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martedì 23 dicembre 2014

Il Natale di Cookinglaura



Scusatemi, sono in ritardo, lo so, quindi completerò il mio menu natalizio con il secondo e il dolce. Abbiamo ancora tempo! Le ricette che vi propongo sono semplici, squisite e belle da vedere. Potete preparare tutto dalla mattina e la sera solo infornare o scaldare.
Come secondo piatto ho scelto le quaglie, servite con una crema di cavolfiore e una sbriciolata di biscotti digestive. Vi sembrerà un abbinamento strano, ma vi assicuro che è molto natalizio e davvero buonissimo! Come dolce, oltre al panettone, che vi consiglio di servire con una crema aromatizzata al mandarino o all'arancia, provate questo splendido soufflé al cioccolato con salsa di cachi. La preparazione è davvero facile e piacerà a tutti. Ecco le ricette:

Quaglie con crema di cavolfiore e sbriciolata di digestive
Ingredienti per 6 persone
6 quaglie
100 gr di zenzero fresco
1 spicchio di aglio
1 bacca di vaniglia
grani di coriandolo
pepe
timo fresco
1 scalogno
cognac, marsala
1 piccolo cavolfiore
100 ml di panna fresca
4 biscotti digestive
burro, olio evo, sale, pepe

Separate le cosce dai petti delle quaglie e fateli marinare per 2-3 ore in frigo con i semini della vaniglia, il coriandolo, il timo, l'aglio e lo zenzero tritati.
Cuocete il cavolfiore in acqua salata bollente, poi frullatelo con la panna e poca acqua fino ad ottenere una crema di consistenza media (come la panna fresca). Regolate di sale e pepe. In una larga padella fate sciogliere una noce di burro (circa 50 gr) e due cucchiai di olio, fate appassire nel grasso lo scalogno tritato finemente e versate le quaglie (petti e cosce insieme) facendoli rosolare bene a fuoco vivace, sempre mescolando. Sfumate con il cognac e fiammeggiatelo, poi aggiungete 1/2 tazzina di marsala, abbassate la fiamma e continuate a cuocere per circa 7 minuti, aggiungendo un mestolo di brodo.
Tenete in caldo (potete preparare tutto in anticipo e poi scaldarlo all'ultimo momento).
Servite sistemando la crema di cavolfiore a specchio nel piatto, poi la quaglia e le digestive sbriciolate all'ultimo momento (altrimenti si ammolleranno e l'effetto non sarà lo stesso).

Soufflé al cioccolato con salsa di cachi
Ingredienti per 6 persone
50 gr di burro + 30 gr per foderare gli stampini
50 gr di farina
200 ml di latte
3 uova
50 gr di zucchero + 100 per foderare gli stampini
100 gr di cioccolato amaro
2 cachi
20 gr di zucchero
cognac

Impastate la farina e il burro, poi aggiungete il latte bollente fino ad ottenere una crema. Fate raffreddare poi aggiungete il cioccolato sciolto a bagnomaria o al microonde, i tuorli, uno alla volta, e infine gli albumi  montati a neve ma mantenendoli cremosi (non troppo fermi). Versate il composto negli stampini da ramequin imburrati e zuccherati, riempendoli quasi fino al bordo, poi conservate i soufflé in frigo fino al momento di infornare. Per la salsa di cachi, frullare i frutti con 20 gr di zucchero e i cucchiaio di cognac o rhum e mettere da parte. Poco prima di servire, cuocete il soufflé in forno caldo a 180° per 15 minuti e servite subito con la salsa.
Buon Natale a tutti!


domenica 14 dicembre 2014

I ravioli del re (con la faraona)



Il Natale è il momento giusto per preparare ravioli e pasta fresca in casa. I ravioli che vi propongo per il pranzo di Natale sono veramente squisiti! Si tratta di piccoli ravioli di faraona con la pasta alle erbe, conditi con un fondo di funghi champignon. Preparatene qualcuno in più e conservateli in freezer, saranno pronti per la prossima occasione. La preparazione è ovviamente un po' lunga, dedicate loro un pomeriggio, ma la vostra fatica verrà ripagata, credetemi.
Cominciamo con gli ingredienti.

Per la pasta
100 gr di semolato rimacinato
200 gr di farina 00
2 uova
1/2 guscio di acqua
erbe aromatiche miste (erba cipollina, timo, prezzemolo)

Per il ripieno
1/2 faraona a pezzi
1 carota, 1 piccola cipolla, 1 costa di sedano
1 foglia di alloro
la scorza di 1/4 di mandarino
brandy
brodo vegetale
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
olio, sale, pepe

Per il condimento
30 gr di burro
300 gr di funghi champignon scuri (cremini)
formaggio provola o casitzolu (per gli amici sardi)

Impastate la semola e la farina con le uova intere, le erbe tritate e l'acqua. Lavorate bene, poi avvolgete la pasta nella pellicola e fatela riposare per almeno mezz'ora.
Fate rosolare bene i pezzi di faraona in 4 cucchiai di olio, poi aggiungete le verdure e fate cuocere per altri 5 minuti, sfumate con il brandy fiammeggiandolo, poi aggiungete gli aromi e coprite con il brodo a filo.
Fate cuocere coperto per mezz'ora a fuoco medio, poi togliete il coperchio e terminate la cottura finché non si formerà un sughino denso e sciropposo. Fate raffreddare la carne, disossatela con le mani e frullatela bene, aggiungendo le verdure di cottura (ma non il fondo, che conserverete) e il parmigiano. Regolate di sale e di pepe e poi mettete da parte.

Formate i ravioli tirando la pasta sottilissima (ultima tacca) e dando loro la forma che preferite. Io ho usato un tagliapasta di mia nonna che ha più di 100 anni.
Conservateli in frigo in un solo strato, sopra vassoi coperti da canovacci ben spolverizzati di semolato. Quelli che non vi servono, riponeteli in freezer, stando attenti a non sovrapporli.
Per la salsa, tagliate a fettine sottili i funghi e metteteli nella larga padella insieme a una noce di burro e al sugo di cottura della faraona. Fate cuocere dolcemente e mettete da parte.

Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata per 2 minuti da quando vengono a galla, scolateli con la schiumarola e fateli saltare dolcemente nella salsa di funghi. Completare con la provola grattugiata grossolanamente. Io ho utilizzato un casitzolu semistagionato di Paulilatino.
E' veramente un piatto da re!


giovedì 11 dicembre 2014

Cheap and chic (ovvero,palline natalizie veg)


Da oggi comincio a postare il mio menu natalizio. Come sempre le parole d'ordine sono: tradizione (ma non troppa...), risparmio (perché spendere tanto quando si possono avere magnifici risultati anche con una spesa modesta?) e bellezza (perchè ricordate sempre che anche la pietanza più buona perde tutto se buttata in maniera sgraziata nel piatto!).
Per Natale vi potete veramente sbizzarire. Togliete dai cassetti le tovaglie della nonna, magari bianche, e apparecchiate con i piatti e le posate più belle che avete. Riempite la casa di candele, festoni e segni del Natale, perchè è bello non solo per i bambini, ma anche per i grandi.
E poi pensate un menu che sia nelle vostre corde.

