnifiche!
E ora vi coglio tutte a fare impanadas! Le vostre nonne sarebbero orgogliose di voi.
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