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lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale da Cookinglaura!


 
Buon Natale a tutti, cari lettori! Vi auguro di trascorrere giornate bellissime in compagnia dei vostri cari e di preparare cose buonissime da mangiare tutti insieme.
Per me il Natlae vuol dire famiglia, un po' a Cagliari, un po' a Oristano, e confesso che torno un po' bambina, io che ho sempre desiderato essere adulta anche quando non lo ero.
E poi il Natale mi offre l'occasione per cucinare piatti speciali e condividerli nel modo che mi piace di più. Pertanto oggi vi propongo un dolce abbastanza elaborato ma davvero squisito. Si tratta di una mousse al peperoncino con un ripieno di biscotto al cioccolato bagnato con la sapa (il mosto cotto) e arricchito con fichi secchi. La ricetta non è mia, non me ne approprierò indebitamente, ma del mio pasticcere preferito, Maurizio Santin che l'ha pubblicata sulla rivista La Cucina Italiana di Dicembre 2011.
 
Gli ingredienti sono i seguenti:
200 gr di fichi secchi
185 gr di tuorli
185 di albumi
175 gr di panna fresca
175 gr di cioccolato fondente al 75%
170 gr di sapa
150 gr di cioccolato fondente al 50%
130 gr di panna montata
100 gr di burro morbido
65 gr di zucchero semolato
47 gr di farina di mandorle
47 gr di farina 00
40 gr di zucchero a velo
lievito per dolci
peperoncino in polvere
 
Per il biscotto
Sciogliere il cioccolato fondente al 50%, mescolare con una frusta il burro e lo zucchero  a velo, aggiungere il cioccolato e i tuorli, poi gli albumi montati a neve con il restante zucchero semolato (non devono essere troppo sodi ma solamente cremosi), per ultimo incorporate la farina setacciata con il lievito. Fate cuocere nel forno caldo per 16-18 minuti. Sformate e lasciate raffreddare coperto con  pellicola.
 
Tagliate a piccoli pezzi i fichi, raccoglieteli in una casseruola con 100 ml di acqua e cuocete sulla fiamma al minimo per 15-18 minuti, poi unite 20 gr di sapa, cuocete ancora per 1 min e  spegnete.
Scaldate la panna fresca senza farla bollire e aggiungete il peperoncino, circa un cucchiaino raso. Versate poi la panna filtrata sul cioccolato 75% tritato e mescolate fino a farlo sciogliere. Fate raffreddare sempre mescolando e aggiungete poi la panna montata. Sistemate un anello di metallo sul vassoio o sul piatto e mettete al centro un disco di biscotto. Bagnatelo con la sapa e sistemate sopra i fichi secchi. Versate la mousse al cioccolato e peperoncino e mettete in freezer a far rassodare. Per la decorazione io creato una cupola di caramello versato bollente ma non troppo sopra una ciotola unta di olio e dentro ho messo dei peperoncini freschi.
 
E allora cimentatevi, che non è così difficile come sembra! E Buon Natale a tutti voi!
 

mercoledì 19 dicembre 2012

Pizza e crostata, la cena perfetta


 
La cena preferita dei miei figli è pizza e crostata. Devo dire che anche io non disdegno, soprattutto la crostata, che secondo me è un dolce fantastico, se fatta bene.
La ricetta della pizza ve la ricordate? ve la ridò: 500 gr di farina manitoba o 00, 2 cucchiai di olio d'oliva, un cucchiaino da tè di sale, mezzo cubetto di lievito di birra e circa 250 ml di acqua tiepida. Impastate tutti gli ingredienti e poi lasciatei lievitare, lievitare, lievitare. Potete anche metterlo in frigo e dimenticarvene per due giorni, sarà ancora più buona. In ogni caso, lasciatela coperta e a temperatura ambiente per almento due-tre ore e poi formate le pizze che farete cuocere nel forno caldissimo e al massimo per circa 15 minuti (mettete il formaggio dopo i primi sette per non bruciarlo).
 