Quest'anno mi andava qualcosa di vegetariano ma che fosse allo stesso tempo facile da mangiare, come un finger, e bello da vedere. Quindi ho pensato a queste palline croccanti vegetariane, servite con due salse. una di rafano e panna, l'altra di sedano rapa. A dispetto dell'apparenza, la ricetta è un po' lunga, ma ne vale la pena e inoltre possono essere preparate con largo anticipo.
Ecco la ricetta.

Ingredienti per 8 persone
Per le palline arancioni
500 gr di carote
50 gr di zenzero fresco
1 piccola cipolla fresca
olio evo
sale, peperoncino
semi di sesamo
1/2 uovo
pane grattugiato

Per le palline verdi
1 mazzo di spinaci
1 scatola di ceci
1 cucchiaio di tajina
coriandolo in polvere
1/2 uovo
pane grattugiato
olio evo
sale

Per completare
olio di arachide per friggere

Per le salse.
Panna al rafano
100 ml di panna da montare
3 cucchiaini di rafano in pasta
sale

Finta maionese di sedano rapa
500 gr di sedano rapa
100 ml di latte
100 ml di acqua
sale, pepe, olio evo

Preparate prima di tutto le palline. Per quelle di carote, fate cuocere in una piccola padela la cipolla con 3 cucchiai di olio, aggiungete le carote pelate e tagliate a rondelle e lo zenzero, aggiungete una tazzina di acqua e fate cuocere coperto finché le carote non saranno morbide. Frullate il tutto con l'uovo, aggiungendo poco pane grattugiato per addensare (ne basteranno 2-3 cucchiai), regolate di sale e mettete in frigo a raffreddare, poi formate delle palline poco più grandi di nocciole e passatele nel pane grattugiato mescolato con il sesamo.

Per quelle verdi, cuocete in padella gli spinaci con 1 cucchiaio di olio finché non saranno appassiti, poi strizzateli e frullateli con i ceci, aggiungendo la tajina, il coriandolo, l'uovo, sale e pepe. Se fosse troppo morbido, aggiungete anche in questo caso poco pane grattugiato. Fate raffreddare e formate altre palline nello stesso modo. Sistematele in frigo.

Per le salse: montare la panna morbida e aggiungere il rafano, regolando di sale (salsa al rafano).
Tagliare apezzi il sedano rapa pelato e farlo cuocere con l'acqua e il latte coperto finché non sarà morbido, poi frullarlo con sale, pepe e olio a filo.

Friggete le palline in abbondante olio caldo finché non saranno dorate e servirle in ciotole insieme alle salse. Il Natale comincia bene, non vi pare?






domenica 30 novembre 2014

Un filetto trattato bene



A cucinare il filetto siamo bravi tutti, direbbe qualcuno, perchè è una carne talmente buona che l'importante è trattarla bene e lasciarne  le caratteristiche di morbidezza e gusto senza cuocerla troppo. Effettivamente, se volete fare bella figura, cucinate un filetto di manzo e siete a posto!
Io preferisco sempre cucinarlo a pezzo intero perchè rimane succulento e più delicato. non stracuocetelo, abbiate pietà! E' una carne che va trattata bene perchè sia al meglio.
Come quello della foto e della ricetta che vi propongo oggi, un semicarpaccio marinato agli agrumi con chips di patate e carote al forno.Ecco la ricetta:

Ingredienti per 6 persone
1 kg di filetto di manzo in un solo pezzo
1 pompelmo
1 arancia
1 limone verde
1 peperoncino fresco
olio di sesamo
sale

Sigillate a fuoco veloce la carne per pochi minuti nell'olio di sesamo finché non diventa dorata su tutti i lati. Grattugiate tutti gli agrumi, sistemate il filetto in una pirofila e copritelo con le scorze degli agrumi e le fettine del peperoncino, rigirandolo bene. Mettete in frigo e fate marinare almeno 12 ore.
Per la cottura, preriscaldate il forno a 200°, salate bene il filetto, scolatelo dalla marinata, che conserverete, e fatelo cuocere 15 minuti nel forno caldissimo. Spremete il succo di tutti gli agrumi e filtratelo, poi aggiungetelo alla marinata dopo aver eliminato il peperoncino. Servite la carne affettata e con la salsa a parte di cui ciascun commensale si servirà.

venerdì 21 novembre 2014

Quando la gricia incontra la zucca e gli gnocchi...


Tra le preparazioni della cucina romana una delle mie preferite è la gricia. . Nella sua semplicità esprime un incredibile bilanciamento dei sapori, solo tre ingredienti, ma perfetti mescolati tra di loro.
L'altro giorno ho voluto provare un esperimento tra due piatti che adoro, la gricia, appunto, e gli gnocchi di patate. Ne sono venuti fuori questi gnocchi di patate alla gricia con vellutata di zucca che, vi assicuro, erano ottimi! Ecco la ricetta.

Gnocchi di patate alla gricia e vellutata di zucca.
Ingredienti per 4 persone
Per gli gnocchi di patate perfetti, rispolverate il post di cookinglaura http://laurasechi.blogspot.it/2012/02/cookinglaura-ha-fatto-gli-gnocchi.html

Per il condimento:
500 gr di zucca
200 gr di guanciale
100 gr di pecorino semistagionato
olio evo
sale, pepe

Preparate gli gnocchi come indicato nel post e sistemateli in un solo strato sopra un telo infarinato.
Tagliate la zucca in 3 o 4 grossi pezzi e avvolgetela nella carta stagnola, poi cuocetela in forno a 200° per 45 minuti. spolpatela bene e frullatela con 4 cucchiai di olio evo, sale e pepe.
In una larga padella fate dorare bene il guanciale tagliato a listarelle per qualche minuto, fino a renderlo croccante. Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli con una schiumarola quando vengono a galla e fateli saltare nel condimento, muovendo la padella, senza usare cucchiaio.
Matecateli con il pecorino, poi serviteli con la salsa di zucca a specchio nel piatto.
E ora, amici miei romani, storcete pure il naso, ma poi assaggiateli e non ditemi che no sono divini!!

sabato 8 novembre 2014

La colazione degli altri (che può diventare la nostra!)


