Ecco il vincitore! Il contest ha decretato che, dopo l'ultima ricetta forse un po' troppo mortificante, fosse un dolce lussurioso a vincere. E io sono pienamente d'accordo!
Ecco allora una ricetta veramente golosa, raffinatissima, che però si può realizzare in casa solamente con qualche attenzione: semifreddo al torrone di Tonara con salsa di cioccolato fondente.
E allora bando alle ciance, a voi gli ingredienti:
4 tuorli d'uovo
120 gr di zucchero semolato
200 gr di panna montata
30 ml di acqua
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di latte
Prima di tutto mettete il torrone in freezer dopo averlo tagliato in pezzi di media grandezza.
Poi per realizzare questo dolce dovrete preparare la famigerata pate à bombe, che avrà due obiettivi: per primo pastorizzare le uova che altrimenti sarebbero crude, in secondo luogo rendere il composto stabile. Il semifreddo infatti, a differenza del gelato, non ha per base una crema cotta (inglese) ma l'uovo montato a crudo. Per evitare qualsiasi possibilità di batterio, come la salmonella, lo zucchero viene portato con l'acqua a circa 118° (stadio della grande bolla) e poi versato a filo sui tuorli che nel mentre avrete cominciato a sbattere con le fruste elettriche o la planetaria (meglio perchè vi permette di avere le mani libere). Per preparare la pate à bombe, quindi, mettete lo zucchero in un piccolo pentolino, aggiungete l'acqua e fate cuocere mescolando ogni tanto fino a che sulla superficie non si formeranno delle bolle abbastanza grandi. Se avete il termometro, fatelo arrivare a 118°, come vi ho già detto, poi spegnete e versate a filo sui tuorli. Siccome per fare questa operazione ci vuole un po' di esperienza, vi consiglio di comprarvi il termometro, costa poco e vi servirà per moltissime altre cose.
Detto questo, stiamo montando i tuorli con lo zucchero alla massima velocità, occorreranno circa 10 minuti per ottenere un composto che sia chiaro, gonfio e spumoso. A questo punto, aggiungete la panna montata e poi il torrone che avrete tolto dal freezer e sminuzzato in un mixer. Queste due operazioni vanno fatte a mano e con molta delicatezza ma anche con decisione e senza aspettare troppo per evitare di smontare il composto. Versate il semifreddo in uno stampo rettangolare foderato di pellicola, coprite con altra pellicola e mettete in freezer per almeno 5-6 ore. Sarà meglio preparare il composto dal giorno prima.
Preparate la salsa facendo sciogliere cioccolato e latte e mescolando bene. Fate raffreddare a temperatura ambiente.
Al momento di servire tagliate il semifreddo in fette di circa 3 cm, adagiatelo su un piattino e irrorate generosamente con il cioccolato. L'avevo già detto nell'altro contest? Non fa niente, the winner takes it all!
martedì 12 novembre 2013
lunedì 4 novembre 2013
Niente tristezza, è lunedì (e si inizia la dieta)
Oggi è lunedì. Quanti di voi hanno deciso di iniziare la dieta in questo giorno? Del resto, il fine settimana non è certamente il periodo migliore dal momento che si esce con gli amici, spesso per mangiare fuori, il mercoledì o il giovedì sono troppo in mezzo alla settimana e magari i giorni precedenti si è straviziato un poco, il martedì....non ci piace e basta.
Ma il lunedì è veramente un giorno adatto, è l'incipit della settimana, come se si chiudesse un libro per iniziarne un altro. E allora quale migliore ricetta vi posso dare di lunedì se non una dietetica?
Ecco a voi la zuppa di finocchi con verza e piselli, ottima per depurarvi ma senza (troppa) mortificazione. Ecco l'occorrente per 4 persone:
1 grosso finocchio
100 gr di piselli surgelati
100 gr di verza tagliata a striscioline
5 cucchiaini di olio evo
sale
pepe (se piace)
Armatevi di pentola a pressione e versateci il finocchio tagliato grossolanamente, coprite con circa 1/2 lt di acqua, salate leggermente e fate cuocere per 20 minuti dal fischio.
Fate sfiatare e frullate bene con il minipimer fino ad ottenere una crema vellutata. Se dovesse risultare troppo liquida, fatela cuocere ancora per qualche minuto sulla fiamma a pentola aperta.
In una piccola pentola a parte bollite i piselli per 5 minuti, poi scolateli e metteteli da parte. In un padellino versate un cucchiaino di olio, aggiungete la verza e fatela saltare per qualche minuto finché non sarà appassita. Versate la minestra di finocchio nelle fondine e copletate con i piselli e la verza, completando con un cucchiaino di olio per ciascun commensale.
Neanche 100 calorie per cominciare bene la vostra dieta!
