venerdì 22 febbraio 2013
Sardinian club sandwich
Scusate il ritardo. Purtroppo il periodo non è stato dei migliori e non ho avuto molto tempo (né animo, lo confesso) per aggiornare il blog. Me ne scuso con i lettori, i quali giustamente si aspettano altro da me e ritorno regalandovi una ricetta originale e molto, molto gustosa: un club sandwich versione sardo-casalinga.
Avete presente il club sandwich, quel meraviglioso panino americano multistrato ripieno di roastbeef o prosciutto cotto, insalata e salse? Beh, io non mi dimenticherò mai quello mangiato a Orlando, a pensarci mi vengono ancora le lacrime.... Alto dieci cm, straboccante di prosciutto, maionese, racchiuso tra due fette di pane morbidissimo. Una vera delizia!
Ma quello che vi propongo non è da meno, vi assicuro.
La preparazione è molto semplice e veloce. Ho cotto tre fettine di petto di pollo tagliate molto sottili in una padella calda, con poco olio, salandole alla fine. Ho tagliato due fette sottili di pane a lievitazione naturale fatto da me, morbido e profumato di grano, ci ho spalmato un velo di maionese allo yogurt, due foglie di lattuga, vi ho adagiato il pollo e ho chiuso il panino.
Assaggiate....siete o non siete negli USA?
giovedì 17 gennaio 2013
La zuppa l'è cotta
Vi piacciono le zuppe? A me moltissimo. Ne preparo in tutte le stagioni, in estate fredde, in inverno calde. Sono buone, salutari, spesso leggere e risolvono egregiamente il pranzo dell'indomani, dal momento che possono essere preparate in anticipo.
Oggi ve ne propongo due abbastanza classiche: una vellutata di verza con pancetta croccante e una classica pasta e ceci. In entrambe i casi, se userete la pentola a pressione, i tempi si accorceranno moltissimo e voi avrete tempo per farvi i capelli, le unghie e anche lo scrub al viso (ma anche leggere un buon libro, che fa sempre piacere....).
Iniziamo dalla crema di verza. Mettete nella pentola a pressione una piccola verza tagliata a listarelle, una patata media e mezza cipolla piccola. Non c'è bisogno che siate troppo precisi nel taglio, non c'è Cracco a controllarvi e in ogni caso frullerete tutto. Aggiungete due cucchiai di olio e mezzo litro di acqua. Anche se vi sembra poca, non eccedete con l'acqua perchè la zuppa dovrà essere densa e cremosa. Potrete sempre aggiungerne dopo per raggiungere la densità desiderata. Mettete sul fuoco e fate cuocere per 15 minuti dal fischio, fate sfiatare e frullate con il minipimer. Al momento di servire, fate tostare la pancetta senza grassi in un padellino o nel microonde per circa 1 minuto e servitela calda (ma non bollente! Non sentireste il sapore e vi brucereste la lingua!) con la pancetta e dei crostini a parte.
Per i ceci avete due strade, una breve e una lunga. La breve è ovviamente aprire un barattolo (ma ricordatevi sempre di scolare bene il liquido di governo e sciacquarli sotto l'acqua corrente). Quella più lunga è mettere a bagno i ceci per una notte e farli cuocere con una carota, mezza cipolla, una costa di sedano e abbondante acqua in pentola a pressione per circa 45 minuti (o 2 ore in pentola normale)
A questo punto, se la scelta è il barattolo, fate bollire per 30 minuti i ceci con le stesse verdure che usereste se li cuoceste voi (carota, sedano e cipolla), poi toglietene la metà e frullate i restanti insieme alle verdure. Aggiungete i ceci lasciati da parte, finocchietto selvatico o le barbe dei finocchi e fate bollire per 5 minuti, poi aggiungete la pasta e fatela cuocere solo metà del tempo previsto (finirà di cuocere da sola ma senza diventare mucillaginosa). Al momento di servire, aggiungete un filo di olio e una macinata di pepe, se vi piace.
La zuppa l'è cotta!
venerdì 11 gennaio 2013
E' ancora Capodanno....