Quando ero bambina mio nonno Bustiano mi diceva sempre: "Fizziché (che a Nuoro, la città natale di mio nonno, significa "figlioletta"), gli Americani mangiano schifezze! Pensa che fanno il pollo con la marmellata!". Abituata com'ero a veder preparare seadas, ravioli, e cose buonissime fin dalla tenera età, mi immaginavo questo connubio culinario come un abbinamento osceno!
Ma devo dire che mi sono ricreduta con l'avanzare dell'età.
Ora penso di aver capito cosa intendeva mio nonno; credo si riferisse all'abitudine di certa cucina anglosassone, e Americana in particolare, a marinare le carni con salse dolci, che però diventano degli abbinamenti fantastici, che alla fine riescono a convertire anche i palati più riluttanti.
Oggi quindi vi propongo una ricetta americana per la colazione, con un abbinamento  che può sembrare strano, ma che è invece delizioso: pancakes con mielee prosciutto crudo croccante. Seguitemi nei passaggi e fidatevi di Cookinglaura.

Ingredienti
125 gr di farina
1 uovo
25 gr di zucchero
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
200 ml di latte
50 gr di burro

per guarnire
miele
2 fette di prosciutto crudo

Per prima cosa preparate i pancakes. mescolate in una ciotola con una frusta a mano l'uovo con tutti gli altri ingrediente ad esclusione del burro. Fate sciogliere una noce di burro in una piccola padellina antiaderente e versateci il composto a cucchiaiate. Fate cuocere per circa 1 minuti, poi girate con l'aiuto di una spatola e terminate la cottura sull'altro lato per circa 30 secondi. Ungete sempre la padella con una noce di burro tra una frittella e l'altra. Mettete da parte i pancakes a mano a mano che li cuocete e teneteli al caldo. Terminata la pastella, nella stessa padella fate cuocere le fette di prosciutto crudo tagliate a pezzi finché non diventano croccanti. Nel piatto alternate pancakes e prosciutto croccante, poi irrorate con abbondante miele e spolverizzate con poco zucchero a velo.
Ben svegliati!

mercoledì 29 ottobre 2014

Gustoso autunno vegetariano


Cena leggera e vegetariana? Ecco una magnifica insalata autunnale gustosa e nutriente, ricca di vitamine e composta con verdura e frutta di stagione. Ricordatevi infatti che le i vegetali hanno tutti una loro stagione. Non fatevi ingannare dal fatto che al supermercato trovate tutto in ogni periodo dell'anno: le melanzane, i pomodori, le zucchine, sono verdure estive. Ora trovate cavoli, cime di rapa, funghi, cachi e mele.
Non pensate che siano meno gustosi dei prodotti della terra invernali, sono squisiti e ricchi di vitamine. Provateli tutti.
Ecco l'insalata di oggi: cavolo rosso, sedano, mela e semi. Niente di più facile!
Prendete mezzo cavolo rosso, lavatelo bene e scolatelo, poi tagliatelo a julienne (a mano con un coltello affilato se siete esperti o con la mandolina o il mixer se siete pigri). Mondate il sedano scegliendo le coste più bianche e tenere, lavatelo e tagliatelo a fettine. Lavate bene la mela e tagliatela a dadini. A me piace lasciare la buccia ma, se preferite, potete anche sbucciarla.
In un largo piatto sistemate il cavollo sul fondo, il sedano e la mela e completate con un'abbondante manciata di semi (sesamo, zucca, girasole).
In una ciotola  emulsionate l'olio d'oliva extra vergine (circa 1 cucchiaio a commensale), sale e poco aceto balsamico. Versate sull'insalata e mescolate bene.
e poi godetevi un gustoso, gustosissimo autunno.

martedì 7 ottobre 2014

Deliziose crespelle autunnali



Eccoci qui, cari lettori tradizionalisti. Le crespelle hanno avuto la meglio (ma solo per ora), quindi, ecco a voi la ricetta autunnale di Cookinglaura!

Crespelle ai funghi porcini e ricotta di capra
Ingredienti per 6 persone
250 gr di farina
4 uova
400 ml di latte
500 gr di ricotta di capra
200 gr di porcini freschi
50 gr di parmigiano grattugiato
Erba cipollina, prezzemolo
50 gr di burro
1 spicchio di aglio
Olio evo
Sale, pepe

Per le crespelle, mescolate le uova con la farina e aggiungete il latte freddo fino ad ottenere una pastella liquida. Scaldate una padella antiaderente da 20 cm di diametro, versateci una noce di burro e un mestolino di pastella, facendo girare il pentolino in maniera da formare una crespella tonda. Fate cuocere finché i bordi non saranno dorati, poi giratela con una paletta di legno e fate cuocere brevemente anche dall’altra parte. Continuate così fino ad esaurimento del composto, ungendo sempre la padella con pochissimo burro.
Saltate i funghi porcini a lamelle non troppo sottili in tre cucchiai di olio aromatizzato con uno spicchio di aglio intero, fate cuocere per 5 minuti a fuoco forte, sempre mescolando, salate e pepate solo alla fine.
Lavorate la ricotta con sale e pepe, aggiungete le erbe aromatiche, i funghi e il parmigiano, lasciandone da parte due cucchiai.
Spalmate il composto sulle crespelle, arrotolatele e sistematele in una pirofila leggermente imburrata. Completate con qualche fiocco di burro e i due cucchiai di parmigiano messi da parte e fate gratinare al grill fino a doratura.

Ora ovviamente voglio che ciascuno di voi le provi e mi faccia sapere se valeva la virttoria!







giovedì 2 ottobre 2014

La videoricetta di Cookinglaura, frittelline di ricotta e salsa di cioccolato

Attenzione, perchè oggi vedrete Cookinglaura in azione nella sua cucina preferita dopo quella di casa sua! ecco la mia videoricetta: frittelline di ricotta, salsa di cioccolato e frutti di bosco. Ringrazio cucina.eat che mi ha dato questa meravigliosa possibilità!
Mi raccomando, diffondete il video e provate la ricetta!


domenica 7 settembre 2014

Razza, avocado, pomodoro. Una ricetta meravigliosa a soli 8 euro per 4 persone!


Torniamo a parlare della razza. Il mio consiglio è: quando la trovate al mercato (chi vive a Cagliari non avrà problemi), compratela perchè è un pesce ottimo. Ha una polpa bianchissima e delicata, molto adatta anche a chi è a dieta grazie al bassissimo tenore di grassi. Ha pochissime spine e per questo la potete dare anche ai vostri bambini, ma soprattutto costa pochissimo, che di questi tempi non guasta. 

E quando dico poco, intendo dire che a Cagliari, per esempio, la razza viene venduta a 5 euro al chilo. Avete capito bene, 5 euro al chilo! Immagino che a Milano possa costare un po' di più, ma non si tratta sicuramente dei prezzi stellari della cernia.
La ricetta che vi propongo oggi è insolita e buonissima, si tratta di un'insalata di razza, avocado e pomodoro da preparare in anticipo e servire magari come antipasto o piatto unico leggero, insieme a del riso pilaf.
Ecco come prepararla.

