lunedì 16 aprile 2012

Cheese cake, please!


Oggi ho voglia di dolce. Non è usuale per me perchè il mio gusto preferisce il salato e concepisce il dolce solo come un complemento, ma oggi mi sono svegliata ricordandomi di un asplendida cheese cake mangiata durante una vacanza a Lo ndra. Era morbida, cremosa, con una base croccante e profumata di burro. Mi viene l'acquolina solo a pensarci!
E che dire poi delle fragole che potete usare per accompagnarlo.... Avrete capito che la ricetta di oggi è un cheese cake alle fragole. A differenza della ricetta che vi ho descritto a dicembre 2010 però, quella di oggi è una torta per la quale non vi servirà il forno. La faremo tutta a freddo. Questo procedimento rende il lavoro estremamente facile, anche alle persone meno esperte ma non per questo meno buono.
Cominciate con la base: vi serviranno 250 gr di biscotti secchi, tipo Oro Saiwa, per intenderci, che ridurrete in polvere nel mixer e al quale aggiungerete 100 gr di burro morbido. Non fate questa operazione con un metodo manuale, la base deve restare omogenea, quindi il mixer a lame è lo strumento migliore. Stendete l'impasto sul fondo di una tortiera con il fondo sganciabile, schiacciando bene con dorso di un cucchiaio, poi fate assestare in frigorifero per circa 30 minuti.
Dotatevi di frullino e montate 200 gr di panna non zuccherata. Mi raccomando, evitate se possibile la falsa panna, quella vegetale, non saranno quei pochi cucchiai di panna vera che comprometteranno il vostro colesterolo, ve lo dice una che l'ha avuto a 351 nonostante 58 kg di peso (si, lo so non è una buona ragione, ma vi assicuro che il mio è genetico, resta alto anche se mangio solo finocchi!).
In un'altra ciotola versate 400 gr di formaggio tipo Philadelphia e lavoratelo con 120 gr di zucchero a velo (non semolato, altrimenti resteranno i grumetti). Sciogliete in acqua o liquore 15 gr di colla di pesce che avrete ammorbidito in acqua fredda e aggiungetela al formaggio. Mescolate velocemente e poi aggiungete la panna montata. Versate sulla base di biscotti e fate riposare in frigorifero.
Preparate la salsa facendo cuocere 200 gr di fragole con 50 gr di zucchero e poco porto, poi fate raffreddare e mettete sul dolce dopo che lo avrete sformato.
Facile e squisito, non è vero?
Easy and delicious!