Come sono andate le feste? Devo dire che a me sono andate benissimo. Sono riuscita a riposarmi, a stare con i miei, a cucinare molto e (ahimé) a mangiare molto. Questa ultima parte ha avuto ripercussioni ovviamente sulla bilancia (non su di me), ma siamo sempre in tempo per rimediare.
Del resto, si può mangiare qualcosa di completo e leggero anche senza rinunciare al gusto. Quindi, armatevi di pentole e fornelli perchè vi sto per proporre una ricetta fantasmagorica, stravanata (come dicono a Cagliari, significa bellissima) e buonissima: spaghetti con filetti di triglia e lenticchie, un eccezionale concentrato di proteine e carboidrati nella giusta dose.
Ecco cosa vi occorre per 4 persone:
150 gr di lenticchie piccole (e non ditemi che non ve ne sono avanzate da Capodanno perché non vi credo!)
4 triglie fresche (mettete al lavorare il vostro pescivendolo per sfilettarle)
carota, sedano, cipolla circa 200 gr in tutto
olio d'oliva extra vergine
prezzemolo
sale, peperoncino se piace
Prendete i filetti di triglia e tagliateli a dadini, assicurandovi che non siano restate spine, poi metteteli da parte. Con le carcasse preparate un fumetto (cioè un brodo di pesce): mettetele in una pentola con mezza carota, una costola di sedano, mezza cipolla piccola e 500 ml di acqua. Portate a bollore e fate andare per circa 40 minuti. Il brodo deve restringersi. Non salate in questa fase. Filtrate e mettetene da parte circa 100 ml.
Soffriggete le lenticchie in un cucchiaio di olio insieme a carota, sedano e cipolla tritata a brunoise (piccoli cubetti di circa 1 mm di lato), aggiungete 500 ml di acqua e fate cuocere finché non sono tenere. Se preferite potete ammollarle in acqua per qualche ora, la cottura sarà più veloce. Devono risultare abbastanza asciutte. Prendetene metà e frullatele grossolanamente con il fumetto, mettete da parte le restanti.
Cuocete gli spaghetti (possibilmente grossi) e, mentre cuociono, saltate i filetti di triglia in una larga padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio che toglierete, aggiungete il passato di lenticchie, le lenticchie intere, la pasta e fate mantecare bene sul fuoco. Aggiungete poco prezzemolo tritato e servite.
Tutto sommato non è male, non credete? Sembra di essere ancora in vacanza....
lunedì 24 dicembre 2012
Buon Natale da Cookinglaura!
Buon Natale a tutti, cari lettori! Vi auguro di trascorrere giornate bellissime in compagnia dei vostri cari e di preparare cose buonissime da mangiare tutti insieme.
Per me il Natlae vuol dire famiglia, un po' a Cagliari, un po' a Oristano, e confesso che torno un po' bambina, io che ho sempre desiderato essere adulta anche quando non lo ero.
E poi il Natale mi offre l'occasione per cucinare piatti speciali e condividerli nel modo che mi piace di più. Pertanto oggi vi propongo un dolce abbastanza elaborato ma davvero squisito. Si tratta di una mousse al peperoncino con un ripieno di biscotto al cioccolato bagnato con la sapa (il mosto cotto) e arricchito con fichi secchi. La ricetta non è mia, non me ne approprierò indebitamente, ma del mio pasticcere preferito, Maurizio Santin che l'ha pubblicata sulla rivista La Cucina Italiana di Dicembre 2011.
Gli ingredienti sono i seguenti:
200 gr di fichi secchi
185 gr di tuorli
185 di albumi
175 gr di panna fresca
175 gr di cioccolato fondente al 75%
170 gr di sapa
150 gr di cioccolato fondente al 50%
130 gr di panna montata
100 gr di burro morbido
65 gr di zucchero semolato
47 gr di farina di mandorle
47 gr di farina 00
40 gr di zucchero a velo
lievito per dolci
peperoncino in polvere
Per il biscotto
Sciogliere il cioccolato fondente al 50%, mescolare con una frusta il burro e lo zucchero a velo, aggiungere il cioccolato e i tuorli, poi gli albumi montati a neve con il restante zucchero semolato (non devono essere troppo sodi ma solamente cremosi), per ultimo incorporate la farina setacciata con il lievito. Fate cuocere nel forno caldo per 16-18 minuti. Sformate e lasciate raffreddare coperto con pellicola.