Ingredienti per 4 persone
1 kg di razza
1 avocado ben maturo
30 gr di cipolla di tropea
2 pomodori ramati
il succo di ½ limone
olio evo
peperoncino (facoltativo)
sale


Lessate la razza come nella ricetta precedente, poi sfilettatela e riponetela in una larga ciotola. Condite con olio, sale e peperoncino tritato (possibilmente fresco). Aprite l'avocado in due, eliminate il nocciolo e tagliate la polpa a dadini irregolari che bagnerete subito con il succo di limone per non farli ossidare. Tagliare il pomodoro a piccoli dadini, dopo aver eliminato i semi. Tritate la cipolla finemente. Unite alla razza l'avocado, il pomodoro e la cipolla e mescolate bene, regolando di sale e unendo altro olio, se necessario. Far riposare la preparazione in frigo un paio di ore e servirla dopo averla fatta stemperare mezz'ora a temperatura ambiente.

Costo dell'operazione per quattro persone, circa 8 euro. Provatela, non aggiungo altro.

domenica 17 agosto 2014

L'uovo croccante dal cuore morbido

Vi piacciono le uova? A me da morire! L'uovo è il secondo più economico che esista, nutriente ed equilibrato e, se mangiato due volte alla settimana, un ottimo sostituto della carne. Inoltre è versatile e può essere anche molto, molto elegante. Come nella ricetta che vi propongo oggi, un uovo croccante dal cuore morbido, servito su un letto di bietole selvatiche appena saltate e prosciutto crudo croccante anch'esso. Sembra difficile? Ma no. Seguite le indicazioni di Cookinglaura e il risultato è assicurato.

Ingredienti per 4 persone
4 uova medie + 1
1 mazzo di bietole, possibilmente selvatiche
40 gr di prosciutto crudo sottile
farina
pane grattugiato
olio evo
sale, pepe
olio di arachiede per friggere

Per prima cosa lessate le uova in questo modo: immergetele nell'acqua fredda e portatele a bollore contando esattamente 4 minuti da quando bolle. Scaduto il tempo, toglietele immediatamente (non indugiate, o comprometterete il risultato) e immergetele nell'acqua fredda corrente, poi conservatele in frigorifero per almeno 1-2 ore. Questo passaggio è assolutamente fondamentale per la buona riuscita del piatto. Se sguscerete le uova ancora calde o tiepide, si romperanno. Preparate intanto le erbette e il prosciutto croccante. Per le prime, scaldate una padella antiaderente con due cucchiai di olio, buttatevi le erbette tagliate a julienne e fatele saltare a fuoco vivo per circa 3 minuti, dovranno solo appassire. Per il prosciutto, fatelo tostare nel forno (va bene anche il microonde) a temperatura medio alta (180°) fino a quando non diventerà criccante (circa 10 minuti in forno tradizionale, 3-4 minuti al micro).
A questo punto prendete le uova, sgusciatele delicatamente, passatele prima nella farina, poi nell'uovo sbattuto, infine nel pane grattugiato. Friggetele in olio caldo per 1 minuti circa (non di più!!), poi scolatele e sistematele nel piiatto sopra le erbette e il prosciutto.
Cosa si può fare con un umile uovo!

lunedì 4 agosto 2014

Le zucchine dell'estate


Eccole finalmente le zucchine in salsa tonnata. Scusate il ritardo, ma sono state giornate intense e la cucina è passata un po' in secondo piano.... Ma non  mi sono scordata di voi, che avete votato questa ricetta di zucchine quasi all'unanimità! E non avete sicuramente sbagliato, si tratta di una ricetta molto saporita, velocissima ed estiva. Provatela, ecco cosa serve:

300 gr di zucchine (2 di media grandezza)
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio evo
sale, pepe

Per la salsa tonnata
1 uovo intero a temperatura ambiente
300 ml di olio di semi di mais
Il succo spremuto di mezzo limone
1 cucchiaino di aceto bianco
sale
1 cucchiaino di senape di Digione
1 scatoletta di tonno da 320 gr

Scaldate l'olio evo in una padella antiaderente con lo spicchio di aglio sbucciato e tagliato a metà per 30 secondi. Aggiungete le zucchine tagliate in dadolata di media dimensione (cubetti da 1 cm circa), fate saltare per circa 3-4 minuti a fuoco alto, mescolando in continuazione, senza aggiungere nessun altro liquido. Salare e pepare alla fine e far raffreddare a temperatura ambiente.

Per la maionese, mettete nel frullatore (potete usare anche quello a immersione) l'uovo, il limone, l'aceto e il sale. Azionate l'apparecchio e aggiungete a filo l'olio. Ne occorreranno circa 300-350 ml, a seconda della densità che preferite. Aggiungete la senape e il tonno ben sgocciolato e frullate ancora qualche secondo, solo per far amalgamare gli ingredienti. Versate un velo di salsa sul piatto e completate con le zucchine saltate, ormai fredde, e il prezzemolo. Tenete in frigo fino al momento di servire.

Un suggerimento, non sostituite la maionese fatta in casa con quella pronta, non è la stessa cosa. Cimentatevi e poi non la comprerete più!

martedì 22 luglio 2014

Pollo ripieno di panure aromatica


Ecco a voi l'ennesima ricetta per riciclare il pane vecchio. Si tratta di creare una panure frullandolo con olio, sale, peperoncino, buccia di limone. Otterrete un composto che potrete conservare in buste di plastica nel freezer. Poi lo potrete utilzzare in mille modi, come nella ricetta di oggi, un pollo arrosto speciale, con questo gustoso ripieno profumato inserito tra la pelle e la carne.

Ingredienti:
1 polletto aperto a libro (circa 700 gr)
panure aromatica
insalata mista
topinambur
latte 100 ml
sale

Con la mano sollevare delicatamente la pelle del pollo dalla carne, creando una tasca che riempirete con la panure, facendo attenzione a riempire dappertutto. Sistemate il pollo con la pelle verso l'alto sulla placca del forno rivestita di carta forno, salatelo da entrambi i lati. Fatelo cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti e servitelo con l'insalata mista e con un puré di topinambur preparato pelando i tuberi e facendoli cuocere a pezzi per 30 minuti coperti di latte. Infine frullare e regolare di sale e pepe.
Tutto qua. Ma squisito!

venerdì 20 giugno 2014

Victoria sponge cake


Guardate bene questa torta. Era la torta preferita della Regina Vittoria, la Victoria sponge cake, un classico della pasticceria inglese. E' una delle mie torte preferite. Morbidissima, profumata , perfetta con il tè ma anche la mattina. Bella e buona, insomma, piace a tutti! Non vi trattengo oltre, perchè sono sicura che volete sapere come si fa (è veramente alla portata di tutti!).
Ecco la ricetta.