lunedì 26 marzo 2012

Profumo di casa

Oggi vi propongo un grande classico, gli spaghetti al sugo. Direte voi: "Ma cosa c'è di speciale negli spaghetti al sugo? Li mangiamo sempre". E' verò, si tratta di un piatto onnipresente nelle case italiane e per questo spesso snobbato come simbolo di monotonia e quotidianità culinaria. Eppure il sugo di pomodoro fatto come si deve è un vero comfort food, un ricordo della nostra infanzia, il simbolo della cucina di casa. Chi di voi non ricorda il sapore del sugo della mamma o della nonna e lo associa a quando era bambino? Perchè il sugo di pomodoro è spesso anche il cibo preferito dei bambini (dei miei sicuramente, come si può vedere dalla foto...) e se fatto bene ne caratterizza il gusto da grandi.
E ora al lavoro, perché anche la semplicità richiede attenzione.
Una premessa fondamentale: i pomodori freschi in inverno non si comprano, se non in rare eccezioni. Quindi avrete due modi di cucinare il sugo di pomodoro: con i pomodori freschi in estate e con i pelati in inverno. Questa discriminante è di estrema importanza perchè usare i pomodori che vengono dall'Olanda in inverno, significa avere un sugo insapore, di bassa qualità, senza nessun aroma. Scegliete invece dei pelati sardi (non dico la marca, ma quelli con la scatola bianca e un nome di donna per me sono i migliori e anche i più economici, il che non guasta mai!) e preparate la vostra salsa come vi suggerisco. Potete anche prepararne una grande quantità e conservarla pronta in freezer.
Prendete 1 kg di pomodori, possibilmente perini, tagliateli a metà e metteteli in una casseruola senza alcun condimento, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio girando ogni tanto. Dopo circa 10-15 minuti i pomodori si spappoleranno e saranno molto morbidi. Passate i pomodori nel passaverdure con i fori medi dopo averli scolati con un mestolo forato. Non utilizzate l'acqua che resterà nella pentola. Considerate che la polpa così ottenuta sarà la base del vostro sugo, potete anche prepararne in grande quantità e conservarla in freezer o nei barattoli ben sterilizzati prima e dopo l'invasamento. Rimettete la polpa passata nel fuoco, aggiungete 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva di ottima qualità, mezzo cucchiaino di sale e mezza cipolla in un unico pezzo e fate cuocere a fuoco basso, coperto, per circa 45 minuti, mescolando ogni tanto. La salsa sarà pronta quando sulla superficie si formeranno degli ispessimenti. A questo punto spegnete il fuoco, aggiungete abbondante basilico spezzato a mano e coprite.
Avrete notato che non ho preparato il soffritto, ma vi assicuro che questo metodo, ormai acquisito da due generazioni in casa mia, è sperimentato e mantiene tutti gli aromi e i profumi del pomodoro e del basilico.
Se lo fate con i pelati, procedete nello stesso modo, ma i pelati andranno precedentemente frullati e la cottura sarà presumibilmente più corta, circa mezz'ora in tutto.
E ora mettetevi a tavola e assaporate una ricetta con il vero profumo di casa.

lunedì 12 marzo 2012

Che colore ha l'inverno? Ve lo dico in 20 minuti


Non so per voi, ma per me l'inverno ha il colore delle arance. Non trovo la stagione fredda triste o monotona, soprattutto da noi in Sardegna. Anche i prodotti sono magnifici: i cavoli, le cime di rapa, i finocchi, gli agrumi, in particolare le arance.
Oggi vi propongo un pasto leggero tutto a base di arancia: linguine ai formaggi e profuno di arancia e insalata di belga, sedano, arancia e noci.
Vi piace l'idea? Cominciamo.
Non avrete bisogno di molto tempo per preparare questo mini-menu (e scusatemi l'allitterazione dopo che Eco, nei suoi 36 consigli per scrivere bene, ha detto che vanno assolutamente evitate!), vi basteranno 20 minuti, il tempo di apparecchiare e di sistemare la famiglia in attesa della cena.
Vi dirò le cose secondo la loro tabella di marcia, in maniera che riusciate a realizzare le ricette ma anche a organizzarvi come si deve. In cucina l'organizzazione è assolutamente fondamnetale, come gli attrezzi adatti. Le dosi sono per 4 persone.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta e portatela a bollore; lavate due cespi di belga, il cuore di un sedano e pelate a vivo un'arancia. Per fare questo, armatevi di un coltello piccolo a lama non seghettata e molto affilata, tagliate via le due calotte, poi asportate la buccia tagliando profondamente, fino a lasciare la polpa "nuda" (anche le virgolette! Eco mi toglie la laurea in lettere e anche il tesserino da giornalista...). Tagliate tutte le verdure e sistematele a strati in una terrina, mettendo per ultima l'arancia tagliata a spicchietti e le noci. Condite con un'emulsione di olio extra vergine d'oliva, sale e poco aceto balsamico.
L'acqua bolle, buttate la pasta! Circa 320 gr saranno sufficienti (ma se i vostri hanno tanta fame potete abbondare un pochino).
Nella terrina della pasta mescolate 100 gr di ricotta di vacca e 100 gr di crescenza, sale, un goccio di olio e buccia di arancia grattugiata, anche grossolanamente.
Aggiungete uno o due cucchiai di acqua della pasta e mescolate per creare una crema morbida nella quale verserete la pasta scolata al dente. Mescolate velocemente e servite subito, perchè è una ricetta che non ama l'attesa.
Veloce, no? Ma non certo triste...