Tagliate a piccoli pezzi i fichi, raccoglieteli in una casseruola con 100 ml di acqua e cuocete sulla fiamma al minimo per 15-18 minuti, poi unite 20 gr di sapa, cuocete ancora per 1 min e spegnete.
Scaldate la panna fresca senza farla bollire e aggiungete il peperoncino, circa un cucchiaino raso. Versate poi la panna filtrata sul cioccolato 75% tritato e mescolate fino a farlo sciogliere. Fate raffreddare sempre mescolando e aggiungete poi la panna montata. Sistemate un anello di metallo sul vassoio o sul piatto e mettete al centro un disco di biscotto. Bagnatelo con la sapa e sistemate sopra i fichi secchi. Versate la mousse al cioccolato e peperoncino e mettete in freezer a far rassodare. Per la decorazione io creato una cupola di caramello versato bollente ma non troppo sopra una ciotola unta di olio e dentro ho messo dei peperoncini freschi.
E allora cimentatevi, che non è così difficile come sembra! E Buon Natale a tutti voi!
mercoledì 19 dicembre 2012
Pizza e crostata, la cena perfetta
La cena preferita dei miei figli è pizza e crostata. Devo dire che anche io non disdegno, soprattutto la crostata, che secondo me è un dolce fantastico, se fatta bene.
La ricetta della pizza ve la ricordate? ve la ridò: 500 gr di farina manitoba o 00, 2 cucchiai di olio d'oliva, un cucchiaino da tè di sale, mezzo cubetto di lievito di birra e circa 250 ml di acqua tiepida. Impastate tutti gli ingredienti e poi lasciatei lievitare, lievitare, lievitare. Potete anche metterlo in frigo e dimenticarvene per due giorni, sarà ancora più buona. In ogni caso, lasciatela coperta e a temperatura ambiente per almento due-tre ore e poi formate le pizze che farete cuocere nel forno caldissimo e al massimo per circa 15 minuti (mettete il formaggio dopo i primi sette per non bruciarlo).
E ora passiamo alla crostata. vi do alcune indicazioni di base: la pasta frolla, impasto base di questo dolce, è un impasto modulare. Avete una dose di zucchero e di burro e due di farina e un uovo intero (o due tuorli se la volete più friabile) per ogni dose di farina. Quindi per 200 gr di farina avrete 100 di zucchero, 100 di burro e 1 uovo o due tuorli. Semplice, no?
Ricordatevi una cosa, contrariamente ad altri impasti, la frolla è meglio se fatta nel mixer o nell'impastatrice perchè il calore delle mani può farla "bruciare" e non riuscirete a stenderla. La cosa migliore per me è mettere tutti gli ingredienti eccetto le uova nel mixer a lame, far girare alcuni secondi fino a ottenere un briciolame, aggiungere le uova e terminare la massa a mano ma senza lavorarla troppo. Meno la lavorate, meglio è.
Un'altra cosa sulla quale non transigo è la stesura della pasta: dovete armarvi di mattarello. Non fatelo assolutamente a mano perchè avrete un risultato non omogeneo ed esteticamente peggiore.
Per il resto, c'è poco altro da aggiungere. Fatela riposare per un'ora circa in frigo e poi stendetela sulla teglia dopo aver preso la misura, versate la marmellata, formate la griglietta tagliandola da un'altra sfoglia di pasta avanzata e sistematela ordinatamente sulla marmellata. Se volete, decorate con mandorle a filetti o a lamelle o pinoli. Cuocere a 170° per 30 minuti.
Sono sicura che questa cena non piace solo ai bambini. O mi sbaglio?
domenica 9 dicembre 2012
Topinambur non è una parolaccia
Topinambur non è una parolaccia. E' un vegetale.
Forse non tutti lo conoscono, si tratta di un tubero simile alla patata ma di dimensioni più ridotte, che può essere utilizzata in diversi modi per piatti molto raffinati e dal sapore delicato e speciale.
