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giovedì 15 dicembre 2011

Buon Natale da Cookinglaura!






Scusate il ritardo...ma sono senza rete da dieci giorni e posso pubblicare il post solo ora per gentile concessione dei miei genitori a Oristano.

Solo poche parole e un bel centrotavola con foglie e frutti del mio giardino per augurare a tutti i miei lettori BUON NATALE!!


Un meraviglioso compleanno


Ma non sono belli? Avete presente Cake boss, quello che prepara le torte spettacolari con la pasta di zucchero? Certo non sono i miei dolci preferiti, ma soprattutto per i bambini la glassa permette di fare delle cose divertenti e insolite.
Così per il sesto compleanno del mio bambino piccolo non volevo portare a scuola la solita torta, per quanto bella e buona potesse essere, ma volevo che i bambini giocassero, si divertissero, oltre a mangiare qualcosa a loro gradito. E allora ho preparato questi muffin allo yogurt decorati con la pasta di zucchero.
Sono molto, molto più semplici di quanto sembrino. Cominciate a preparare le tortine. Non vi servirà pesare gli ingredienti, come misurino userete il vasetto dello yogurt, che deve essere naturale e possibilmente intero.
Per circa 12 tortine: versate il contenuto del vasetto in una ciotola, aggiungete due vasetti di zucchero e mescolate velocemente con una frusta a mano. Aggiungete un vasetto di olio di semi (possibilmente mais o arachide), due uova intere e tre vasetti di farina mescolati con mezza bustina di zucchero. Il segreto per rendere morbide le tortine è non mescolare a lungo ma giusto il tempo per fare amalgamare gli ingredienti. Aggiungete gli aromi che volete, vanillina, arancia, limone, poi riempite per metà (siate parchi!) i pirottini di carta da muffin dopo averli posizionati nella apposita teglia. Questa operazione vi permetterà di avere dei dolcetti perfetti nella forma. Fate cuocere per 15-18 minuti in forno a 175° e fate raffreddare bene.
Intanto lavorate e stendete la pasta di zucchero in una sfoglia sottile. Io preferisco prenderla bianca e poi colorarla con i colori alimentari, ma se preferite potete prendere anche quella già colorata. E poi sbizzarritevi! Su internet troverete tanti spunti e suggerimenti, il resto sta alla vostra fantasia.
E i bambini saranno non felici, felicissimi!!

sabato 3 dicembre 2011

Con un po' di sale nella zucca (e anche di pepe...)




Oggi ricetta della collezione Autunno-Inverno 2011. Cosa ne pensate della zucca? A me piace moltissimo. E' da pochi anni che la utilizzo, ma da quando l'ho scoperta ne faccio largo uso in cucina e come decorazione nei centrotavola. Se vi ricordate, vi ho proposto in un post una zucca ripiena di se stessa e altre verdure, lo scorso novembre.
Ma torniamo a noi. Questa ricetta di pasta con crema di zucca al pepe e pancetta croccante l'ho mangiata diversi anni fa in una trattoria al centro di Mantova. Ricordo che la pasta era fatta in casa, un formato corto che aveva una buona consistenza, ma se non avete tempo (o voglia) di preparare la pasta, potete utilizzare una buona pasta industriale o artigianale, preferibilmente corta.


Cominciate a preparare la zucca per la crema. Avete tre possibilità:
1 . Fast way: sbucciatela, tagliatela a cubetti e fatela cuocere nel microonde per circa 10 minuti, coperta da pellicola. Tutto sommato non è un cattivo metodo, perchè resta abbastanza asciutta. State attenti a non farla seccare in superficie.
2. Halfway: Sbucciate,a, tagliatela a tocchetti e tuffatela in acqua bollente salata per circa 7 minuti. Con questo metodo la zucca assorbirà acqua e la crema rimarrà più liquida.
3: Best way: Ovviamente è la più lunga ma è anche quella che permette di mantenere la zucca maggiormente integra nell'aroma e nella consistenza. Tagliate l'ortaggio a fette grandi e avvolgetele nell'alluminio, poi fatele cuocere per circa 45 minuti in forno già caldo a 180°.


Bene. Dopo aver compiuto questa operazione di base scegliendo il metodo a voi più confacente, prendete la polpa di zucca ancora calda e frullatela aggiungendo poco olio, sale e pepe macinato al momento. Non servirà altro per rendere gustosa questa crema. Non aggiungete parmigiano perchè la renderebbe granulosa. Ricordatevi invece che il pepe è fondamentale per dare carattere a una base che, in caso contrario, rimarrebbe troppo delicata.
Se volete ottimizzare, potete prepararne in quantità e congelarla. Potrà essere la base per moltissimi piatti.
E ora finalmente la pasta. Mentre i vostri fusilli o pennette o mezze maniche cuociono, rendete croccante la pancetta in una padellina antiaderente. Scolate la pasta al dente e fatela mantecare in una larga padella con la meravigliosa crema color arancio poi, all'ultimo momento, versate la pancetta senza mescolare troppo, in maniera da lasciarla croccante. Se volete a questo punto potete aggiungere poco parmigiano.
E ora voglio i vostri commenti! non è speciale?

martedì 29 novembre 2011

Massimo risultato, minimo sforzo

Avete invitato amici a cena ma vi hanno tratttenuto in ufficio più del dovuto? La partita a tennis di vostro figlio è durata molto più del previsto e voi avete solo fatto la spesa?

Tempus fugit, ci ricorda Orazio, e oggi quindi vi farò lavorare poco. Vi basterà mezz'ora per preparare una cena fantastica e raffinata: spaghetti ai gamberi e bottarga e filetto di spigola alla crema di melanzane.
Premessa: dovrete farvi aiutare prima di tutto da un pescivendolo che vi prepari i filetti di spigola e, se non siete pratici, vi sgusci i gamberi, per il resto, avete bisogno di poco. Le dosi sono per 4 persone e il procedimento prevede che facciate più cose contemporaneamente, ma questo fa parte dell'organizzazione del lavoro. Ricordatevi che in cucina la precisione e la programmazione del lavoro sono aspetti fondamentali.

Cominciate mettendo a bollire l'acqua per la pasta, poi prendete una grossa melanzana, sbucciatela e tagliatela a piccoli cubetti, sistematela in una pirofila, conditela con poco olio e fatela cuocere per 7 minuti in forno a microonde. Prendete una padella abbastanza larga da far saltare gli spaghetti, versatevi 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva e fate imbiondire uno spicchio di aglio pelato, dopo un minuto circa aggiungete le code di gambero sgusciate (ne occorreranno circa 300 gr), fatele saltare a fuoco veloce, poi aggiungete circa 300 gr di pomodorini spaccati a metà. Salate e insaporite con poco peperoncino, fate cuocere per circa 5 minuti poi spegnete.
Tempo impiegato per queste operazioni: 15 minuti

Versate abbondante olio di arachiede in un padellino efatelo scaldare. Quando l'acqua bolle, buttate gli spaghetti, preferibilmente un formato grosso. Togliete le melanzane dal forno e frullatele con il minipimer, aggiungendo basilico e a filo olio (circa mezza tazzina da caffé). Regolate di sale. Tagliate le bucce della melanzana a julienne e infarinatele, poi friggetele nell'olio ben caldo e tenetele da parte. Salate e pepate i filetti di spigola e fateli cuocere sulla padella antiaderente ben calda. Teneteli circa 5 minuti dalla parte della pelle (deve diventare croccante), poi girateli delicatamente e terminate la cottura per 1 minuto. Tenete in caldo.
Tempo impiegato per queste operazioni: 10 minuti.

Scolate la pasta, fatela saltare nell'intingolo di gamberi, poi mantecate con la bottarga di muggine grattugiata. Impiattate la spigola in questo modo: mettete un po' di salsa di melanzane nel piatto, sistemate il filetto di pesce e poi decorate con i filetti di buccia di melanzane.
Tempo impiegato per queste operazioni: 5 minuti.
Non vi sembra di aver partecipato alla prova del cuoco?? (Ma io sono meglio di Antonella Clerici, forse....)

domenica 20 novembre 2011

Regalo di Natale evoluto (e in anticipo)

Il formaggio è una delle mie tante passioni. Purtroppo non la posso coltivare come vorrei, visti i livelli del mio colesterolo, gentile regalo della mia famiglia paterna, ma in una cena autunnale o invernale un plateau di formaggi con le composte prima della frutta o in alternativa al dessert secondo me è impagabile.
Se decidete di servirlo, tenete a mente alcuni accorgimenti assolutamente non trascurabili:
1. Alternate le tipologie di formaggio: ci deve essere un formaggio a pasta dura, come un pecorino o un grana stagionato da 24 a 30 mesi (i miei preferiti? Parmigiano Reggiano 30 mesi o Grananglona di Nurri, di cui vi ho già parlato in passato. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un pecorino lavorato come un grana, dal sapore deciso ma meno caratterizzato rispetto a un pecorino stagionato), prevedete poi un caprino fresco o semistagionato e un erborinato come il gorgonzola o l'Ovinfort. Il mio consiglio è di provare anche l'erborinato del Caseificio Garau di Mandas, ha un sapore deciso ma delicato e una consistenza morbida, molto piacevole. Provatelo, non sfigurerete di certo (per i Cagliaritani, trovate il box del caseificio al primo piano del mercato di San Benedetto).
2. Lasciate i formaggi a temperatura ambiente per almeno due ore. E' un precetto importantissimo. Ricordatevi che nessun formaggio si mangia appena tolto dal frigo, tantomeno la mozzarella!!
3. Serviteli con gli accessori adatti: utilizzate un tagliere di legno, se lo possedete, o un bel piatto e gli appositi coltelli da formaggio.