Per la torta:
4 uova e 3 tuorli
160 zucchero
180 farina (oppure 130 farina e 50 fecola di patate o maizena)
30 gr burro
1 cucchiaino di lievito per dolci
vaniglia in bacche

Per la farcitura:
marmellata di fragole o lamponi
200 ml panna montata con 50 gr di zucchero a velo


Montare le uova e i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso (occorreranno circa 10 minuti con lo sbattitore elettrico), aggiungere a mano (con una spatola) la farina setacciata e mescolata con il lievito, i semi del baccello di vaniglia e il burro fuso. Mescolare dall'alto verso il basso e solamente fino a quando gli ingredienti sono amalgamati, altrimenti smonterete il composto. Versare in una tortiera imburrata e infarinata e cuocere in forno caldo a 175° per 20 minuti. Far raffreddare la torta, sformarla, tagliarla in due e farcirla con uno strato di marmellata e uno di panna montata. Completare con zucchero a velo.



lunedì 2 giugno 2014

Un pesce dal sapore di pesce

In casa mia mi hanno insegnato a riconoscere il sapore dei diversi pesci sin da bambina. Il mio preferito è sempre stato il sarago, un pesce dalla forma simile all'orata ma dal sapore più delicato. Un pesce dal sapore di pesce. Perchè ormai ci siamo abituati al sapore standardizzato della spigola o dell'orata, quali sempre di allevamento. Un suggerimento che vi dò è di andare a cercare pesci particolari, di mare e non di allevamento perché possono essere sorprendenti.

La ricetta di oggi è particolare e buonissima. Richiede un po' di tempo perché elaborata ma il risultato è spettacolare, date retta a me. Si tratta di un filetto di sarago (questa era una tannuta, della famiglia dei saraghi) su crema di patate al limone e cremoso di spinaci. Mi sono ispirata al cremoso di cioccolato che si fa in pasticceria per questo sformato morbidissimo e gustosissimo, che si sposa benissimo con gli altri ingredienti, senza coprire il pesce, che rimane il vero protagonista.
Ecco gli ingredienti per quattro persone.

1 sarago da circa 1 kg
olio evo
sale, pepe
Per il cremoso di spinaci
1 mazzo di spinaci freschi
30 gr di farina
2 uova
olio evo
sale, pepe
Per la crema di patate
300 gr di patate sbucciate
1 limone
sale, pepe

Per prima cosa sfilettate il pesce ottenendo dei filetti senza spine, due per commensale.  I pezzi devono essere regolari nella forma.
Lavate bene gli spinaci e fateli appassire in una padella coperti per due minuti. conservate l'acqua di cottura e preparate una vellutata con la farina, poco olio e l'acqua di cottura, facendola addensare velocemente sul fuoco. Nel mixer mettete gli spinaci, la vellutata, le uova, sale, pepe, ottenendo un composto abbastanza liquido. Foderate di carta forno uno stampo piccolo da plum cake e versateci il composto di spinaci, poi fatelo cuocere a bagnomaria in forno caldo per 25 minuti a 170°. Fate raffreddare.
Lessate le patate a pezzi coperte di acqua salata, poi frullatele con circa 150 ml di acqua di cottura, sale, pepe e buccia di limonte grattugiata. La consistenza dovrà essere come quella di una zuppa.
Cuocete il pesce il una padella antiaderente unta 2 minuti per parte, la pelle dovrà essere croccante.
Nel piatto versate la crema di patate, una fetta di flan di spinaci e il pesce. Decorate a piacere con prezzemolo riccio.
E ora rifatevi il palato con il vero sapore del pesce di mare.

martedì 20 maggio 2014

Il dolce oltre il colesterolo


Brutta bestia il colesterolo. Ve lo dice una che ne sa. 351 nonostante i 57 kg di peso per 168 di altezza, poi sceso a 241 e (credo) assestato su questi valori.  Purtroppo è un regalo della mia famiglia e non è dovuto agli stravizi (vabbé, qualcuno si, ma pochi...).
Questo triste incipit serve però per dare una speranza a tutti quelli che, come me, soffrono di ipercolesterolemia e amano mangiare. Vi darò infatti la ricetta di un dolce totalmente privo di colesterolo ma buonissimo, bellissimo e raffinatissimo. Va bene quindi anche per la vostra nonna novantenne che deve mangiare leggero, per la vostra amica a dieta o per voi che volete restare leggeri senza troppe privazioni.
Si tratta di una ile flottante con salsa alla fragola. Ecco gli ingredienti:

Per le spumiglie (meringhe morbide)
2 albumi
300 ml di latte scremato
150 gr di zucchero + altri 150 per il caramello
per la salsa:
500 gr di fragole
80 gr di zucchero
poco Rhum (facoltativo)

Montate a freddo gli albumi con lo zucchero e cuocetelo a cucchiaiate nel latte appena fremente 30' per parte, girandole una volta. Scolarle con una schiumarola e sistemarle in uno scolapasta con un piatto sotto. Cuocerne 3-4- per volta, non di più.
Frullare le fragole con lo zucchero e il Rhum e mettere da parte. Passare al colino cinese se si vogliono eliminare i semini.
Nel piatto sistemare la salsa di fragole e adagiarvi le spumiglie delicatamente.
Preparare un caramello con 150 gr di zucchero in un padellino antiaderente, in un solo strato a fuoco medio-basso senza mescolarlo, togliere dal fuoco e versare sul dolce.
Che goduria...Abbasso il colesterolo!!

sabato 26 aprile 2014

Veloce e buonissima! Pasta con crema di asparagi


Una delle cose che mi piace di più nel periodo primaverile è andare a cercare asparagi. Lo faccio sin da quando ero bambina, ci portava mio padre, che mi ha insegnato anche a riconoscere la bietola selvatica e la cicoria. Ovviamente si tratta degli asparagi selvatici, perchè per i sardi gli asparagi sono solo quelli, ma a me piacciono molto anche quelli coltivati, che hanno un sapore meno intenso ma sempre molto buono.

Oggi vi propongo quindi una ricetta con gli asparagi, una pasta un po' speciale, con una base cremosa e una parte consistente data dalle verdure. Ecco gli ingredienti:
350 gr di pasta corta
500 gr di asparagi coltivati
1 carota
1/2 piccola cipolla
parmigiano grattugiato
100 ml di panna fresca
sale, pepe, acqua

Per prima cosa sbollentate gli asparagi in acqua bollente leggermente salata per 7 minuti, scolateli e tagliate le punte (che metterete da parte) e il resto a rondelle, eliminando la parte legnosa.
Tagliate grossolanamente la cipolla e la carota e fatela rosolare in 3 cucchiai di olio in una larga padella, aggiungete le punte di asparagi, salate, pepate e tenete da parte. Frullate brevemente  i restanti asparagi con la panna, 2 o 3 cucchiai di acqua di cottura della pasta, la panna, e 1 cucchiaio di parmigiano ottenendo una crema  non troppo liscia. Cuocete la pasta al dente, fatela saltare nelle verdure e aggiungete la crema di asparagi. Completate con altro parmigiano.
Ed ecco fatto. Veloce e buonissima!

domenica 13 aprile 2014

Grevillé, un dolce divino!