martedì 6 marzo 2012

L'eleganza delle impanadas



Mi dispiace molto cari lettori di Cookinglaura, sono tre giorni che cerco di caricare un video sulla chiusura delle impanadas che vedete nella foto ma mi dà errore e non riesco a capire perchè. Nel frattempo, per non farmimancare niente, sono caduta dai pattini (non ridete!) e mi sono fratturata S4, cioé il coccige, alias l'osso sacro. Un dolore assurdo!
Ora, dal mio letto di dolore, perché posso stare solo coricata sul fianco o prona, trovo finalmente il tempo per darvi la mia ricetta delle impanadas, o impanatine, come si chiamano a casa mia. Si tratta di una ricetta antica e tradizionale della Sardegna ma splendidamente moderna e molto, molto elegante! Non è una ricetta complicata, ma avrete bisogno di tempo e pazienza e anche di un po' di manualità.

Preparate una pasta violata lavorando 500 gr di granito di semola,un pizzico di sale, 50 gr di strutto e tanta acqua calda fino a ottenere una past amorbida manon troppo. Lavoratela a mano fino a quando non sentirete dele piccole bolle scoppiare tra le mani, a questo punto fatela riposare coperta per almeno mezz'ora.
Preparate il ripieno rosola do due cipollotti freschi in poco olio e aggiungendo nell'ordine: 300 gr di favette, cinque carciofi mondati e tagliati sottili e 300 gr di piselli. Se vi piace, potete aggiungere anche della pancetta al ripieno. Salate e fate cuocere ma senza spappolare le verdure.
Fate raffreddare bene il composto prima di utilizzarlo.
Preparate le impanadas. Stendete la pasta non troppo sottile, poi tagliate dei cerchi, alcuni grandi e alcuni più piccoli. Prendete in mano il cerchio grande, mettete al centro un cucchiaio di ripieno, poi coprite con il cerchio piccolo e chiudete bene i bordi, ifine formate un cordolo con le dita. Per la cottura, esistono due scuole di pensiero: alcuni le friggono nello strutto, altri le infornano a 200° per circa 25 minuti. Io appartengo alla seconda e vi assicuro che sono magnifiche!
E ora vi coglio tutte a fare impanadas! Le vostre nonne sarebbero orgogliose di voi.

domenica 26 febbraio 2012

Un cuore morbido morbido



Tortino di cioccolato dal cuore morbido! Chi di voi non l'ha mai preso al ristorante? Ma lo sapete che non ci vuole niente a farlo? E che ne potete preparare molti e averli pronti da sfoderare ai vostri ospiti facendo un figurone?
Non ci credete? Seguite i miei consigli.
Per circa 12 tortini: prendete 12 stampini monodose in alluminio usa e getta e imburrateli benissimo. Non lesinate, questa è la cosa più difficile che dovrete fare. Melius abundare quan deficere, quindi, sporcatevi le mani o, se siete schizzinosi, sciogliete il burro e spalmatelo con un pennello.
Una volta terminata questa operazione, preparate l'impasto. Sciogliete 200 gr di cioccolato fondente con 200 gr di burro, anche nel microonde, poi mescolateli bene e fatelo intiepidire. Montate con la planetaria o le fruste 6 uova intere con 150 gr di zucchero finché non sono spumosi e bianchi, poi aggiungete il cioccolato a mano, mescolando dall'alto verso il basso, e 100 gr di farina setacciata. Versate negli stampini fino a 3/4 e sistemate in frigo o in freezer.
Per la cottura: se li tenevate in frigo, fateli cuocere in forno a 180° per circa 9 minuti, se li togliete dal freezer, calcolate 3 minuti in più.
Fate delle prove con il vostro forno perché se lo cuocete troppo non resterà morbido dentro. Eccolo qui, più buono di quello che mangiate fuori.... tanto è buono anche quello cotto un po' troppo...

martedì 21 febbraio 2012

Tira fuori la sfoglina che è in te






Eccomi qui! Finalmente mi hanno riattivato la linea internet a casa dopo mesi che ho dovuto peregrinare da parenti e amici per postare le mie ricette.