E ora passiamo alle composte. Molti quando sentono parlare di marmellate da formaggio storcono il naso, ma secondo me solamente perché non le hanno mai assaggiate.
Ve ne propongo due: la marmellata di cipolle rosse e il chutney (una specie di salsa indiana agrodolce) di mele cotogne.
Per la marmellata di cipolle, mondate e tagliate a fette sottili 1,2 kg di cipolle rosse e mettetele in una casseruola con 400 gr di zucchero, 200 gr di aceto di vino, un rametto di timo, una foglia di alloro e un peperoncino spezzettato. Occorreranno circa 3/4 per ottenere una composta che deve essere asciutta e presentare un sughetto sciropposo sul fondo. La potete anche conservare in barattoli di vetro e sterilizzarla.
Per il chutney di mele cotogne invece procedete così: in una casseruola mettete 200 gr di cipolle rosse mondate e tagliate a fette sottili e 800 gr di mele cotogne pelate e tagliate a cubetti. Fate cuocere con poca acqua finché le mele non sono tenere, poi passate al passaverdure, aggiungete 300 gr di zucchero, 100 gr di aceto bianco, una foglia di alloro, un cucchiaino di cumino, uno di cannella, mezzo di garam masala, mezzo di coriandolo e mezzo di curry. Aggiungete anche peperoncino, se vi piace. Fate cuocere per circa mezz'ora, finché la composta non prende la consistenza di una marmellata densa e conservate anche questa in barattoli, se volete.

Un consiglio per a Natale: regalate ai vostri amici dal gusto evoluto una confezione con formaggi di buona qualità con due barattoli ben confezionati delle vostre meravigliose composte. Le tipologie da consigliarvi? Caprino fresco di Argiolas o pecorino al peperoncino di Cuozzo(ma dovete andare a Oristano, per procurarvelo) oppure pecorino con pomodori secchi e olive del caseificio Garau di Mandas . Vi assicuro che mai regalo sarà più gradito!

domenica 13 novembre 2011

Un attimo di egoismo

Trovo che la torta di mele sia un perfetto comfort food. Il profumo che inonda la casa quando la preparo mi riporta all'infanzia, mi fa pensare a quando ero bambina e si preparava una torta semplice, ma gustosa e morbida, nella quale mi piaceva cercare i pezzetti del frutto persi nella pasta.
Ancora oggi le torte di mele sono tra le mie preferite e nel tempo ho imparato a prepararle in molte varianti: quella classica con l'impasto morbido e le mele disposte a raggiera, l'apple pie americana, servita calda con il gelato, o questa versione bretone che vi propongo oggi. E' facile, non vi preoccupate, ma di grande effetto anche per concludere una cena importante.
Prima di tutto dovrete preparare la pasta frolla. Ricordate le dosi?
200 gr di farina, 100 gr di zucchero, 100 gr di burro, un pizzico di sale, 1 uovo intero. Mescolate velocemente (anche nel mixer) gli ingredienti, lavorate velocemente con le mani (fredde, mi raccomando, altrimenti brucerete la pasta!) e fatela riposare in frigo per un'ora circa.
Preparate intanto l' appareil. Come ho già detto per la versione del flan francese (quello chiamato anche quiche), l'appareil è in francese un composto liquido a base di panna e uova, con aggiunta di formaggio nella versione salata e zucchero e aromi in quella dolce, che serve a formare una crema spessa che avvolge gli altri ingredienti. La potete aromatizzare come volete. In questa torta io ho messo il cardamomo, che conferisce al dolce un aroma, delicato e di carattere al tempo stesso.
Ma torniamo all' appareil. Mescolate in una ciotola 200 gr di panna fresca (vietata quella vegetale così come quella "da cucina". Scordatevi che esistono!) o comunque liquida, con 120 gr di zucchero semolato, due uova intere e i semini delle bacche di cardamomo che avrete pestato nel mortaio. Se avete paura che il cardamomo sia troppo particolare, aromatizzate il composto con i semini di un baccello di vaniglia. Preparatevi anche le mele, ne basteranno 4: sbucciatele e tagliatele a spicchi grandi o in quarti.
E ora, al lavoro!
Accendete il forno a 180°, poi stendete la pasta con il mattarello e stendetela nella tortiera imburrata. Sistemate le mele in maniera ordinata, come nella foto, poi versate sopra l' appareil e fate cuocere nel forno per 45 minuti, facendo attenzione che la superficie sia doata ma non si bruci.
Sfornate la torta, lasciatela intiepidire, e aspettate che lo splendido profumo che emana inondi la vostra cucina e la vostra casa. E poi godetevi una fetta ancora tiepida di questa meraviglia, con gli occhi chiusi, pensando solo a voi.

martedì 8 novembre 2011

cookinglaura: De gustibus...

cookinglaura: De gustibus...: Si, lo so, è passato quasi un mese dall'ultimo post-ricetta. Devo fare ammenda ancora una volta ai miei lettori, ma è stato un periodo molt...

De gustibus...

Si, lo so, è passato quasi un mese dall'ultimo post-ricetta. Devo fare ammenda ancora una volta ai miei lettori, ma è stato un periodo molto pesante e sono stata travolta dagli eventi.
Ma non avrete forse pensato che avessi smesso di cucinare e di scrivere? Noooooo!

Questo non avverrà, state tranquilli. Chi vorrà, potrà ancora continuare a provare le mie ricette o solamente a trascorrere un po' di tempo leggendomi. Ma ecco la ricetta che vi propongo oggi: involtini di melanzane, carne e salsiccia.

Sento già alcuni di voi dire "Ma come, Cookinglaura ripete continuamente che bisogna rispettare le stagioni in cucina e ci propina le melanzane a novembre?". Effettivamente questa meravigliosa verdura non è propriamente tipica dell'autunno, ma si trovano ancora le ultime di campo e questa ricetta è perfetta anche per questo tempo non certo estivo.

Prima di tutto tagliate le melanzane a fettine sottili, e mettetele da parte. Ogni fetta è un involtino, quindi contate voi in base ai vostri commensali. Per circa 12 involtini: prendete 300 gr di carne macinata (può essere di maiale, di pollo o di manza, come preferite) e mescolatela con 2 fette di pancarré ammollato nel latte, 1 uovo intero, 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato e circa 150 gr di pasta di salsiccia (la mia preferita è quella con i semi di finocchio, ma ovviamente anche qui de gustibus non est disputandum!). Impastate tutto con le mani, eventualmente aggiustando di sale, se ce ne fosse bisogno. Formate con l'impasto di carne e salsiccia delle polpette allungate e avvolgetele sulle fettine di melanzane. Sistematele con cura su una teglia foderata di carta da forno e fatele cuocere per circa 15 minuti a 180°.

Quando li servirete a cena, guardate fuori per vedere se piove e fa freddo, poi tornate a tavola e godetevi questo piccolo resto di estate!

sabato 15 ottobre 2011

Raviolo a sorpresa

E' sabato, finalmente! Avete tutto un fine settimana per rilassarvi e stare con la vostra famiglia o con i vostri amici. Cosa dovete fare oggi? Avete invitato i vostri amici a cena ma non sapete cosa fare per stupirli? Avete un'oretta di tempo? Ve lo dico io cosa potete preparare. Con grande soddisfazione di tutti.
La ricetta di oggi richiede un poco di attenzione ma è veramente squisita, anzi, squisitissima, come direbbe mio figlio di 5 anni. Si tratta di un raviolone di ricotta e carciofi (evviva, sono tornati!) con un tuorlo di uovo morbido. La cosa migliore di questa pasta ripiena è quando affonderete la forchetta nel centro del raviolo e uscirà il tuorlo cremoso , come in un uovo alla coque. Siete pronti? La ricetta è calcolata per 6 persone.

Prima di tutto preparate la pasta con 300 gr di farina 00 e 3 uova intere. Fate le sfogline per circa 10 minuti e fate riposare la pasta per mezz'ora avvolta nella pellicola, fuori dal frigo.
Preparate il ripieno mescolando 300 gr di ricotta (in questo periodo non troverete quella di pecora sul mercato, ma andrà bene anche quella vaccina, che conferisce maggiore delicatezza al piatto) con quattro carciofi tritati a mano, che avrete fatto stufare precedentemente con aglio in camicia, olio e poca acqua, finché non diventeranno morbidi. Al ripieno aggiungete anche sale, pepe e due cucchiai di parmigiano grattugiato, poi mettetelo in frigo.
E ora l'operazione più delicata: il congelamento dei tuorli. Munitevi di vaschetta per ghiaccio e sistemate bene della pellicola in sei scomparti . Separate i tuorli dagli albumi e metteteli uno in ogni parte della vaschetta ricoperta di pellicola, poi fateli congelare in freezer.
Circa mezz'ora prima che gli ospiti arrivino, stendete la pasta con la macchinetta, fino ad arrivare alla penultima tacca, disponetevi sei mucchietti di ricotta (circa un cucchiaio abbondante) lasciando un incavo al centro nel quale sistemerete il tuorlo congelato. Chiudete bene i ravioloni facendo uscire bene l'aria e sistemateli nella parte più fredda del frigo.
Al momento di servire, cuocete i ravioli (pochi per volta, se non addirittura ad uno ad uno) per 3 minuti da quando riprende il bollore e conditeli con burro fuso, salvia e parmigiano. Il tuorlo deve restare morbido e cremoso.
Non fatevi spaventare dalla apparente complessità, la ricetta richiede solamente un po' di attenzione, ma il risultato è sorprendente!!