E' stato quasi un plebiscito il contest su facebook per il post di Cookinglaura. Quasi tutti hanno votato per il Grevillé. E anche se non era il mio preferito, eccolo qua, in tutta la sua divina bellezza e bontà!
Sarò di poche parole, andrò dritto al sodo, perché mi hanno detto che mi prolungo troppo a parlarvi delle mie cose, della mia famiglia, delle storielle, etc. Quindi, ecco a voi il Grevillé: crema chantilly, sbriciolata al cioccolata, panna montata e salsa al caramello salato. Una super delizia!

Ingredienti:
Per il crumble croccante al cioccolato
100 gr di farina
50 gr di zucchero
1 tuorlo
50 gr di burro
20 gr di cacao
sale

Per la crema chantilly
½ lt di latte
3 tuorli
150 gr di zucchero
60 gr di farina (o 30 di amido di mais)
Vaniglia
200 ml panna montata

Per il caramello salato
120 gr di zucchero
20 gr di burro
100 gr di panna fresca
20 gr di acqua

3 gr di sale in scaglie

Preparare il caramello salato. Far sciogliere lo zucchero e l'acqua fino ad ottenere un composto ambrato. Portare a bollore la panna con il burro e versarla calda nel caramello mescolando velocemente fuori dal fuoco. Aggiungere il sale e conservare.
Per la crema: mescolare lo zucchero e i tuorli senza montare, aggiungere la farina, il latte e i semi di vaniglia. Portare a bollore e far raffreddare, poi aggiungere la panna montata.
Per il biscotto, mescolare gli ingredienti, sbriciolarlo sulla teglia coperta con carta forno e far cuocere per 15 minuti a 180°. Far raffreddare.
Montare la panna con poco zucchero a velo.
Nel bicchiere mettere la crema, il crumble al cioccolato, la panna e il caramello salato.

martedì 8 aprile 2014

Le radici ovvero muggine in escabeche


Oggi parlerò di un altro piatto della mia famiglia, il muggine in escabeche. Non me ne voglia Maria Giacobbe, una delle più importanti scrittrici sarde e una delle mie preferite, per il richiamo al suo bellissimo libro Le radici (per chi non l'avesse letto, consiglio assolutamente di farlo). Questo piatto rappresenta davvero le mie radici: la mia terra di origine, Oristano, dove i muggini sono il pesce tipico, e la maniera di cucinarlo, escabeche (scabecciu in sardo), una specie di salsa con aceto che conserva il pesce per giorni.
Ho inserito una variante però rispetto a come lo faceva mia  nonna, ho sfilettatoil pesce per impedire che, mangiandolo, si debba rischiare di trovare spine affogate nella salsa, cosa assai fastidiosa.

Ecco come fare per cucinare questo magnifico piatto dal gusto antico:
1 kg di muggini medio grandi
500 gr di  passata di pomodoro
2 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di aceto bianco
alloro
peperoncino
4 cucchiai di olio evo
olio di arachidi per friggere
farina 00
sale

Prima di tutto preparate il pesce: squamatelo e sfilettatelo ottenendo dei trancetti di media grandezza senza spine. Questo lavoro potete chiederlo anche al pescivendolo. Passate i filetti nella farina e friggeteli in un velo di olio di arachide per circa 2 minuti per parte.
Per la salsa, fate imbiondire l'aglio nell'olio, aggiungete la passata, il peperoncino, l'aceto, il sale e l'alloro e fate cuocere per circa 10 minuti, facendo restringere bene. Versate la salsa bollente sul pesce che avrete sistemato in un a pirofila in un solo strato. Fate raffreddare a temperatura ambiente e conservate in frigo.  E' meglio prepararlo con un giorno di anticipo.

Vi piace? Agli oristanesi e agli spagnoli di sicuro. Voglio sapere degli altri!

sabato 22 marzo 2014

Su pani frattau, il sapore della Sardegna


Su pani frattau è uno dei ricordi più belli della mia infanzia. Siccome mio nonno era di Nuoro, ogni tanto veniva a trovarci la cognata, zia Maria, molto amica di mia nonna Mercedes, e si tratteneva per alcuni giorni a casa nostra. Quando veniva era un tripudio di cose meravigliose, faceva le seadas, portava dolci speciali, biscotti savoiardi eccezionali, pane carasau buonissimo e faceva il pane frattau, per il quale io impazzivo.
Ancora oggi lo preparo quando posso, perchè è un piatto unico veloce e buonissimo. I miei lettori sardi sanno bene di cosa si tratta, ma quelli "continentali" (perdonatemi, in Sardegna vi chiamiamo così...) forse non conoscono questo uso del pane carasau ed è per questo che oggi sarà questa la mia ricetta.

Per prima cosa dovrete avere un buon sugo di pomodoro. Si può utilizzare anche un sugo con pezzi di carne (non ragù, pezzi di carne tagliati a mano e non troppi), ma andrà bene anche un sugo di pomodoro purché buono. Io lo preparo mettendo i pelati insieme a 1/2 piccola cipolla, 4 cucchiai di olio evo di ottima qualità, sale e un cucchiaino di zucchero. Faccio cuocere 10 minuti coperto, poi frullo con il minipimer, faccio restringere ancora altri 10 minuti e aggiungo il basilico a fuoco spento. E' forse un metodo poco ortodosso, ma il risultato è buono e leggero.

Per il pani frattau invece vi serviranno i seguenti ingredienti.
pane carasau (circa 2 fogli a testa)
1 uovo per ciascun commensale
sugo di pomodoro
pecorino grattugiato  (potete mettere anche il parmigiano, se preferite, ma non è la stessa cosa)

Preparate le uova in camicia sgusciandole delicatamente in un pentolino di acqua bollente leggermente salata e fate cuocere per circa 3 minuti. Ora preparate il pane. Tagliate i fogli in tre o quattro pezzi.
La ricetta originale vuole che il pane venga bagnato nel brodo, ma se non  ne avete, potete anche utilizzare l'acqua salata, come per la pasta. Mettete il brodo o l'acqua in una grande casseruola. Il liquido deve essere abbondante, come per cuocere la pasta. Quando bolle, buttateci i fogli di carasau a grandi pezzi e lasciateli giusto qualche secondo perchè si ammorbidiscano. Scolateli e sistemateli a strati nel piatto, condite con il sugo e il pecorino e terminate con l'uovo in camicia, come nella foto. Tre strati a persona andranno benissimo per un piatto unico squisito e sostanzioso. Fate ammollare i pezzi di carasau ad uno ad uno, non di più, procedendo a fare gli strati a mano a mano che sono pronti.