E ora passiamo alla crostata. vi do alcune indicazioni di base: la pasta frolla, impasto base di questo dolce, è un impasto modulare. Avete una dose di zucchero e di burro e due di farina e un uovo intero (o due tuorli se la volete più friabile) per ogni dose di farina. Quindi per 200 gr di farina avrete 100 di zucchero, 100 di burro e 1 uovo o due tuorli. Semplice, no?
Ricordatevi una cosa, contrariamente ad altri impasti, la frolla è meglio se fatta nel mixer o nell'impastatrice perchè il calore delle mani può farla "bruciare" e non riuscirete a stenderla. La cosa migliore per me è mettere tutti gli ingredienti eccetto le uova nel mixer a lame, far girare alcuni secondi fino a ottenere un briciolame, aggiungere le uova e terminare la massa a mano ma senza lavorarla troppo. Meno la lavorate, meglio è.
Un'altra cosa sulla quale non transigo è la stesura della pasta: dovete armarvi di mattarello. Non fatelo assolutamente a mano perchè avrete un risultato non omogeneo ed esteticamente peggiore.
Per il resto, c'è poco altro da aggiungere. Fatela riposare per un'ora circa in frigo e poi stendetela sulla teglia dopo aver preso la misura, versate la marmellata, formate la griglietta tagliandola da un'altra sfoglia di pasta avanzata e sistematela ordinatamente sulla marmellata. Se volete, decorate con mandorle a filetti o a lamelle o pinoli. Cuocere a 170° per 30 minuti.
Sono sicura che questa cena non piace solo ai bambini. O mi sbaglio?

domenica 9 dicembre 2012

Topinambur non è una parolaccia



Topinambur non è una parolaccia. E' un vegetale.
Forse non tutti lo conoscono, si tratta di un tubero simile alla patata ma di dimensioni più ridotte, che può essere utilizzata in diversi modi per piatti molto raffinati e dal sapore delicato e speciale.
La ricetta che vi propongo oggi è un tortino di topinambur da accompagnare con una salsa di formaggio o dei funghi saltati, a vostro gusto. Mi concentrerò soprattutto su questo morbido e delicato flan. Per prepararne 4 vi occorreranno:
500 gr di topinambur
200 gr di latte
200 gr acqua
200 gr di besciamella soda
2 uova
30 gr parmigiano grattugiato
sale, pepe
stampini monoporzione in alluminio

Per prima cosa preparate le verdure: lessate i topinambur pelato in acqua e latte per 15 minuti da quando bolle. Scolateli e metteteli nel mixer. Aggiungete la besciamella (se siete proprio alla canna del gas, usate quella pronta, altrimenti preparatela voi con 50 gr di burro, 50 gr di farina e 500 ml di latte, quella che vi avanza la potrete utilizzare per altre preparazioni), le uova, il parmigiano, sale e pepe e frullate fino ad ottenere una crema. Non preoccupatevi se il composto risultasse molto morbido, cuocendolo si rassoderà. Dividete il flan in quattro stampini ben imburrati e fate cuocere a bagnomaria in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.

Aspettate un poco prima di sformarli e serviteli tiepidi, accompagnati con una salsa di formaggio (200 gr. di gorgonzola sciolto con 100 ml di panna e 100 ml di latte) o dei funghi saltati con burro, aglio in camicia e prezzemolo.
Credetemi, sarete totalmente conquistati!


domenica 25 novembre 2012

Trasgressioni spagnole


Oggi vi tocca trasgredire. Del resto è ancora domenica, la dieta si inizia il lunedì. Quindi beccatevi questo dolce sopraffino che preparava sempre la mia nonna spagnola di Calatayud (la patria natale del poeta latino Marziale, quello degli epigrammi un po' sboccacciati). Il nome variava a seconda della lingua: palle di neve in italiano, sospiros de monja (sospiri di monaca) in spagnolo. Ma il nome tradizionale di questo dolce in pasticceria è normalmente ile flotante, isola galleggiante.