domenica 9 ottobre 2011

Una ricetta del cavolo

E adesso non storcete il naso dicendo che i cavoli non vi piacciono, che puzzano, etc... Non è vero! certo, bisogna magari avere qualche accorgimento quando si lessa il cavolfiore, ma molto è dovuto secondo me a pregiudizi, come per il pesce, che non puzza quando lo cucinate, a meno che non sia marcio.
Comunque, tornando al cavolo, anzia, ai cavoli, in questa stagione e per tutto l'inverno ne troverete di meravigliosi e li potrete utilizzare per preparazioni giornaliere o più raffinate, come quella che vi propongo oggi. Si tratta di un involtino di pasta di salsiccia, uvetta e pinoli, avvolto nel cavolo cappuccio rosso e adagiato su una crema di patate alle erbe. E' un piatto molto gustoso, che riscuote sempre successo tra gli ospiti e che può essere preparato anche in anticipo, così da non avere l'acqua alla gola.
Questi sono gli ingredienti: per 6 persone:
300 gr di salsiccia
una manciata di uvetta passa e una di pinoli
due fette di pancarré da ammollare nel latte
un cavolo cappuccio rosso (nel caso va bene anche la verza)
500 gr di patate rosse
prezzemolo e basilico
olio
sale e pepe
Il giorno prima preparate l'involtino: mettete il cavolo intero nel microonde per circa 10 minuti e poi sfogliatelo delicatamente. Quando sarete arrivati nuovamente alla parte dura, ripetete l'operazione. Mescolate in una ciotola la salsiccia a cui avrete tolto la pelle con le uvette e i pinoli e il pancarré ammollato nel latte. Stendete sul tavolo di lavoro un foglio largo di pellicola da alimenti e formate un rivestimento con le foglie del cavolo alle quali avrete tolto la costola centrale. Compattatele bene pestandole con il batticarne, poi sistemate sopra la "salamella" di salsiccia. Aiutandovi con la pellicola, arrotolate stretto e chiudete bene, poi mettete in frigorifero. Un consiglio: più lo lascerete, migliore sarà la riuscita del piatto.
Per la crema di patate, sbucciate i tuberi e metteteli a pezzi in una piccola casseruola, coprite di acqua a filo e salate, fate bollire per dieci minuti, poi frullate con il minipimer aggiungendo olio di oliva, pepe e le erbe aromatiche. Tenete in caldo o conservate fino al momento di servire.
Poco prima di servire mettete in forno l'involtino tagliato in due in forno caldo a 180° per circa 15 minuti, poi tagliatelo a rocchetti.
Per impiattare, versate la crema di patate (calda, mi raccomando!) a specchio sul piatto fondo, poi sistemateci uno o due pezzi di salsicciotto avvolto nel cavolo. E adesso osate dire che non vi piace!

domenica 2 ottobre 2011

Il salto (di qualità) della quaglia

Povera quaglia! Bistrattata, ritenuta un animale stupido, uno dei pochi ucceli che non vola e per giunta simbolo di chi politicamente non è certamente un campione di coerenza...
Eppure dal punto di vista culinario è straordinaria e permette piatti di grande raffinatezza. Necessita piuttosto di qualche accorgimento in cottura: fuoco alto all'inizio per dare croccantezza alla pelle e poi fiamma più moderata per permettere la cottura (necessitano circa 15-20 minuti).
Inoltre l'umile quaglia può essere lavorata come la selvaggina, con accostamenti anche arditi, un po' dolci, per contrastare il sapore comunque deciso che la caratterizza.
La ricetta che vi propongo oggi è adatta per una cena importante ed è la seguente: quaglia all'arancia su letto di cime di rapa piccanti.

Ingredienti per 4 persone:
8 coscette di quaglia
1 mazzo di cime di rapa
1 arancia
carota, cipolla rossa, sedano tagliato a brunoise (piccola dadolata)
aglio e peperoncino fresco
Cognac
brodo vegetale
alloro, rosmarino, salvia
olio
sale, pepe

Cominciate con le cime di rapa: mondate i tronchi più duri e fatele lessare nella pentola a pressione per 10 minuti dal fischio con un bicchiere di acqua e senza sale. Scolatele e strizzatele.
In una padella antiaderente versate quattro cucchiai di olio, fatevi soffriggere uno spicchio di aglio grande e qualche fetta di peperoncino, poi aggiungete le cime di rapa e fatele insaporire bene, salandole a metà cottura. Ci vorranno circa 10 minuti.

Preparate le quaglie. Separate le coscette e fatele rosolare in poco olio con gli aromi a fiamma veloce in una larga padella (non le dovrete sovrapporre) finché la pelle non diventa croccante, per circa 5 minuti. Aggiungete il trito di verdure e fate rosolare ancora per 3-4 minuti, poi versate 1/4 di bicchiere di cognac e fiammeggiate con un accendino. Questa operazione è estremamente importante, fatela con attenzione ma abituatevi a farla sempre quando utilizzate il cognac o il brandy per cucinare. Servirà infatti a eliminare velocemente la parte alcolica; se non lo farete, con molta probabilità il piatto resterà amaro e sarà un piatto sbagliato. Un altro consiglio: se non siete abituati a flambare, tenetevi lontani quando date fuoco alla pentola per evitare spiacevoli incidenti!!

Quando il fuoco si sarà consumato, aggiungete l'arancia tagliata a pezzi, aspettate altri 2 minuti e completate la cottura con due mestoli piccoli di brodo vegetale (VIETATO IL DADO!!!), il fuoco dovrà essere medio e la pentola scoperta. A questo punto, trascorsi altri 10 minuti,
il gioco è fatto. Se non volete lasciare i vostri ospiti a tavola ad aspettare che termini il vostro flambé, portatevi avanti con la cottura e riscaldatele per pochi minuti poco prima di servire.
Per una presentazione d'effetto, sistemate un ciuffo di cime di rapa modellandolo con un coppapasta rotondo, poi sistemateci sopra le coscette di quaglia e il loro sughetto profumato.
E il salto (di qualità) della vostra quaglia sarà apprezzato, molto apprezzato dai vostri ospiti!

martedì 27 settembre 2011

Un piatto da re





Mala tempora currunt, almeno dal punto di vista della recessione economica. Illustri economisti dicono che lo scenario è molto vicino a quello del famoso crollo di Wall Street del 1929. E allora un po' di parsimonia anche in cucina non guasta.


Devo dire che la mia filosofia di cucina è di per se improntata al risparmio, al riciclo degli avanzi, al "non si butta via niente". E questo non l'ho solamente appreso da persone come mia nonna, che di guerre ne avevano viste due (quella di Spagna, che però le permise di conoscere mio nonno, un giorno vi racconterò questa romantica storia, e la seconda guerra mondiale) perché la parsimonia è un po' insita nel mio carattere. Il che non significa che non si possano fare delle cose meravigliose anche con molto, molto poco.



Uno dei miei cavalli di battaglia è il pane raffermo. Ormai lo sapete. Se non l'avete ancora fatto, provate le polpette di pane che vi ho proposto ad aprile, altrimenti cimentatevi in questa pasta con le briciole di pane aromatiche e i pomodorini.



Prima di tutto preparate il pane che dovrà essere raffermo. Togliete la crosta (che potete tostare e trasformare in pane grattugiato) e frullate la mollica nel mixer con un poco di aglio (ma anche senza, se preferite), abbondanti erbe aromatiche e capperi dissalati. Intanto fate appassire per 30 minuti i pomodorini spaccati a metà in forno a 180°, con olio, sale, pepe, zucchero ed erbe aromatiche.


Mentre la pasta cuoce, preparate il condimento: in una larga padella fate andare dolcemente quattro cucchiai di olio, peperoncino e tre filetti di acciuga, poi aggiungete il pane aromatico, sollevate un poco la fiamma e fatelo rosolare a fuoco medio finché non diventa croccante.

Quando la pasta è cotta, scolatela, conditela con i pomodorini e con le briciole di pane.

Un piatto da re, con niente.

domenica 18 settembre 2011

Pane carasau, ieri e oggi












Il pane carasau è un prodotto straordinario. E' versatile e si adatta sia alle preparazioni tradizionali, come il pani frattau o guttiau che a piatti raffinati e moderni, come questo che vi propongo oggi.

Si tratta di un finger food composto da un cannolo di carasau ripieno di trota salmonata marinata a secco e salsa di rafano.

La preparazione è un po' lunga, anche se non complessa, ma con una buona organizzazione del lavoro, avrete un risultato veramente eccellente.



Fatevi preparare la trota salmonata dal vostro pescivendolo, dovrete ottenere un filetto senza lische, poi armatevi di pazienza e pinzette ed eliminate la fila di spine dorsale del pesce. Sistematelo su un piatto dove possa stare comodo, spolverizzatelo con un cucchiaio di zucchero e copritelo con un pugno di sale grosso, poi lasciatelo in frigorifero con un peso sopra per almeno 6 ore. Calcolate i tempi di marinatura prima di decidere di preparare questo piatto.



Per i cannoli, bagnate velocemente sotto il rubinetto dell'acqua fredda due fogli di pane carasau, poi disponeteli sopra un foglio di catta da forno senza sovrapporli finchè non diventeranno morbidi. A questo punto tagliate dei rettangoli di circa 7x15 cm di lato e arrotolateli intorno ai cannoli unti di olio. Se non avete i cannoli di alluminio (che sono facilmente reperibili a poco prezzo in qualsiasi negozio di casalinghi) potete utilizzarre della carta argentata compressa e avvolta in carta forno. Non utilizzate solo l'alluminio perché non riuscirete a sfilarli e si romperanno. Prima di metterli nel forno a seccare a circa 200°, ungeteli di olio d'oliva e sale (io ho usato quello nero di Cipro). In forno occorreranno circa 10-15 minuti per far tornare il pane croccante e profumato. Sfilateli con molta delicatezza (preparatene qualcuno in più, nel caso alcuni si rompano...).



Quando avete tutti gli ingredienti pronti e poco prima di servire, preparate una tartare a coltello con la trota salmonata, conditela con olio e pepe e poca cipolla fresca tritata sottilmente, poi sistematela con attenzione dentro il cannolo di carasau. Completate con la pasta di rafano (lo so, non è facile da trovare qui in Sardegna, ma se vi capita di andare in Alto Adige o in Austria, dove è molto utilizzata, ricordatevi di portarne un vasetto con voi). In alternativa potete mettere pochissimo wasabi (che altro non è che rafano verde giapponese), ricordandovi che è molto, molto forte!

Chi si vuole cimentare?

giovedì 15 settembre 2011

Scampoli d'estate



Avrei voluto cominciare a darvi una ricetta autunnale, di quelle che mi piacciono tanto, ma non mi sembra che i 36° che ci attanagliano permettano di parlare di funghi e polenta, quindi vi propongo una ricetta veloce, classica, nella variante di una mia cara amica (e seguace del blog....), bravissima cuoca, alla quale ruberò biecamente l'idea!

La proposta è una caprese arricchita da uno "zoccolo" di melanzana fritta. Cosa ne dite?