E' un piatto antico, che ha il sapore della Sardegna vera e per me ha il sapore della mia famiglia.


martedì 11 marzo 2014

Et voila! Senza fornelli! (o quasi)


Piatto leggero per l'inverno. Cosa pensate, che la cucina leggera sia solo dell'estate? E invece no. Ecco a voi una ricetta raffinatissima e molto, molto light: flan di finocchio, carpaccio di orata e puntarelle. Pochissime calorie, tanto gusto e niente fornelli (o quasi). Ecco gli ingredienti per 4 persone:
1 grosso finocchio
1 orata da 400-500 gr
puntarelle
peperoncino
colla di pesce 12 gr
olio evo
limone
sale, pepe

Lessare il finocchio in acqua bollente per 10 minuti, deve essere tenero. Mettere a bagno in acqua fredda la colla di pesce. Frullare il finocchio ancora bollente aggiungendo la colla di pesce, un mestolino di acqua, tre cucchiai di olio, sale e pepe. Versare negli stampini monodose e far raffreddare in frigo per almeno 3 ore.
Sfilettare il pesce eliminando le spine e tagliarlo sottilmente a carpaccio. Sistemarlo ordinatamente in un solo strato nel piatto singolo, sformare il flan d finocchio al centro e decorare con le puntarelle. Condire con un'emulsione di olio, sale e succo di limone, aggiungendo alla fine il peperoncino direttamente sul piatto.
Un piatto che vi conquisterà di sicuro!

martedì 4 marzo 2014

Siamo fritti! (Ovvero: coda di rospo fritta alla moda di mia nonna Mercedes)


A chi non piace il pesce fritto? Non ditemi di no perchè non ci credo. Solitamente è l'unico modo in cui riesce a mangiarlo anche chi non lo ama troppo. E poi come si può resistere al fish and chips inglese? Una delle loro cose migliori, culinariamente parlando. E allora eccolo il fish senza chips come lo faceva mia nonna spagnola Mercedes e con un pesce d'eccezione, la coda di rospo. ù
Non la conoscete? E' un pesce magnifico, dalla polpa consistente e molto delicata, completamente priva di spine e quindi adatta ai bambini o a quelle persone che pensano che le spine dei pesci siano dislocate a caso in tutta la polpa. Cercatela al mercato, se ne avete l'occasione, è un po' cara ma ovviamente c'è poco scarto. Se non siete esperti nel pulire pesce cercatela già pulita perchè la pulizia è piuttosto complicata anche per i più esperti. E poi cuocetela così come vi suggerisco. Semplice ma squisito.

Ingredienti:
600 gr di polpa di coda di rospo
2 uova
farina
sale
olio di arachidi per friggere

Tagliate il pesce a bocconi regolari e infarinateli bene. Mettete la padella sul fuoco e, quando l'olio è caldo, passate i bocconcini infarinati nell'uovo e tuffateli nell'olio. Fateli cuocere bene (occorreranno circa 5 minuti), girandoli spesso, poi scolateli e fateli asciugare su carta assorbente. Per contorno potete abbinare delle patatine fritte a chips oppure un'insalata di finocchi, arrance e pistacchi, che lasceranno la vostra coscienza più a posto.
La dieta? Lunedì prossimo....


venerdì 21 febbraio 2014

Orecchiette alle cime di rapa Cookinglaura style


Mia madre aveva un'amica di Cerignola. Aveva un nome strano (almeno alle mie orecchie di bambina), la chiamavano Nietta. Ovviamente si chiamava Antonietta e a me piaceva perchè cucinava un sacco di cose strane, tipo la pizza con le patate nell'impasto o le pizzette fritte ripiene di caciocavallo e salame (prima o poi ve le proporrò, è una promessa).
Un giorno ci invitò a pranzo e preparò le orecchiette con le cime di rapa. Le fece in modo semplice, facendo cuocere la verdura insieme alla pasta a saltando il tutto in olio aromatizzato con aglio, ma io ricordo ancora quel sapore così buono e da allora le cime di rapa sono una delle mie verdure preferite.

In questo periodo le trovate magnifiche, piene di broccoletti, e le potete usare veramente con tutto, anche semplicemente saltate con olio, aglio e peperoncino, da usare come contorno.
La mia ricetta invece si ispira a quella pasta che mangiai da bambina ma con qualche personale aggiunta. I pugliesi mi perdoneranno....
Orecchiette alle cime di rapa Cookinglaura style.

Ecco gli ingredienti, sempre intesi per quattro persone:
320 gr di orecchiette
500 gr di cime di rapa (circa 1/2 mazzo)
1 spicchio di aglio
3 acciughe sotto sale
peperoncino
formaggio di capra o di pecora semistagionato
olio evo

Per prima cosa lessate le cime in acqua bollente per 8 minuti circa dopo averle mondate ed eliminati i gambi più duri, scolatele e fatele soffriggere in una larga padella con 4 cucchiai di olio, l'aglio, le acciughe e il peperoncino. Occorrerano circa 5 minuti perchè devono insaporirsi bene. Aggiustate di sale, se necessario. Aggiungete un mestolino di acqua della pasta perchè le verdure non siano troppo asciutte. Cuocete la pasta, scolatela al dente e fatela saltare nel composto, poi mantecate fuori dal fuoco con il formaggio grattugiato grossolanamente.
Una ricetta semplicissima ma molto gustosa, veramente da provare. Se avete un amico pugliese, preparategliela, non farete brutta figura!


domenica 16 febbraio 2014

E' Carnevale, si frigge!


E' Carnevale, ragazzi. Si frigge! Non ditemi che non state mangiando zeppole calde perchè non vi crede nessuno. Io confesso che le zeppole (ma dalle mie parti le chiamiamo zippole) non le so fare,ma mi sono imposta di imparare, prima o poi.
Quando ero bambina a Carnevale si andava sempre a casa di cari amici di famiglia con i quali siamo cresciuti insieme e si facevano le zippole che a Oristano, la mia città natale, sono lunghe e più compatte di quelle cagliaritane, tonde e più piccole. Mi ricordo la xivedda di coccio dove la pasta riposava avvolta nelle coperte, l'imbuto con il manico che serviva a far cadere la pasta nell'olio bollente, i tamburini della Sartiglia e tanta felicità.