Ma il lunedì è veramente un giorno adatto, è l'incipit della settimana, come se si chiudesse un libro per iniziarne un altro. E allora quale migliore ricetta vi posso dare di lunedì se non una dietetica?
Ecco a voi la zuppa di finocchi con verza e piselli, ottima per depurarvi ma senza (troppa) mortificazione. Ecco l'occorrente per 4 persone:
1 grosso finocchio
100 gr di piselli surgelati
100 gr di verza tagliata a striscioline
5 cucchiaini di olio evo
sale
pepe (se piace)
Armatevi di pentola a pressione e versateci il finocchio tagliato grossolanamente, coprite con circa 1/2 lt di acqua, salate leggermente e fate cuocere per 20 minuti dal fischio.
Fate sfiatare e frullate bene con il minipimer fino ad ottenere una crema vellutata. Se dovesse risultare troppo liquida, fatela cuocere ancora per qualche minuto sulla fiamma a pentola aperta.
In una piccola pentola a parte bollite i piselli per 5 minuti, poi scolateli e metteteli da parte. In un padellino versate un cucchiaino di olio, aggiungete la verza e fatela saltare per qualche minuto finché non sarà appassita. Versate la minestra di finocchio nelle fondine e copletate con i piselli e la verza, completando con un cucchiaino di olio per ciascun commensale.
Neanche 100 calorie per cominciare bene la vostra dieta!
giovedì 24 ottobre 2013
Rapido e squisito: fichi, chévre e pancetta al timo
I fichi mi piacciono più in abbinamento con il salato che come frutta o nei dessert. Il fatto di essere così dolci e profumati, fa sì che si abbinino proprio con i sapori forti del prosciutto o della pancetta e permettano di creare dei piatti di grande raffinatezza.
La mia proposta di oggi è veloce come questo post: uno stuzzichino da preparare all'ultimo momento, che si può proporre prima di un pranzo o una cena autunnale. Si tratta di fichi ripieni di chévre, avvolti nella pancetta e profumati con il timo. Semplicissimo, ma assolutamente delizioso e semplice da preparare.
Vi serviranno solamente 10 minuti: prendete i fichi e tagliateli a metà, tagliate a fette spesse 1 cm il formaggio chévre, quello cilindrico francese, ormai facile da trovare in qualsiasi supermercato, arritilate ciascun mezzo frutto ripieno con una fetta di pancetta affettata sottile e completate con un piccolo rametto di timo, come nella foto. Poco prima di servire, fate scaldare in forno caldo a 200° per circa 5 minuti.
Non è magnifico?
martedì 8 ottobre 2013
Il sapore della mia terra
Nella mia zona, l'Oristanese, i ravioli si fanno così: formaggio pecorino di giornata, quello non salato, erbette (poche) e buccia di limone. Quando ero bambina fare i ravioli era un rito. Ci si metteva nel pomeriggio e si lavorava per ore, poi si congelavano per averli come scorta. chiudere i ravioli eraun lavoro che adoravo, guardavo i movimenti delle mani di mia nonna e facevo lo stesso. E' così che ho imparato.
Dovete credermi, il connubio formaggio - limone è fantastico e conferisce un aroma unico al piatto. Solitamente il condimento è il sugo, con o senza carne, ma io ho voluto provare una nuova ricetta apportando qualche modifica anche al ripieno. Ho sostituito quindi le erbette con della menta fresca e poi li ho conditi con un ragù di agnello in bianco, come vedete nella foto. Il risultato è spettacolare perchè l'agnello si sposa benissimo con la menta, come sanno gli Inglesi, ma anche con il limone.
Cominciate con il preparare i ravioli. Vi occorreranno:
300 gr di rimacinato di semola di grano duro (granito)
200 gr di farina 00
3 uova
2 mezzi gusci di acqua
Per il ripieno:
500 gr di formaggio pecorino di giornata
la buccia grattugiata di 1 limone
un ciuffetto di menta
1 uovo intero
sale
Per prima cosa preparate la pasta: impastate tutti gli ingredienti anche nell'impastatrice, se la avete, e quando sarà liscia e omogenea modellate una palla, avvoletela nella pellicola e fatela riposare per mezz'ora.
Preparate il ripieno mescolando tutti gli ingredienti insieme nel mixer a lame. Frullate bene, dovrete ottenere una pasta abbastanza compatta da poterla modellare in palline. Stendete la pasta con la macchinetta, fermandovi alla penultima tacca, sistemate le palline di formaggio ben distanziate, chiudete togliendo bene l'aria e tagliate i bordi con una riotella tagliapasta. Se dovessero essere troppi, congelateli pure nel freezer.