Prima di tutto dovrete ovviamente friggere le melanzane, che taglierete all'altezza di circa 1 cm.


un piccolo excursus sulla frittura di questi meravigliosi ortaggi. Le melanzane fritte sono buonissime, piacciono a tutti, ma bisogna rispettare alcune regole per evitare che si impregnino di olio come delle spugne o restino amare. Dopo che le avete tagliate, cospargetele di sale, come se le doveste condire, poi sistematele a strati in uno scolapasta e fatele scolare così per circa mezz'ora. Vedrete che uscirà dalle melanzane abbondante acqua (si tratta di quella amara!). A questo punto asciugatele velocemente con la carta da cucina e friggetele in olio abbondante e ben caldo. Le melanzane dovranno essere immerse e galleggiare nell'olio. Non pensiate che mettendo poco olio le allegerirete. Per renderle più leggere dovete cambiare ricetta....


Ma torniamo alla caprese rubata alla mia amica. Dopo che avrete preparato queste splendide melanzane (non mangiatevele tutte subito con la scusa di assaggiarle....non vi crederà nessuno), sistematele a strati con i pomodoro, la mozzarella, un filo d'olio e del basilico fresco.

Sarà meno dietetica (ma poi, la caprese è davvero dietetica? mah....), ma vuoi mettere....









lunedì 5 settembre 2011

La mia torta preferita

Sono una persona di gusti semplici: la crostata di crema è la mia torta preferita. Mi piace alta, con una frolla profumata e friabile e una crema che profuma di vaniglia. Che buona!!!
Piace anche a voi? E allora preparatela in casa con la ricetta di Cookinglaura.

Prima di tutto dovrete fare la crema. Fate scaldare 1/2 lt di latte in una casseruola con una bacca di vaniglia aperta a metà e raschiata dai semi. In una ciotola capiente mescolate 4 tuorli, 80 gr di zucchero e 50 gr di farina, poi versate parte del latte aromatizzato e versate nuvamente tutto nella casseruola, dove farete cuocere la crema fino a quando non avrà raggiunto il bollore e si sarà addensata. A questo punto fatela raffreddare bene e mettetela da parte.

Preparate la pasta frolla come abbiamo già spiegato in altre ricette: mescolate velocemente (meglio se nel mixer) 200 gr di farina, 100 gr di zucchero, 100 gr di burro, 1 uovo e la buccia grattugiata del limone. Fate una palla e sistematela nel frigo dove la parete riposare per circa 1 ora. Stendetela con il mattarello in una tortiera, versate la crema e decorate la torta con le strisce di pasta rimasta. Decorate con noci o pinoli in superficie e fate cuocere a 170° per circa 45 minuti.
Una vera delizia che riempirà di profumi la vostra casa e vi farà felici...almeno per il tempo che impiegherete a gustarla!

giovedì 1 settembre 2011

Gambero à la page



Primo settembre, l'autunno avanza e l'estate si allontana... Confesso però che a me l'autunno non dispiace affatto, di solito è il periodo dei cambiamenti a livello lavorativo, della ripresa "normale" delle attività dopo la pausa estiva. E poi il mercato in autunno si colora di prodotti speciali e meravigliosi: funghi, i primi carciofi, tanti tipi di cavoli.

Ma oggi voglio fare la nostalgica, dal momento che anche io ho trascorso lunghe vacanze e altrettante ne ha trascorso il mio blog Cookinglaura! Vi propongo uno stuzzichino (amuse bouche se volete un nome più à la page....) perfetto prima di iniziare un pasto di pesce: tartare di gamberi alla maniera di Cookinglaura.


Il gambero crudo è un tabù per molti. Eppure, una volta che si assaggia, di solito viene apprezzato anche dai palati più scettici. E' un sapore forte che, a mio parere, non deve essere troppo "pasticciato" da altri ingredienti.

Questa ricetta è quindi molto delicata e anche di grande effetto.

Prima di tutto preparate i crostini. Affettate molto sottilmente del pane leggermente raffermo e fatelo tostare in forno.


Sgusciate circa 300 gr di gamberi rossi (potete conservare le teste per un fondo o una bisque, oppure, come capita a casa mia, potete mangiare crude anche quelle...), eliminate l'intestino nero dalle code e tritatele a coltello. In una ciotola mescolate i crostacei, un cucchiaino di zenzero tritato, erba cipollina, una punta di peperoncino fresco,1 cucchiaino di succo di limone, 2 cucchiaini di salsa di soya, 1 cucchiaio di olio e.v., sale e pepe. Fate raffreddare in frigo fino al momento di servire, poi sistemateli in piattini monoporzione aiutandovi con un coppapasta e guarnite con il crostino e una fettina di pomodoro.

E dai, che l'estate non è ancora terminata!


giovedì 14 luglio 2011

Apologia del gambero fresco






Questa è la stagione dei gamberi. Al mercato troverete quelli freschi, locali, che sono magnifici e costano ancora poco. Approfittatene per acquistarli e semmai conseervarli in freezer, a me non durano mai molto perchè tutti in casa li adorano ....

Il consiglio che vi dò è di non utilizzare mai quelli surgelati, dico MAI!

A parte il fatto che provengono da luoghi lontanissimi (e addio ai km zero, o almeno non troppo lontani...) per la conservazione viene utilizzata l'ammoniaca che si sente moltissimo nella cottura e vi rovinerà qualsiasi piatto.

La caratteristica dei gamberi freschi, invece, è che hanno un sapore delicato ma allo stesso tempo molto caratterizzante e hanno bisogno di pochissima cottura e pochissimi aromi, che ne coprirebbero il sapore.


Ecco quindi una ricetta velocissima e adatta anche a delle occasioni importanti. Io l'ho preparata per suggellare una nuova amicizia nata un po' per caso: linguine ai gamberi rossi.

Per quattro persone vi serviranno:

320 gr di linguine

400 gr di gamberi rossi freschi

3 pomodori rossi ma sodi

1 spicchio di aglio

4 cucchiai di olio e.v.

basilico

Una premessa. I gamberi vanno sempre sgusciati e le teste utilizzate. Non lasciate i carapaci, che costringeranno i vostri ospiti a risolvere al momento imbarazzanti quesiti esistenziali del tipo: uso le mani o coltello e forchetta? facendo loro rischiare la classica macchia nei vestiti....

Sgusciateli a crudo, è un'operazione semplice e velocissima. Se non ne avete voglia, al mercato c'è chi lo farà per voi.

Ma proseguiamo nella ricetta.


Nella padella in cui farete anche saltare la pasta fate insaporire l'aglio nell'olio, poi toglietelo. Aggiungete le code sgusciate e le teste, poi quasi subito il pomodoro, sollevate la fiamma e fate cuocere per pochi minuti, aggiungendo semmai pochissima acqua della pasta, salate e aggiustate di piccante, se vi piace.

Scolate la pasta al dente e mantecatela nel condimento, poi aggiungete il basilico.

Allora, non è tutta un'altra cosa?

domenica 3 luglio 2011

Matrimonio perfetto (anche se non Reale)


L'estate dà la possibilità di creare tanti piatti leggeri da preparare anche con anticipo, in maniera da averli pronti quando si torna dal mare o dal lavoro. Le verdure estive, in particolare, sono profumate, belle da vedersi e anche economiche (il che non guasta) ma spesso vengono proposte in maniera banale o cotte nella maniera sbagliata. Chi non ha mai provato quelle verdure grigliate che sembrano bollite oppure, al contrario, bruciate? Eppure servono solo pochi accorgimenti e un tempo limitato, al massimo mezz'ora, per preparare un piatto strepitoso come quello che vi propongo oggi e che piace sempre molto a tutti: insalata di verdure grigliate e pecorino fresco di giornata. Un connubio veramente azzeccato di freschezza e leggerezza.

Per quattro persone vi serviranno 1 peperone, 2 zucchine medie, una melanzana, 1 piccola cipolla fresca, 300 gr di pecorino fresco, olio di ottima qualità e tante erbe aromatiche.
Tagliate le verdure: le zucchine a rondelle della grossezza di circa mezzo cm e così le melanzane. Bruciacchiate la pelle del peperone direttamente sulla fiamma del fornello o mettetelo sotto il grill, poi fatelo raffreddare avvolto nella carta argentata e spellatelo. In una piastra calda sistemate le zucchine unte di olio in entrambe i lati e fatele cuocere a fuoco vivace. Devono restare croccanti. Per le melanzane, invece, dovrete avere maggiore attenzione perchè dovranno essere ben cotte. Tagliate la cipolla e passatela nellla piastra calda con poco olio per qualche minuto. Sistemate le verdure, che avrete salato e pepato, in un piatto da portata, adagiate sopra di esse il formaggio tagliato sottile e completate con olio extra vergine e le erbe aromatiche.
Un matrimonio perfetto!

giovedì 30 giugno 2011

La zuppa "nascosta" (Suppa Cuata in Gallurese)


Oggi fatemi fare un po' la maestrina (del resto nasco come professoressa, poi la vita mi ha offerto altre possibilità lavorative alle quali non ho saputo dire di no...). Vi farò una mini lezione sulla suppa cuata, in italiano zuppa gallurese.
Si tratta certamente di un piatto tradizionale sardo conosciuto a molti, anche ai turisti che frequentano il nord dell'isola e che l'hanno sicuramente assaggiatain qualche ristorante o agriturismo. Ma pochi conoscono l'origine e la storia di questo piatto povero eppure così gustoso. Prima di tutto il nome: suppa cuata significa "zuppa nascosta" ma nessuno sa veramente cosa questo piatto così semplice nasconda. Secondo alcuni si trattava dei pezzi di carne del brodo, che qualcuno lasciava nel fondo, altri riferiscono dell'abitudine di farla riposare avvolta in una coperta prima di essere servita, nascondendola agli affamati commensali... Lascio a voi la scelta della versione che vi piace di più.