Ma anche se non ho ancora imparato a fare quella frittura (ma ho sempre tempo, no?), so fare altre frittelle, come quelle che vi propongo oggi con le mele. Anche questa è una ricetta tradizionale. In casa nostra le preparava sempre mia nonna e a me piace servirle agli amici perchè sono velocissime e molto, molto buone.

Ecco gli ingredienti per 4 persone:
2 mele
2 uova
150 gr di farina
200 gr di latte
1 cucchiaio di zucchero
1 presa di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 limone
olio di arachidi per friggere
zucchero a velo

Preparate la pastella mescolando le uova, il latte, la farino, lo zucchero, il lievito e il sale. Mescolate velocemente con una frusta a mano, dovrete ottenere un composto fluido ma abbastanza consistente perchè dovrà avvolgere le fettine di mela senza scivolare via. Nel caso, aggiustate aggiungendo altra farina se troppo liquido o poco latte se troppo spesso.
Detorsolate le mele e tagliatele a fettine di 1 cm. Bagnatele con poco limone affinché non anneriscano, coprite con pellicola e conservate pastella e frutta in frigo.
Immergete le fettine di mela nella pastella e friggetele nell'olio caldo ma non bollente perchè altrimenti resterebbero crude. Scolatele su carta assorbente e spolverizzatele di zucchero a velo.
E poi non ditemi che non friggete, perchè a queste non saprete più resisterre!

sabato 25 gennaio 2014

Non si butta via nulla



Avete sempre quel sacchetto con il pane vecchio, ormai duro, che però vi piange il cuore buttare? E quei rimasugli di formaggi che occhieggiano dal frigorifero un po' vecchiotti e rinsecchiti? Beh,non buttate via nulla, perchè oggi vi farò vedere una ricetta favolosa che vi consentirà di preparare un piatto strepitoso proprio con queste due cose.
Come sapete ho la fissa del riciclo. Non mi piace buttare il cibo e uso gli avanzi che ho in frigo o in dispensa per preparare altri piatti.
Ecco a voi, quindi, gli gnocchi di pane con salsa di formaggi e carciofi. Siccome il tempo è tiranno, vi dò subito la ricetta.

Ecco gli ingredienti per 4 ospiti.
250 gr di pane raffermo, possibilmente ai cereali
150 gr di farina 00
acqua circa 200 ml
formaggi misti grattugiati (gorgonzola, pecorino, taleggio, etc. Evitare la mozzarella)
amido di mais (maizena) 1 cucchiaino
latte 200 ml circa
4 carciofi
olio evo
sale, pepe

Per prima cosa preparate gli gnocchi. Passate al mixer a lame (o nel tritacarne) il pane raffermo, mescolatelo con la farina sempre nel mixer e aggiungete piano piano l'acqua. Dovrete ottenere un composto lavorabile, come quello degli gnocchi di patate. Fatelo riposare 1 ora in frigo avvolto nella pellicola, poi formate dei cilindri di 1 cm di diametro e tagliate gli gnocchi, io li ho passati nel rigagnocchi di legno, ma potete anche usare una forchetta o lasciarli senza decorazione. Conservateli all'aria  sopra un panno spolverizzato di farina.

Per la salsa, mettete in un pentolino i formaggi, 1 cucchiaino di maizena e coprite con il latte freddo. Mettete sul fuoco e fate sciogliere la salsa a fuoco molto basso finchè i formaggi non saranno sciolti e la salsa addensata. Mettete da parte.
In una larga padella dove poter poi spadellare gli gnocchi fate andare i carciofi mondati e tagliati a fette non troppo sottili con uno spicchio di aglio e 4 cucchiai di olio. Aggiungete un mestolo di acqua e fate cuocere per circa 5 minuti, dovranno restare consistenti e non sfasciarsi. Buttate gli gnocchi in acqua bollente salata e scolateli quando vengono a galla direttamente nella padella con i carciofi. Fateli insaporire a fuoco alto sempre mescolando delicatamente e trasferite nei piatti dove avrete sistemato la salsa di formaggi a specchio.
Un grande piatto con quello che stavate per buttare.

venerdì 10 gennaio 2014

Un pesce dal nome di carne

Eccoci tornati alla routine quotidiana, con qualche chilo in più ma una bella faccia riposata grazie alle lunghe vacanze. Vi confesso che sto continuando a cucinare come e più dei giorni di festa appena trascorsi. Lo so, dovrei alleggerire.... Prometto che lo farò.
Ora però voglio parlarvi di un pesce con il nome di carne, buonissimo e presente al mercato in questo periodo: la gallinella (di mare, ovviamente). Si tratta di un pesce che vive in mare aperto, ha una carne molto delicata e costa pochissimo, da 7 a 13 euro al kg, a seconda della grandezza.
Quando lo trovo lo compro sempre e altrettanto suggerisco di fare a voi. Fatevelo preparare dal pescivendolo in due filetti, conservando le lische  e la testa, che vi serviranno per un ottimo fumetto (brodo) di pesce,anche da conservare in freezer pronto per un risotto.
Una volta sfilettata, togliete tutte le spine con una pinzetta e otterrete due filetti squisiti, che farete cuocere 2 minuti per lato in una padella antiaderente con un cucchiaino di olio evo. Salate, pepate e servite, caldo e croccante, con un puré di patate mantecato con olio evo, buccia di limone grattugiata e prezzemolo.
Bentornati alla normalità! Ma con una ricetta speciale.

giovedì 2 gennaio 2014

Il gambero sulla scopa


Finalmente torno in possesso del mio pc, giusto in tempo per darvi un'ultima ricetta per la festa della Befana, l'ultima prima di ricominciare il tran tran quotidiano. E per restare in tema, ecco a voi il gambero sulla scopa!
La ricetta è semplicissima ma, a onor del vero, non è mia. L'ho mangiata in un ristorante e poi rifatta. Eccola.

Ingredienti per 8 persone
16 grossi gamberi freschi
Semi di sesamo
16 bastoncini/16 bicchierini (anche di plastica, da chupito)
300 ml di passata di pomodoro
cumino in polvere 1 cucchiaino
coriandolo in polvere 1/2 cucchiaino
1/4 di cucchiaino di peperoncino in polvere
1/2 cipolla rossa piccola
olio, sale, pepe
1 cucchiaino da caffé di zucchero

Preparate la salsa facendo soffriggere la cipolla tritata in 2 cucchiai di olio, aggiungere la passata, le spezie e regolare di sale e zucchero. Far cuocere per 10 minuti e mettere da parte. Sgusciare i gamberi, infilare le code nello spiedino e passarle nel sesamo. Cuocere in padella antiaderente con poco olio 1 minuto per parte. Mettere un cucchiaio di salsa nel bicchierino, sistemare il gambero e decorare con prezzemolo o coriandolo fresco (se riuscite a trovarlo).
Buona Epifania!