Per il ragù di agnello gli ingredienti sono questi:
500 gr di polpa di agnello o agnellone disossata
150 gr di carota, cipolla e sedano
vino bianco secco 1/2 bicchiere
aromi (salvia, rosmarino, bacche di ginepro)
farina 1 cucchiaio
sale, olio evo
brodo vegetale
E' semplicissimo, credetemi, e se volete fare più in fretta, usate pure la pentola a pressione, non preoccupatevi! Premetto che per questa ricetta preferisco l'agnellone rispetto all'agnello come si usa in Sardegna perchè c'è meno scarto ed è più polposo.
Fatevelo disossare dal macellaio, poi tagliatelo a coltello a dadini piccolissimi. non tritatelo, ne va del risultato finale. Fate rosolare la carne in 4 cucchiai di olio, aggiungete le verdure e fate andare ancora per circa 5 minuti, spolverizzate con la farina e fatela tostare per 1 minuto ancora. A questo punto aggiungete il vino e fatelo evaporare, poi coprite con il brodo a filo, aggiungete gli aromi e il sale e fate cuocere a lungo a fuoco lento. Se usate la pentola a pressione basterà 1 ora, senza ne occorreranno quasi 2.
A questo punto avete tutto pronto. non resta che cuocere i ravioliper 3-4 minuti in acqua bollente salata, condirli con il ragù di agnello e spolverizzarli con parmigiano.
Questo è il sapore della mia terra.
sabato 28 settembre 2013
Le regole della fregola
Sulla fregola sarda non transigo. La potete usare per mille preparazioni, ma ci sono alcune regole ferree per riconoscere quella vera e per cucinarla. Prima di tutto non deve essere tagliata. Rifuggite assolutamente dalla fregola tagliata a macchina. Questo tipo di pasta è come un cous cous, solo più grosso, quindi deve essere fatta a mano facendo assemblare la semola con l'acqua e niente più. La regolarità del chicco non importa, conosco persone capaci di fare una fregola con i chicchi tutti uguali mentre in altre zone, soprattutto del cagliaritano, trovate una fregola irregolare ma sempre buonissima.
Non importa se la preparate in brodo (come si usa a Cagliari) o asciutta, l'importante è che la facciate cuocere come un risotto o comunque nel brodo, senza farla bollire in precedenza. Ecco tutto.
Io l'ho usata per preparare una zuppetta di pesce povero e ricco con fregola, leggermente piccante, una vera delizia!
Ecco cosa vi serve per 4 persone:
1 kg di pesci da zuppa (serrani o saragne, pesci re, scorfani, aragne, tracine, etc...)
4 scampi
4 gamberi rossi
1 carota media, 1 cipolla media, 1 gambo di sedano
1 spicchio di aglio
3 pomodori medi molto maturi
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio evo 3 cucchiai
peperoncino, basilico
Siccome detesto la zuppa di pesce piena di spine, per prima cosa pulisco e sfiletto i pesci, eliminando tutte le spine. Ottengo così dei filetti che possono essere mangiati anche in un solo boccone. Mi raccomando, conservate le lische e le teste perchè le userete per il brodo. Scusciate anche i gamberi e conservate le teste e i carapaci. In una casseruola alta fate soffriggere le verdure a grozzi pezzi (escluso il pomodoro) per 3 minuti circa, aggiungete le teste e le lische dei pesci e dei gamberi, sfumate con il vino, aggiungete i pomodori, il peperoncinoe 1 lt di acqua freddissima. Fate bollire per circa 30 minuti, poi frullate e passate al colino. Otterrete il brodo. Cuocete la fregola (per questa preparazione va meglio quella media) per 5 minuti circa nel brodo, poi aggiungete i pesci e i crostacei e continuate la cottura per altri 5 minuti circa.
Et voilà! La vera fregola è pronta!
sabato 14 settembre 2013
Come un vestito
Le creme di verdure sono come la petite robe noir di Chanel, sono adatte a tutte le stagioni e a tutte le occasioni: per un pranzo veloce, leggero e giornaliero o per aprire una cena più importante. Dipende dagli "accessori", con cui la guarniamo. Per un pasto da tutti i giorni possiamo aggiungere pasta o riso, cotti a parte, ceci o lenticchie solamente bolliti, oppure, per una cena dal sapore ancora estivo e fresco possiamo guarnirla con della mozzarella fiordilatte o di bufala, come nella foto. In ogni caso, il risultato è sempre un piatto squisito, leggero e soprattutto velocissimo!
La parola d'ordine è infatti velocità. Le verdure devono mantenere il loro gusto e il loro colore, quindi non devono essere stracotte. Per quanto riguarda il colore, poi, è come per vestito, se siete in vena di arancione fate prevalere le carote e la zucca, se vi piace il verde, zucchine e spinaci sono le più adatte, ma non trascurate anche il bianco, con le patate e il topinambur.