La ricetta che vi propongo oggi è un tortino di topinambur da accompagnare con una salsa di formaggio o dei funghi saltati, a vostro gusto. Mi concentrerò soprattutto su questo morbido e delicato flan. Per prepararne 4 vi occorreranno:
500 gr di topinambur
200 gr di latte
200 gr acqua
200 gr di besciamella soda
2 uova
30 gr parmigiano grattugiato
sale, pepe
stampini monoporzione in alluminio
Per prima cosa preparate le verdure: lessate i topinambur pelato in acqua e latte per 15 minuti da quando bolle. Scolateli e metteteli nel mixer. Aggiungete la besciamella (se siete proprio alla canna del gas, usate quella pronta, altrimenti preparatela voi con 50 gr di burro, 50 gr di farina e 500 ml di latte, quella che vi avanza la potrete utilizzare per altre preparazioni), le uova, il parmigiano, sale e pepe e frullate fino ad ottenere una crema. Non preoccupatevi se il composto risultasse molto morbido, cuocendolo si rassoderà. Dividete il flan in quattro stampini ben imburrati e fate cuocere a bagnomaria in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.
Aspettate un poco prima di sformarli e serviteli tiepidi, accompagnati con una salsa di formaggio (200 gr. di gorgonzola sciolto con 100 ml di panna e 100 ml di latte) o dei funghi saltati con burro, aglio in camicia e prezzemolo.
Credetemi, sarete totalmente conquistati!
domenica 25 novembre 2012
Trasgressioni spagnole
Oggi vi tocca trasgredire. Del resto è ancora domenica, la dieta si inizia il lunedì. Quindi beccatevi questo dolce sopraffino che preparava sempre la mia nonna spagnola di Calatayud (la patria natale del poeta latino Marziale, quello degli epigrammi un po' sboccacciati). Il nome variava a seconda della lingua: palle di neve in italiano, sospiros de monja (sospiri di monaca) in spagnolo. Ma il nome tradizionale di questo dolce in pasticceria è normalmente ile flotante, isola galleggiante.
E' un dolce semplice, pur richiedendo alcune attenzioni nella cottura della meringa morbida, e molto, molto economico. Per una cena per 6-8 persone vi serviranno:
1 lt di latte intero
6 uova
500 gr di zucchero
3 cucchiaini di maizena
buccia di limone
Costo stimato: circa 3 euro e un figurone assicurato con gli ospiti!!
Prima di tutto dovrete separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi con 200 gr di zucchero finché la meringa non sarà soda e lucida. Nel mentre mettete il latte a bollire in una larga casseruola. Non appena spicca il bollore, abbbassate la fiamma e versate l'albume a cucchiaiate, facendolo cuocere 30 secondi per parte, girandolo delicatissimamente una volta sola. Trascorso il tempo, scolate le meringhe con una schiumarola e sistematele anche sovrapposte in uno scolapasta sotto al quale avrete messo un piatto fondo per raccogliere il latte rimasto.
Preparate gli spumoncini 3-4 per volta, non di più (anche uno alla volta finché non prendete la mano), poi, una volta terminato l'albume, preparate la crema con il latte utilizzato.
Mescolate senza montarli i tuorli con 300 gr di zucchero e 3 cucchiai di maizena, poi versateci un litro di latte (se quello utilizzato per cuocere la meringa si fosse ridotto troppo, rabboccatelo). Cuocete finché la crema non si rassoderà (ma non troppo, non è una crema pasticcera) e fatela rafffreddare evitando che si formi la pellicola sopra. Quando sarà fredda, versatela in una zuppiera larga, sistemate delicatamente le meringhe morbide facendole galleggiare e versateci una colata di caramello bollente che, a contatto con la meringa fredda, diventerà croccante creando un piacevolissimo conrasto.
Fate riposare in frigo fino al momento di servire (ma non con troppo anticipo altrimenti il caramello si scioglierà) e poi servitelo pensando alla mia nonna spagnola dagli occhi blu, che amava Cagliari e non ha mai imparato a parlare bene l'italiano.
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