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domenica 5 febbraio 2017

Tempura di riccio di mare, quando il Giappone incontra la Sardegna


La cucina giapponese è fantastica. I Sardi adorano i ricci di mare. Sembrano due affermazioni che non abbiano a che fare niente l'una con l'altra e invece no! Sono la base del mio velocissimo post di oggi cioè la tempura di riccio di mare, una ricetta dello chef giapponese-americano Nobu Matsuhisa (se non lo conoscete, andate qui http://www.noburestaurants.com a vedere chi è e cosa fa), veramente squisita e fantastica per valorizzare al massimo il sapore di mare dei ricci sardi di questo periodo. Mi dispiace per chi non li ha a disposizione e non ho neanche a disposizione per loro un piano B....Mi dovrò far perdonare!
Ma ecco la ricetta, facilissima ma delicata nella preparazione. Seguite bene il procedimento, per evitare di sbagliare e rovinare il riccio. La ricetta originale dello chef Nobu prevede l'uso della pasta sfoglia stesa molto sottile, io ho preferito usare la pasta per wanton cinese, sottilissima e meno grassa.

Tempura di riccio di mare
Ingredienti per 4 persone
un vasetto di polpa di riccio di mare (80 gr circa)
8 fogli di pasta per wanton (si trova nei negozi di specialità asiatiche)
foglie di prezzemolo fresco
olio di arachide per friggere

Dividete la polpa di riccio in otto porzioni e avvolgete ciascuna in un foglio di pellicola, formando un sacchetto e stringendo bene l'estremità. Fate congelare nel freezer. Quando siete pronti, prendete i fogli di pasta wanton, sistemate in un angolo la foglia di prezzemolo, sopra di essa la pallina di riccio congelata, privata della plastica, e chiudete come se fosse un involtino primavera molto piccolo, sigillando i lembi con poca acqua. Friggete subito in olio bollente per 30 secondi circa e servite caldo.
Un bicchiere di champagne o di vino bianco mosso fresco completeranno un aperitivo da non dimenticare mai più!
















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