Bisogna festeggiare! Tra qualche giorno dovrei avere anche un telefono fisso! Incredibile....

Ma bando alle ciance, mettiamoci nuovamente al lavoro perchè oggi vi voglio tutte sfogline.


Avete visto quello splendido piatto di pappardelle al coniglio? Certo, se avete un anglosassone a cena, vi consiglio vivamente di non proporgliele a meno che non vogliate vederlo impallidire davanti al piatto (il coniglio è un animale domestico, come il gatto.....). Ma se non avete di questi pregiudizi, vi dò una ricetta gustosissima che potrete preparare anche con largo anticipo.


Prima di tutto preparate la pasta. A me piace mettere mezza dose di granito e mezzo di farina 00 e un uovo ogni 100 gr di questa miscela. La pasta così avrà maggiore consistenza (anche se i puristi dicono che la pasta all'uovo non deve essere al dente). Impastate bene anche a macchina, ma terminando sempre a mano e lasciate riposare per almeno mezz'ora, poi tiratela alla penultima tacca della macchinetta e fatela asciugare bene.


Prendete due belle cosce di coniglio e sistematele in una casseruola in un solo strato. Condite con olio (circa 3 cucchiai), dadolata di sedano, carota e cipolla, uno spicchio di aglio, rosmarino e alloro, sale e pepe. Coprite e fate andare sul fuoco basso per circa 40 minuti, girando la carne dopo circa 10 minuti e bagnandola con poco brodo caldo. Alla fine dovrete avere un intingolo non troppo denso. Spolpate le cosce e rimettetele nel sughetto, dopo aver eliminato l'alloro e il rosmarino.


Quando siete pronti, cuocete le pappardelle per 3-4 minuti e fatele saltare nell'intingolo di coniglio con una noce di burro. Nappate con parmigiano grattugiato e godetevi i frutti del vostro magnifico lavoro.




giovedì 16 febbraio 2012

Cookinglaura ha fatto gli gnocchi!




Avendo in dotazione delle magnifiche patate biologiche di SardegnaFilieracorta, ho deciso ieri sera di preparare gli gnocchi di patate in casa, cosa che non facevo da tanto, nonostante mi piacciano moltissimo!

Credetemi, anche se vi sembra un'impresa lunga ed elaborata, gli gnocchi sono facilissimi e velocissimi, nonché divertenti per i vostri bambini, se volete coinvolgerli.


La cosa più difficile è scegliere le patate. Devono essere infatti patate farinose se volete degli gnocchi leggeri e morbidi. Le più adatte sono quelle vecchie o quelle rosse. Evitate come il fuoco quella novelle, così carine, ma assolutamente inadatte a questo uso, a meno che non vogliate ottenere delle piccole palle pesanti e appiccicose....



Ma torniamo a noi. Prendete le patate (circa 1 kg) e lessatele, anche in pentola a pressione, se volete velocizzare il tutto (in questo caso vi basteranno 20' dal fischio).

Schiacciatele ancora calde (questo passaggio è fondamentale!) con lo schiacciapatate direttamente sul tavolo da lavoro e aggiungete 300 gr di farina 00. Impastate velocemente prima con una spatola o un coltello a lama larga, poi con le mani, finché non otterrete un impasto sodo e omogeneo. Tagliatelo a pezzi grossi e formate un lungo cordoncino che taglierete con il coltello in piccoli pezzetti, come in foto, e poi (se avete voglia o tempo...) potete rigare con il "rigagnocchi" (ma si chiamerà così? boh....).

Il consiglio che vi dò è di infarinarli bene e sistemarli sopra un telo, sempre ben infarinato, che vi permetterà di versarli nell'acqua bollente senza maneggiarli e senza che si attacchino tra loro.

La cottura è velocissima, appena vengono a galla, sono pronti per essere conditi come più vi piace. Quelli che ho fotografato sono conditi con gorgonzola fuso e vengono chiamati "alla bava". Lo so che il nome fa schifo, ma vi assicuro che il sapore è tutta un'altra cosa!