Quanto a me, non posso fare altro che darvi la mia versione (opportunamente modernizzata nella forma e nella sostanza) di questa meravigliosa ricetta, che vi consentirà anche di riciclare il pane vecchio. Per quattro persone vi serviranno circa 500 gr di pane raffermo, circa 300 gr di formaggio tipo fresa di Ozieri o casitzolu morbido, menta fresca e del buon brodo. Alcuni diktat vanno messi. Prima di tutto il pane: non può essere pane tipo rosette o baguette, deve essere un pane a lievitazione naturale o di semola. Questo è un elemento importantissimo. Un altro sacrificio dovrete farlo sul brodo: non potete assolutamente usare il dado (ma poi, del resto, cosa ve ne fate? vi dò io alcuni suggerimenti alternativi sempre pronti ma più sani e di miglior sapore), dovrete preparare un buon brodo di carne che potrete poi sgrassare, ma non del tutto.
A questo punto la preparazione è semplicissima: tagliate il pane a cubetti o a fette e sistemateli sul fondo della teglia imburrata, coprite con il formaggio tagliato anch'esso a cubetti e mescolato alla menta tritata grossolanamente, poi fate un altro strato di pane e un altro di formaggio. Infine spolverizzate con pecorino grattugiato e coprite quasi a filo con il brodo.
Fate cuocere per circa 30' a 180° e fate riposare leggermente prima di servire. Nella foto vedete la mia versione monoporzione.
E se vi dicessi che la ricetta me l'ha data un parente di Bastiano Addis Tansu, meglio noto come il Muto di Gallura??

lunedì 27 giugno 2011

Sardine sarde internazionali



Mea culpa, mea culpa! Vi giuro che stasera vado a comprare la macchina fotografica!
Però mi era rimasta una ricetta della quale mi ero dimenticata di avere l'immagine e che vale veramente la pena provare. Non è mia, si tratta di un falso d'autore culinario. Il vero chef è Heinz Beck e io sono solamente una ammirata scopiazzatrice...seguitemi in questa ricetta molto semplice e cheap.

Per quattro persone, diliscate e aprite a libro circa 12 sardine (se non ne avete voglia, sappiate che al mercato di San Benedetto ci sono tanti pescivendoli assai volenterosi che sopperiranno alla vostra mancanza...) poi fatele marinare con i seguenti ingredienti:
2 cucchiai di salsa di soia, 4 cucchiai di vino bianco (io ho messo vernaccia per non tradire le mie origini oristanesi...), un poco di aglio, zenzero tritato, prezzemolo. Fate marinare al fresco per almeno mezz'ora, poi infilzatele negli stecconi, passatele nella farina, nell'uovo sbattuto e friggetele in olio di arachidi.
Saranno un meraviglioso finger food per una cena estiva e d'effetto (e perché no? economica...)

martedì 14 giugno 2011

La morbidezza della capra



La "santa barbara" di foto sta per terminare ed è anche per questo che le sto centellinando, ma oggi vi voglio proporre una velocissima ricetta assai appetitosa, che potete preparare quando avete poco tempo ma avete voglia di qualcosa di sfizioso.
Si tratta di un primo di pasta condita con pomodorini ciliegia cotti con le erbe e ricotta di capra. Vi consiglio la ricotta di capra, che si trova soprattutto in questo periodo, perchè è molto più cremosa di quella di pecora. Non pensiate che sia più pesante o che abbia un sapore forte, è delicatissima e non ha alcun retrogusto.

Mentre l'acqua pre la pasta bolle fate cuocere a fuoco dolce i pomodorini con abbondante olio d'oliva (circa 4 cucchiai) e uno spicchio di aglio. I pomodorini dovranno ammorbidirsi ma non disfarsi. Se avete voglia e tempo, spellateli buttandoli in acqua bollente per 10 second, il risultato sarà di gran lunga superiore.
Quando la pasta è cotta, fatela saltare nel condimento aggiungendo abbondanti erbe aromatiche come basilico, origano e maggiorana, poi mantecatela con la ricotta di capra e servite caldo...
Veloce, morbido e cremoso!

lunedì 6 giugno 2011

Anche le cozze amano i fagioli



Avete una serata da organizzare per molte persone e non sapete come fare? Volete preparare qualcosa di sfizioso e raffinato allo stesso tempo ma avete un budget limitato, per non parlare del tempo?
non vi preoccupate! Cookinglaura vi propone un simpatico aperitivo da preparare in massimo 20 minuti e che fa sempre un figurone nei buffet. Il tutto a un prezzo di circa 5 euro per 20 persone! Se volete strafare potete usare i gamberi al posto delle cozze, ma è ovvio che il prezzo cambierà.

Per 20 bicchierini vi serviranno: 3 lattine di fagioli cannellini, 500-700 gr di cozze, olio, sale, pepe.
Aprite le lattine con un simpatico apriscatole, che semplifica sempre la vita, poi versate nel bicchiere del frullatore i simpaticissimi cannellini doppo averli sciacquati dal liquido di governo (non del Governo...si chiama così, non è colpa mia). Mentre azionate il magico apparecchio, versate a filo circa una tazzina di acqua tiepica, mezza di olio d'oliva, poi salate e pepate. Assaggiate (non mangiatevelo tutto!) e versatelo nei bicchierini di plastica piccoli. Intanto fate aprire le cozze a fuoco veloce e sgusciatele. Aggiungetele alla crema di fagioli e guarnite con qualcosa di verde come un rametto di prezzemolo o maggiorana.
Già fatto? diceva una pubblicità di quando ero giovane...
In un cookingtempo!

giovedì 2 giugno 2011

La Repubblica delle cozze



Si, scusatemi, vi ho trascurato! La cookingtorta è rimasta lì per un tempo assolutamente irragionevole per la vita di un blog, ma dovete sapere che mi si è rotta la macchina fotografica e ora devo vivere un po' di rendita finché non ne avrò una nuova.
In ogni caso, dopo aver frugato nel mio repertorio di ricette, vi propongo un primo spettacolare, ottimo per questa stagione pre-estiva e molto adatto per i giorni di festa come oggi, la Festa della nostra Repubblica, con un bel bicchiere di vino bianco fresco e tanta buona compagnia.
Per quattro persone vi serviranno:
1 kg di cozze
2 spicchi di aglio
1 grossa melanzana (circa 350-400 gr)
400 gr di pomodori freschi maturi
erbe aromatiche (basilico, maggiorana, origano fresco)
olio e.v. d'oliva 4 cucchiai
olio di arachidi per friggere
sale
peperoncino

Tagliate la melanzana a cubetti medi e friggetela in abbondante olio di arachidi caldo (non lesinate, il fritto preparato in casa non è assolutamente nocivo, ovviamente se non friggete ogni giorno....). Tagliate a pezzi grossi i pomodori e fateli cuocere coperti in una pentola a fuoco medio finché non si disfano, poi passateli al passaverdure e tenete la passata da parte.
In un'altra padella fate aprire le cozze senza alcun condimento, senza farle cuocere troppo (altrimenti diverranno dure!), sgusciatele e mettetele da parte.
In una larga padella dove potrete anche saltare la pasta fate andare dolcemente l'olio d'oliva con gli spicchi di aglio (che poi toglierete), aggiungete la passata e fate cuocere per circa 5-7-minuti, aggiungete ora le cozze e le melanzane, fate insaporire e regolate di sale e peperoncino. cuocete la pasta al dente e fatela saltare nel sugo, poi completate con le erbe...
Buona festa della Repubblica a tutti!!

domenica 22 maggio 2011

La Cookingtorta



La Cookingtorta è bella, buona, mai stucchevole, insomma, il dolce ideale! Parola di Cookinglaura! Vi piace? Si tratta di una torta-mousse allo yogurt con una base di pan di spagna alla cannella e cacao, un giro di fragole e una decorazione di frutti rossi, fiori (quelle della foto sono le rose canine del mio mini-giardino).
Prepararla non è poi così difficile,richiede un po' di tempo e attenzione, ma anche i meno esperti si possono cimentare.

Cominciate con la base di pan di spagna. Ricordatevi che si tratta di un composto "modulare": 40 grammi di zucchero e 40 gr di farina per ogni uovo. Per una base sottile come questa montate a lungo con le fruste elettriche (non lo potete fare a mano) 3 uova e 120 gr di zucchero per almeno 10-15', poi aggiungete la farina setacciata (questa volta a mano e con delicatezza!), due cucchiaini di cannella in polvere e uno di cacao. Stendete l'impasto sulla placca foderata di carta forno e fate cuocere per 15 minuti a 180° in forno caldo.

Preparate la crema di yogurt: montate 250 gr di panna liquida fresca e mettetela in frigo. Ammollate 15 gr di colla di pesce in acqua fredda e scioglietela poi con un cucchiaio di Rhum. Aggiungetela a 500 gr di yogurt naturale al quale aggiungerete 70 gr di zucchero a velo, poi versate il composto sulla panna montata e amalgamate delicatamente.
Cominciate a montare la torta: posate un cerchio senza fondo sul piatto da portata o sul vassoio, sistemate la pasta biscotto, che dovrà restare a contatto con il cerchio, un giro di fragole tagliate a metà e la crema fino all'altezza dei frutti, poi riponete in frigo per almeno 4-5 ore.
La decorazione la potete fare come preferite, a me piace utilizzare i fiori freschi ma voi potete anche ricoprirla interamente di fragole, se volete una cosa più semplice.
E poi potrete festeggiare tutte le ricorrenze che vorrete con una torta che farà sfigurare quelle delle pasticcerie!

domenica 15 maggio 2011

Buon compleanno, Cookinglaura!



E' trascorso un anno dal primo post di Cookinglaura e voglio ringraziare tutti i miei lettori per l'attenzione ricevuta in questo periodo! GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!
Il blog è stato un piccolo ma importate campo di prova e una spinta per iniziare una nuova vita lavorativa basata sulla mia passione, cucinare.
E allora, bando alle ciance! Ecco la prossima ricetta di Cookinglaura: spaghetti al pesto d bottarga e timo con favette fresche.

Non storcete il naso, voi puristi della bottarga, ricordatevi che sono oristanese e a bottarga ci sono cresciuta, come si suol dire... Si tratta di una ricetta semplice ma molto, molto saporita e che mantiene intatto il sapore di queste preziose uova di muggine, anzi, lo esalta.
Per quattro persone vi serviranno: 250 gr di spaghetti di buona qualità e non troppo sottili, circa 100 gr di bottarga di muggine molto stagionata (a me non piace molto quella di Sant'Antioco perchè resta troppo morbida, quella di Cabras è più consistente e ha un sapore più marcato che io preferisco, o al quale forse sono solo più abituata), un rametto di timo, 20 gr di pinoli, abbondante olio extravergine di oliva di ottima qualità e 100 gr di favette medie pelate.
Sbianchite le favette in acqua salata bollente per 2-3', poi scolatele e liberatele dalla pellicina esterna. E' un lavoro lungo ma non è affatto inutile e ne va della riuscita della ricetta.