Ecco la ricetta per quella che ho preparato io. Vi serviranno i seguenti ingredienti per 4 persone:
2 zucchine medie
1/2 cipolla bianca
100 gr di fagiolini
1 patata piccola
1carota
qualche foglia di bietola
acqua 1/2 lt circa
sale, olio evo
mozzarella di bufala
Per prima cosa taglierete tutte le verdure a cubetti e metterete tutto in una casseruola non troppo grande. Non preoccupatevi troppo della dimensione perchè poi frullerete tutto. Per i più pigri: potete anche usare la pentola a pressione e ridurrete della metà i tempi. Coprite a filo con l'acqua a freddo. Questo passaggio è molto importante: meglio che l'acqua sia poca (potete sempre aggiungerne altra) piuttosto che troppa. La crema deve infatti essere spessa nel modo giusto, non una brodaglia liquida che non riscuoterà nessun successo! Aggiungete un po' di sale e un poco di olio, non troppo perchè ne aggiungerete a crudo, poi mettete sul fuoco con un coperchio. I tempi di cottura: con la pentola a pressione saranno sufficienti 15 minuti dal fischio, senza, dovrete lasciar cuocere la zuppa il doppio. Controllate che la minestra non sia troppo liquida, poi frullatela con il frullatore ad immersione e fatela intiepidire.
Ora tocca a voi. Così come la mattina scegliete il vestito a seconda dell'umore, qui potete scegliere ugualmente cosa fare, se mangiarla fredda oppure leggermente scaldata. La mia era a temperatura ambiente, guarnita semplicemente con la mozzarella tagliata a pezzi, un filo d'olio e una foglia di basilico (che potete aggiungere anche alla zuppa quando la frullate).
Ecco fatto! Semplice e veloce. Proprio come cambiare vestito.
mercoledì 4 settembre 2013
Il calamaro è pieno di se stesso
Vi piace questo post? E' il risultato di un piccolo contest culinario che ho messo su facebook. Ho chiesto ai miei amici di votare fra tre ricette da pubblicare sul blog. Chi non ha partecipato ed è curioso di sapere quali sono le restanti due, può andare sul profilo Facebook di Cookinglaura, mettere il like e leggere il post. Comunque, tra tutte ha vinto sicuramente il calamaro ripieno di se stesso. Il che non vuol dire che il calamaro sia altezzoso (vabbé, lo so che non fa ridere, ma concedetemela), ma che per il ripieno userete i suoi tentacoli che andranno prima cucinati insieme ad altri pochi ingredienti e poi inseriti nella sacca.
Si tratta di una ricetta della mia famiglia. La preparava mia nonna, poi mia mamma, mia zia, sempre uguale, o quasi. Io ho aggiunto i pomodorini cherry in cottura che, secondo me, arricchiscono l'intingolo e aggiungono colore. E allora, ecco cosa vi serve per realizzare questo ottimo secondo piatto per 4 persone:
800 gr di calamari di media grandezza
50 gr di cipolla rossa
1 spicchio di aglio
1 pomodoro secco
erbe aromatiche (basilico, origano fresco)8
100 gr di pane grattugiato
1/2 tazzina da caffé di vino bianco secco
olio evo
300 gr di pomodorini
peperoncino
Se non siete pratici nella pulizia dei calamari, affidatevi al vostro pescivendolo, che sarà ben contento di farlo per voi. Per i Cagliaritani: al mercato di San Benedetto lo fanno quasi tutti se glielo chiedete.
Tritate grossolanamente i tentacoli dei molluschi, tritate anche la cipolla, il pomodoro secco e un po' dello spicchio di aglio (abbiate fiducia, non prevarrà assolutamente ma è un aroma necessario!), poi fateli soffriggere dolcemente in una padella bassa con 4 cucchiai di olio. Aggiungete i tentacoli dei calamari, alzate la fiamma e fate andare velocemente per 1 minuto, finché non cambiano di colore, poi sfumate con il vino bianco, cuocete ancora per 1 minuto e aggiungete il pane grattugiato, facendolo dorare. Salate, aggiustate di peperoncino e di aromi e spegnete.
Con questo composto riempite le sacche dei calamari senza renderle troppo ciccione, o si spaccheranno in cottura, sistematele ordinatamente in una pirofila da forno senza lasciare troppi spazi vuoti, ricoprite con i pomodorini tagliati a metà, salate e condite con abbondante olio evo. Se non li cuocete subito, potete anche conservarli in firgo o in freezer.
Per la cottura, accendete il forno a 200° e fatelo scaldare bene, poi fate cuocere per 12 minuti, non uno di più. Sfatiamo infatti un mito: il calamaro più lo si cuoce, più diventa stopposo, mentre vedrete che questo tempo di cottura è praticamente perfetto.
Vi è piaciuto il calamaro ripieno di se stesso? Del resto, the winner takes it all!
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