In un piccolo mixer o nel frullatore mettete la bottarga, il timo, i pinoli e aggiungete l'olio. Frullate fino ad ottenere un pesto abbastanza liquido. Aggiustate di sale se necessario.
Scolate gli spaghetti al dente e conditeli con il pesto e le favette.
Ecco come festeggiare nel migliore dei modi il compleanno di Cookinglaura!
TANTI AUGURI!

PS: per chi non l'avesse ancora visto, andate sul sito di Cooking http://cooking.beepworld.it/, è ancora provvisorio, tra poco ne avremo un altro molto, mlto più bello, ma per iniziare....

martedì 10 maggio 2011

E' primavera, svegliatevi cuochine....



E' primavera! Anzi, quasi estate... Comunque questa è una stagione meravigliosa per le verdure, se andate al mercato trovate di tutto: le prime zucchine vere, piselli freschi, favette, asparagi selvatici e coltivati, fiori di zucca... Una meraviglia. E allora non c'è cosa migliore da fare che cucinarle, magari tutte insieme in un risotto per regalare ai vostri commensali il sapore di questa bellissima stagione.

Procedete così: in una padella fate soffriggere due cucchiai di olio con poca cipolla fresca tritata, aggiungete zucchine e carote a cubetti e fate cuocere 10', poi aggiungete piselli e fave (queste ultime meglio se precedentemente sbollentate e pelate ad una ad una...si lo so che è un lavoro certosino ma fa la differenza, vi assicuro!) e fate cuocere per altri 2-3'. Salate, pepate e tenete da parte.

In una casseruola dal fondo spesso fate soffriggere poca cipolla tritata nell'olio e tostate il riso, poi fatelo cuocere aggiungendo brodo vegetale, anche tutto in una volta (in questo caso calcolate 1 misura di riso e 1,8 circa di liquido, nel caso, aggiungetene un poco alla fine), quando mancheranno circa 5' al termine della cottura del riso, aggiungete le verdure e alla fine mantecate con olio d'oliva e parmigiano grattugiato. La primavera nel piatto!

domenica 1 maggio 2011

Il posto delle fragole



Non temete, non vi parlerò del film di Ingmar Bergman del 1957, anche perchè non l'ho visto, nonostante la mia passione per il cinema. Mi serviva un titolo evocativo per descrivere uno dei miei dolci preferiti in assoluto, la crostata di crema e fragole.
In questo periodo di primavera le fragole rendono bello qualsiasi dolce con il loro colore acceso e il loro meraviglioso profumo. Ma la croccantezza della pasta frolla insieme al gusto della vaniglia e all'aspro di questi meravigliosi frutti è, secondo il mio modestissimo parere, uno degli accostamenti più azzeccati che ci siano.

Per la pasta frolla usate sempre le stesse dosi modulari: 2 di farina e 1 di zucchero, burro e uova. Quindi se decidete di usare 200 gr di farina, dovrete utilizzare 100 gr di zucchero, altrettanti di farina e 1 uovo intero. Se possedete un mixer a lame o una planetaria, mettete tutti gli ingredienti insieme e quando si forma un grosso briciolame (cosa che accade quasi subito) lavoratela a palla con le mani brevemente. State attenti a non riscaldare la pasta, la brucerete e il risultato non sarà buono. Fate riposare l'impasto in frigo per un'ora circa, poi stendetela a circa 1/5 cm e cuocetela in bianco per circa 20 minuti a 180°, dopo aver sistemato sopra un foglio di carta forno e dei pesetti.

Preparate poi la crema pasticcera alla vaniglia (vera!!non usate vanillina!) con mezzo litro di latte, 150 gr di zucchero, 70 di farin e un baccello. Fate cuocere fino a densità desiderata, poi raffreddatela e riempite il guscio di frolla ormai freddo.
Decorate con le fragole (io le ho tagliate a fette sottili) e fate riposare poco in frigorifero per non rovinare la frutta. A me non piace gelatinare la torta di fragole ma se non la servirete subito sarà un'operazione necessaria.
E poi abbandonatevi alla dolcezza di questo dolce meraviglioso e dei vostri ricordi d'infanzia, il vostro posto delle fragole.

lunedì 25 aprile 2011

The fabulous '80



Ma vi ricordate gli anni '80, almeno voi che siete miei coetanei (splendidi quarantenni, per dirla alla Nanni Moretti)? Spalline, capelli cotonati, leggins, Donatella Rettore, edonismo Raeganiano negli USA, Craxi da noi e via dicendo.
Non che io personalmente ne abbia nostaligia, anzi, non rispecchiavano neppure allora i miei canoni estetici, ma del resto, si sa, la moda...
E nel mangiare? Gli anni '80 sono caratterizzati dai cibi "lussuosi" che diventavano un po' di tutti i giorni: salmone, gamberi, panna, rucola (immancabile ancora oggi, purtroppo).

La ricetta di oggi è un po' anni '80 ma non è demodé, anzi, può aprire piacevolmente una cena raffinata se servita insieme a un bicchiere di vino bianco o prosecco: si tratta di un paté di salmone fresco.
Vi occorrerà pochissimo, sia in tempo che in ingredienti e potrete anche prepararne una discreta quantità da conservare in freezer e tirare fuori all'occorrenza.
Prendete circa 500 gr di salmone fresco e cuocetelo a vapore senza sale. Diliscate bene la polpa cotta e versatela ben calda nel mixer insieme a 150 gr circa di burro, un cucchiaio di salsa Worchester, sale, pepe. Azionate l'apparecchio magico e frullate fino ad ottenere un paté abbastanza rustico (se lo volete più fine dovrete passarlo al setaccio, ma andrà benissimo anche così). Assaggiate per regolare bene i sapori.
Sistemate il composto ancora tiepido in piccole terrine che possano andare in tavola (vanno bene anche le cocotte da soufflé) e conservate in frigorifero fino al momento di servire, ricordandovi di tirarlo fuori almeno un'ora prima di servirlo.

Potete offrirlo con pane pistoccu o carasau o con i crostini che preferite. E ricordatevi, mentre lo mangiate, di ascoltare Eurithmics, Human league, Frankie goes to Hollywood, Culture club, Duran Duran...ma i miei preferiti erano gli Spandau!

martedì 19 aprile 2011

cookinglaura: Tonno primaverile

cookinglaura: Tonno primaverile: "Il tonno è uno dei pesci meno pesci che esistano. Se ci pensate, anche chi non mangia il pesce mangia, per esempio, il tonno sott'olio. Ed..."

Tonno primaverile



Il tonno è uno dei pesci meno pesci che esistano. Se ci pensate, anche chi non mangia il pesce mangia, per esempio, il tonno sott'olio. Ed è anche un pesce che si deve trattare come la carne pregiata, tipo il filetto di manzo: cottura veloce a fuoco vivo, mai stracuocerlo, abbinamento anche con il vino rosso.
E' vero che bisogna andarci piano, perchè i tonni rossi stanno scomparendo, ma direi che in questo periodo, quando si trova al mercato il tonno di Carloforte o Sant'Antioco, vale la pena cucinarlo. L'importante è che lo facciate con tutti i crismi e con molto rispetto.

La ricetta che vi propongo oggi è velocissima e molto, molto primaverile: filetto di tonno alle arachidi e insalatina primaverile.
Prendete il filetto di tonno e passatelo prima in poco albume e poi nelle arachidi tritate grossolanamente. Mettetelo da parte. Ricordatevi che il pesce non dovrà essere freddo di frigo, ma lo dovrete lasciar stemperare a temperatura ambiente per circa un'oretta.

Preparate l'insalata. La più adatta a questa ricetta è il tipo gentilina o romanella, molto delicata. Lavatela, sistematela in una ciotola dopo averla spezzata con le mani, aggiungete fave fresche, crostini di pane tagliati a piccoli cubetti e della pancetta che avrete fatto tostare in padella finché non è diventata croccante.
A parte mescolate due cucchiai di maionese con un cucchiaino di aceto e uno abbondante di parmigiano grattugiato.

Scaldate bene la padella per il tonno, fatelo cuocere pochi minuti per parte e sistematelo nel piatto. Condite l'insalata con sale e la salsina preparate e servite subito ben caldo.
Anche il tonno sarà contento di un trattamento del genere.

sabato 16 aprile 2011

Non si spreca niente....



Avrete già capito che in cucina non mi piace lo spreco. Ma il riciclo degli ingredienti che non si possono più mangiare freschi per molti è visto come una cosa che rievoca tempi più duri come il dopoguerra.
Invece in tempi di consumismo sfrenato, penso che non sprecare cibo sia importante, sia come gesto con una valenza etica, sia in un'ottica di economia domestica, soprattutto se i risultati sono più che soddisfacenti.
In conclusione, dopo la predica, ecco la ricetta di oggi: polpette di pane e prosciutto.
Me le ha insegnate mia nonna spagnola (Carlota Mercedes Aguilar) tanti anni fa e vi assicuro che sono meravigliose.

Prendete quel pane avanzato e diventato ormai duro (circa 400 gr) che avete nascosto in dispensa (vi dispiace buttarlo ma non sapete cosa farne, vero?) e ammollatelo nel latte abbondante finché non diventa morbido. Strizzatelo bene e mettetelo in una ciotola dove lo mescolerete con circa 50 gr di formaggio grattugiato, 2 uova intere, prosciutto crudo tritato a coltello, prezzemolo, sale. Lavorate bene con le mani aggiungendo poca farina sino a ottenere una consistenza non troppo compatta nè troppo morbida, poi formate delle palline grosse come una noce e impanatele nel pane grattugiato.
Fatele un po' asciugare e intanto preparate il sugo.

In una casseruola che possa contenere comodamente anche le polpette, fate imbiondire una piccola cipolla in quattro cucchiai di olio, aggiungete 500 gr di pelati, salate e fate cuocere circa 10 minuti.
Friggete le polpette di pane in abbondante olio di semi e aggiungetele al sugo. Cuocete per circa 10' e spegnete. Mangiate il giorno dopo sono ancora piùù buone.
Mia nonna era una grande cuoca, non pensate?

martedì 12 aprile 2011

Leggera come la Pavlova






Lo so, vi ho trascurato. Mi dovete perdonare, non cercherò di giustificarmi troppo, ma abbiate comprensione per una mamma cuoca lavoratrice che in questi ultimi giorni ha sopravvalutato le proprie forze...
Ma torniamo a noi. Per farmi perdonare vi proporrò la ricetta di una torta buonissima e bellissima, la Pavlova. Nata a Wellington, in nuova Zelanda da un cuoco pasticcere rimasto incantato vedendo danzare la famosissima ballerina russa Anna Pavlova, consta di una base di meringa e di una decorazione di panna montata (chantilly francese) e frutta.

Veniamo a noi.
Per una torta grande vi occorreranno circa 8 albumi che dovrete pesare e mescolare a freddo con altrettanto zucchero semolato. Farete poi montare a freddo la meringa finché non è ben soda (questo procedimento si chiama meringa francese, a differenza della meringa italiana il cui zucchero viene cotto e versato bollente sulle chiare). Ricordate delle semplici regole:
1. il recipiente dovrà essere pulitissimo così come le fruste perchè la minima traccia di grasso non vi farà montare gli albumi;
2. è meglio lasciare le chiare a temperatura ambiente perchè si montano più velocemente.

Dopo la parte facile, viene la difficile: la cottura!!!
Dopo aver creato due cerchi con il sac à poche sulla teglia coperta di carta forno, la meringa dovrà asciugare per circa quattro ore (si, avete capito bene, mettetevi comodi...) nel forno a circa 90° e con lo sportello leggermente aperto. Questo non è un suggerimento, è una regola, perchè se non lo farete la meringa non perderà l'umidità e resterà gommosa.
Vi conviene preparare le basi in anticipo, naturalmente, anche uno o due giorni prima.

Quando sarete pronti e vi sarete ripresi psicologicamente, montate la panna con poco zucchero a velo e farcite i dischi di meringa e decorate la superficie e con frutta come fragole o pesche. Ricordatevi che si tratta di un dolce molto delicato, quindi i casi sono due: o la preparate poco prima di servirla (massimo due ore...) o la conservate in freezer e la togliete circa un'ora prima.
Purtroppo tutta la vostra fatica sarà vanificata in pochi minuti, vista la bontà del dolce!

venerdì 1 aprile 2011

Una brutta bestia....



L'argomento di oggi è il polpo bollito, davvero una brutta bestia. Nel senso che non è semplicissimo cucinarlo bene. L'incubo del polpo duro come la pietra o gommoso si aggira nella maggior parte delle cucine!
Chi di voi non ha chiesto la ricetta del polpo alla zia (alla quale riesce così tenero!)o al pescivendolo che ogni volta vi dà dei consigli che messi in pratica risultano inutili nella maggior parte dei casi.
Ebbene, ai numerosi consigli che finora avete ricevuto sulla cottura del polpo, aggiungerete i suggerimenti di Cookinglaura.
Confesso che non è farina del mio sacco perchè anche io sono passata tra mille prove, ma devo dire che il metodo che vi sugggerirò in questo post è quello di mia madre ed è assolutamente efficace.

Prima di tutto dovrete assicurarvi che il polpo abbia due file di tentacoli. Questo è un buon punto di partenza.
Poi dovrete sistemarlo in una bustina e metterlo in freezer per almeno due giorni. Anche questa operazione è fondamentale.
Quando deciderete che è giunto il momento, dovrete tirare fuori dal freezer il molluscone e farlo scongelare a temperatura ambiente. Non abbiate fretta. non usate il microonde, dovete aspettare.
Quando il polpo è scongelato, mettetelo in una casseruola alta e copritelo di acqua fredda. Non salate assolutamente!

E ora la cottura. Un polpo di 1 kg cuoce in 30 minuti a partire da quando l'acqua bolle. uno di 2 o 2,5 kg impiegherà 45-50 minuti al massimo. Trascorso il tempo, spegnete e fate raffreddare il polpo nell'acqua di cottura.
Ce l'avete fatta! E il risultato sarà meraviglioso, parola di Cookinglaura!

PS: quello della foto è condito con cetriolo, olive taggiasche e una vinagrette di aceto di vino, bello vero?

giovedì 31 marzo 2011

Mani rubate all'agricoltura...



Vi piace questo aperitivo? Anche a me, molto. E' elegante, semplice da preparare (magari un po' lungo...) e farete un figurone con i vostri ospiti! Si tratta di una pallina di formaggi freschi in crosta di nocciole con composta di cipolle rosse e germogli.
Cominciamo. Prima di tutto vi dovrete improvvisare agricoltori per una settimana perchè dovrete coltivare i germogli. Detto così sembra una cosa difficilissima, invece è semplicissimo e divertente. Se non ne avete voglia e siete i fortunati genitori di bambini/e dai 7-8 anni in su, potete incaricare loro. Vi serviranno dei semini (di rucola o alfa alfa, anche della erba medica), un barattolo grande senza tappo, una garza, un elastico della dimensione dell'imboccatura del barattolo e acqua. Niente altro.
Mettete una manciata di semini nel fondo del barattolo e riempiteloo con acqua, poi coprite con la garza e fermate con l'elastico. Fate riposare alcuni minuti, poi scolate bene l'acqua, che non deve ristagnare. Dovrete ripetere questa operazione ogni giorno per 3 volte al giorno. Trascorsi 4-5- giorni si formeranno i germogli che potrete conservare in frigo in una bustina.

Preparate la composta (vi converrà prepararne una buona quantità e conservarla nei barattoli sterilizzati). Mettete in una casseruola 1 kg di cipolle rosse mondate, 200 ml di aceto bianco, 500 gr di zucchero, un pizzico di sale, 2 peperoncini, aromi come salvia e timo. Fate bollire per circa 45 minuti a fuoco medio finché il fondo non si ridurrà e diventerà sciropposo. Sistematela in piccoli vasetti sterilizzati, chiudete, rovesciateli sul piano per far sterilizzare i tappi e poi conservate in dispensa (dura circa un anno...).

Infine ecco le palline: mescolate, anche nel mixer, 200 gr di philadelphia con 100 gr di gorgonzola, un poco di timo fresco, poco olio, sale e pepe. Mescolate e formate delle palline grosse come una piccola noce che ricoprirete con la granella di nocciole.
L'assemblaggio è la cosa più divertente. Scegliete un aggeggio da aperitivo come una piccola porcellana, un piattino, un cucchiaino o qualcosa di simile, sistemate una piccola porzione di composta di cipolle (non troppa, non deve prevalere, diciamo un cucchiaino da caffé), poi la pallina e infine i germogli fatti crescere con le vostre manine...
State pensando che forse avete sbagliato mestiere?

lunedì 28 marzo 2011

I pruppitteddi di Montalbano







A chi non piace il commissario Montalbano? Credo siano veramente in pochi. E poi Zingaretti è perfetto nella parte, anche se dovete sapere che nell'immaginario di camilleri Montalbano ha le sembianze di un sardo, Giuseppe Marci il professore di letteratura italiana dell'Università di Cagliari (è stato anche mio professore) e che ha un aspetto completamente diverso.
In ogni caso, non so a voi, ma a me dei romanzi del commissario Montalbano piace molto anche l'aspetto culinario e oggi vi propongo la mia ricetta dei pruppitteddi, cosi come la immagino io, perchè non conosco l'originale.

Per quattro persone vi serviranno 500 gr circa di morcardini, 500 gr di pomodori pelati, un grosso spicchio di aglio, abbondante olio extra verdine di ottima qualità (circa mezzo bicchiere piccolo), peperoncino, olive nere, prezzemolo. Niente di più.
Mettete tutti gli ingrediente insieme in una casseruola dal fondo spesso, poi fate cuocere ben coperto a fuoco lento per circa 45 minuti. Tutto qui, niente di più.
Se avete una bella terrazza sul mare, fate come Montalbano, sedetevi e gustatevene un piatto con un bel bicchiere di vino fresco.
Non vi sembra di essere a Vigata?

giovedì 17 marzo 2011

Ma la crema della mamma è sempre più buona....



Ed ecco a voi l'ultimo bicchierino dolce, una piccola zuppa inglese bicolore con mini meringhette. Non so a voi ma a me la zuppa inglese piace da morire. E' un classico, ma farla bene richiede un minimo di attenzione. Questa mini versione è veramente bella, perchè l'alternanza dei colori (il rosso dell'Alchermes, il giallo della crema, il marrone del cioccolato) la rende molto golosa.
Per prima cosa preparate la crema pasticcera. Questa è la mia ricetta base. Mio marito mi dice che non è come quella della mamma, ma questo è un altro discorso. A me sembra che sia buona e che generalmente venga molto apprezzata. E poi questa è la mia ricetta, quindi questa vi tocca!

Fate scaldare un litro di latte con abbondante buccia di limone o una bacca di vaniglia aperta, non c'è bisogno che arrivi a biollore, basterà stemperarlo. Se lo usate freddo, non succede niente.In una casseruola a fondo spesso mescolate velocemente otto tuorli, 220 gr di zucchero e 150 gr di farina, poi aggiungete il latte e mettete sul fuoco. La crema ha bisogno di pochi accorgimenti:
1 - è meglio usare la frusta per girare anzichè il mestolo di legno, come facevano le nostre mamme e nonne, eviterete la formazione di grumi;
2 - Il fuoco può essere anche abbastanza alto (non troppo, però), l'importante è mescolare bene e continuativamente;
3 - Dovrete farla arrivare a bollore e lasciarla cuocere qualche minuto, altrimenti avrà sapore di farina e non sarà buona.
Se seguirete queste poche regole vedrete che non impazzirà e verrà lucida e vellutata. Sarà pronta quando vedete che "scrive" anche leggermente in superficie mentre mescolate.
Una volta pronta, fatela raffreddare, dividetela in due e a una metà aggiungee due cucchiai di cacao amaro setacciato.

Preparate i bicchierini: sistemate un pezzetto di pasta biscotto o savoiardo sul fondo, bagnatelo con alchermes mescolato al 70% con acqua, poi versate una parte di crema bianca e una di crema al cioccolato. Per il top potete utilizzare delle meringhette pronte, sbriciolate grossolanamente (ma in questo caso fatelo all'ultimomomento altrimenti si squaglieranno), o della panna montata leggermente zuccherata, come il trifle inglese, dal quale la zuppa inglese deriva.
Beh, cosa ne dite dei magnifici tre di questi giorni??

martedì 15 marzo 2011

Ecco il secondo....



Come vi ho promesso, ecco la ricetta del secondo bicchierino: mousse di cioccolato fondente, crumble croccante e pere al cognac.
Per chi non lo sapesse, il crumble è una preparazione anglosassone e consiste in una sorta di frolla sbriciolata. Ed è in questo che dovrete cimentarvi come prima cosa: impastate (anche nel mixer a lame) 100 gr di farina, 50 di zucchero e 50 di burro ottenendo un briociolame, aggiungete un tuorlo, poi sbriciolate la pasta sulla carta forno oppure fatela indurire nel frigo e grattugiatela con la grattugia a fori grossi. Cuocete in forno a 180° per circa 12-15 minuti, finché non è dorato. Quando sarà cotto, pestatelo o sgranatelo con le mani.

E' la volta delle pere. Pelatele e detorsolatele, poi tagliatele a piccoli cubetti e fatele caramellare in padella con una noce di burro e due cucchiai di zucchero. Sfumate con un po' di cognac e fate restringere il sughetto. Una pera grande o due piccole saranno sufficienti.

Infine preparate la mousse al cioccolato. Fate sciogliere 200 gr di cioccolato fondente con 50 gr di burro, in un'altra terrina versate 2 tuorli e montateli con 50 gr di zucchero a velo che avrete messo in un pentolino con un cucchiaio di acqua e fatto arrivare a ebollizione finché sulla superficie non si formeranno delle bolle grandi (questo procedimento si chiama pate à bombe e consente di pastorizzare i tuorli). Per i cuochi più evoluti, in possesso di un termometro a sonda, dovrete farlo arrivare a 114° e poi versarlo a filo sui tuorli mentre frullate con le fruste. Una volta ottenuto un composto montato, aggiungetelo al cioccolato, poi mescolate dolcemente due albumi montati a neve e 100 gr di panna montata.
Preparate il bicchiere. Sistemate il crumble sul fondo, poi le pere e infine la mousse al cioccolato. Decorate come volete e rifatevi gli occhi (e il palato...)

lunedì 14 marzo 2011

Uno al giorno....




Preparatevi a tre giorni di dolci strepitosi in versione mignon. Tre bicchierini non solo belli ma anche buonissimi, perfetti per una cena in piedi o un buffet. Si tratta di una mousse di yogurt con coulis di fragola, una seconda mousse questa volta di cioccolato, con una base di crumble croccante e pere al cognac, e una mini zuppa inglese.
Quale volete per primo? Beh, teniamoci leggeri... cominciamo dalla mousse allo yogurt.
Come contenitori potete usare i bicchierini da liquore in vetro (se volete una presentazione più raffinata o per una cena servita) o quelli usa e getta trasparenti se dovete farne di più.
Per circa sei bicchierini vi serviranno: 2 vasetti di yogurt naturale intero e cremoso, 100 gr di panna liquida da montare (ancora una volta vi ricordo di non usare quella chiamata vegetale, che è una schifezza! cercate quella fresca), un cucchiaio abbondante di zucchero a velo o uno abbondante di miele non cristallizzato, un foglio di colla di pesce e fragole. Per il fondo morbido del bicchierino potete usare un pezzo di savoiardo o una pasta biscotto preparata facendo montare con la frusta elettrica due uova intere con 80 gr di zucchero finchè il composto non "scrive" in superficie, aggiungete 80 gr di farina setacciata (non con il frullino ma con una spatola) e fate cuocere in una teglia bassa foderata di carta forno per circa 10 minuti a 180°.
Per la mousse non dovrete fare altro che mescolare lo yogurt con lo zucchero o il miele, aggiungere la colla di pesce fatta ammorbidire in acqua fredda e sciolta in poco liquore o latte e poi per ultima la panna montata. Il gioco è fatto! Dieci minuti in tutto saranno più che sufficienti, credetemi.
Preparate anche il coulis, dovrete solo frullare cinque o sei fragole con un cucchiaino di zucchero e uno di porto e poi setacciare il composto.

Ora preparate i bicchierini: sistemate un pezzetto di biscotto sul fondo (potete anche tagliarlo con un coppapasta della dimensione del piccolo contenitore, poi la mousse lasciando circa mezzo centimetro dal bordo, infine la salsa di fragole.
Ma non è magnifico!!
O quello di domani sarà meglio....

giovedì 10 marzo 2011

Paella, Olé



Un po' perchè sono ancora fresca del week end a Barcellona, un po' perché sento forti le mie origini spagnole, oggi vi darò la mia ricetta della paella Valenciana. Dico la mia perché la paella non ha una ricetta codificata, ma presenta tante varianti a seconda della zona (ho mangiato paella di sola carne e con una crosta di uovo sopra, stranissima, ma molto ottima!) e della ricetta. Mia nonna non la faceva perchè era Aragonese e questa l'ho imparata da mia cugina Encarnita ed è molto, molto buona.
Quella che vedete in foto aveva un diametro di quasi un metro e mezzo, ovviamente le dosi che vi dò sono minori, per circa 8-10 persone.
Vi servono i seguenti ingredienti:
300 gr di gamberi freschi (non surgelati, mi raccomando, perché sono conservati con ammoniaca)
500 gr di riso che non scuoce
300 gr di calamari freschi
300 gr di cosce di pollo disossate e tagliate a piccoli pezzi
300 gr di carne di maiale
500 gr di arselle
1 kg di cozze
10 scampi
200 gr di piselli
1 cipolla grande
2 spicchi di aglio
1 peperone rosso carnoso
olio
zafferano
Dovrete pazientemente preparare tutti gli ingredienti singolarmente. Potete usare la paellera o una larga padella, possibilmente antiaderente o a fondo grosso.
Fate aprire le cozze e le arselle insieme a fuoco alto con un coperchio, poi sgusciatele. Cuocete la carne (prima il pollo, poi il maiale) a fuoco alto per farla dorare bene e mettete da parte. Cuocete i calamari sempre in padella con olio per pochi minuti e mettete da parte. Sgusciate i gamberi e con le teste e i carapaci preparate 1 lt e mezzo di brodo (aggiungete all'acqua cipolla, sedano, carota, prezzemolo e sale e fate bollire per 30 minuti coperto, poi filtrate).
Tutto il condimento può essere preparato in anticipo e deve essere salato leggermente.
Per la paella, procedete così: nella paellera fate soffriggere la cipolla tritata, gli spicchi di aglio interi che poi toglierete e il peperone tagliato a cubi di media grandezza in 5-6 cucchiai di olio, aggiungete tutti gli ingredienti eccetto le cozze e le arselle e fate insaporire per qualche minuto. Aggiungete il riso e fate tostare per 3 minuti circa, poi completate con le cozze, le arselle e coprite con 1 lt di brodo (ricordate che la proporzione è sempre 1 parte di brodo e 2 di uguale peso di liquido) nel quale avrete sciolto abbondante zafferano. A questo punto sistemate a raggiera gli scampi crudi e aperti a metà e fate cuocere senza mai muoverla per circa 20 minuti. Fate riposare 10 minuti, prima di portarla in tavola direttamente nella paellera.
Ditemi com'è, che devo dirlo a mia cugina!

lunedì 7 marzo 2011

Barcelona tour





Scusatemi, non vi avevo abbandonato. Ho solamente trascorso un week end lungo a Barcellona, città della Spagna che conosco poco, a differenza di altre in cui sono stata più volte, grazie alla presenza dei miei parenti spagnoli.
Il post di oggi, quindi, non mi vedrà in veste di cuoca, ma di food trotter per le vie di Barcellona, dove abbiamo fatto interessanti esperienze culinarie più o meno tradizionali.
Il nostro hotel era situato nella Rambla del Raval e la prima sera ci siamo fermati in un piccolo locale, O'' Toxo, 3 hermanos nel Carrer del Carme. Il fatto che gli avventori fossero tutti locali faceva bene sperare e infatti abbiamo assaggiato boquerones al vinagre (acciughe fresche marinate nell'aceto), jamon iberico, bunuelos de bacalao (frittelline di baccalà) e una buona tortilla di patata, tutto di buona qualità. Peccato per l'odore di fritto che ci abbia accompagnato all'uscita!!
Se siete nel Barrio gotico o vicino alle Ramblas, vi consiglio vivamente di fare una pausa al Bar Lobo (Carrer Pintor Fortuny, 3), dove le tapas sono meno tradizionali ma veramente ottime: abbiamo provato tataki di tonno con guacamole, baccalà con peperoni arrosto e una salsa gratinata a base di maionese, insalata di spinaci, bacon, mela e formaggio blu, nonché una splendida steak tartare e una deliziosa crema catalana.
Un altro posto da non perdere è la Boqueria, il mercato cittadino, così come la Barceloneta, il quartier di pescatori sul mare, dove abbiamo mangiato un buonissimo arroz negro (riso al nero di seppia con frutti di mare e crostacei)al ristorante Can Ros (Carrer del almirall), uno dei ristoranti più antichi della città.
Ma è l'ultima sera che abbiamo mangiato splendidamente al ristorante cinese La Xina, all'angolo tra las Ramblas e il Carre Pintor Fortuny: meravigliosi e leggerissimi ravioli al vapore con gamberi, zenzero e funghi, involtini primavera vegetariani, riso cantonese ai tre sapori, spaghetti di riso con verdure e scampi (non surgelati!), Dim sum (ravioni alla piastra con carne) e buonissime alette di pollo laccate. Scordatevi tutti i pregiudizi che avete sui ristoranti cinesi, questa è cucina di altissima qualità!