E' un dolce semplice, pur richiedendo alcune attenzioni nella cottura della meringa morbida, e molto, molto economico. Per una cena per 6-8 persone vi serviranno:
1 lt di latte intero
6 uova
500 gr di zucchero
3 cucchiaini di maizena
buccia di limone
Costo stimato: circa 3 euro e un figurone assicurato con gli ospiti!!

Prima di tutto dovrete separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi con 200 gr di zucchero finché la meringa non sarà soda e lucida. Nel mentre mettete il latte a bollire in una larga casseruola. Non appena spicca il bollore, abbbassate la fiamma e versate l'albume a cucchiaiate, facendolo cuocere 30 secondi per parte, girandolo delicatissimamente una volta sola. Trascorso il tempo, scolate le meringhe con una schiumarola e sistematele anche sovrapposte in uno scolapasta sotto al quale avrete messo un piatto fondo per raccogliere il latte rimasto.
Preparate gli spumoncini 3-4 per volta, non di più (anche uno alla volta finché non prendete la mano), poi, una volta terminato l'albume, preparate la crema con il latte utilizzato.
Mescolate senza montarli i tuorli con 300 gr di zucchero e 3 cucchiai di maizena, poi versateci un litro di latte (se quello utilizzato per cuocere la meringa si fosse ridotto troppo, rabboccatelo). Cuocete finché la crema non si rassoderà (ma non troppo, non è una crema pasticcera) e fatela rafffreddare evitando che si formi la pellicola sopra. Quando sarà fredda, versatela in una zuppiera larga, sistemate delicatamente le meringhe morbide facendole galleggiare e versateci una colata di caramello bollente che, a contatto con la meringa fredda, diventerà croccante creando un piacevolissimo conrasto.
Fate riposare in frigo fino al momento di servire (ma non con troppo anticipo altrimenti il caramello si scioglierà) e poi servitelo pensando alla mia nonna spagnola dagli occhi blu, che amava Cagliari e non ha mai imparato a parlare bene l'italiano.

venerdì 16 novembre 2012

Il gusto della normalità


Che sapore ha una la cucina "normale"? Spesso pensiamo al mangiare quotidiano come a un dovere, una necessità. A me piace molto ascoltare i discorsi degli altri quando mi trovo nei posti più impensati, sul bus, dal medico, alle poste, e tante volte mi è capitato di sentire persone che lamentavano di non avere mai idee per cena e di cucinare sempre le stesse cose. Eppure basta davvero poco, è più questione di organizzarzione che altro. La cucina quotidiana, se ben organizzata, può diventare estremamente piacevole, un vero comfort food, che vi lascerà contenti, oltre che sazi.
E allora ecco che oggi vi propongo un classico dei classici: polpettone con il puré di patate.

Confesso che polpette e polpettoni sono la mia insana passione. Li preparo in quantità enormi e li surgelo pronti da cuocere. La ricetta del mio polpettone, quello che vedete in foto, è la seguente:
500 gr di carne macinata (quella che preferite: manzo, maiale, anche pollo va bene)
200 gr di pane grattugiato
mezzo bicchiere di latte
1 uovo
50 gr di grana grattugiato
prosciutto cotto e formaggio dolce per il ripieno
1 carota, 1 cipolla piccola, 1 costa di sedano
1 bicchiere di vino rosso
brodo o acqua
passata di pomodoro
sale, pepe

Mettete il pane grattugiato nel mixer e bagnatelo con il latte, poi aggiungete la carne, il formaggio, l'uovo e il sale. Azionate la macchina finché gli ingredienti non saranno amalgamati, poi stendete il composto sopra un foglio di carta forno con le mani bagnate, dovrete ottenere un rettangolo abbastanza grande. Sistemate ordinatamente nel centro il prosciutto cotto e il formaggio e arrotolate stretto aiutandovi con la carta e sigillando i bordi e le estremità con le mani. Arrotolatelo stretto dentro la carta, poi sistematelo così "vestito" in una pirofila da forno. Se ne preparete due, uno lo potrete surgelare così com'è, pronto da cuocere.
Aggiungete un filo di olio, le verdure tagliate  a pezzi e fate cuocere nel forno per 10', aggiungete il vino, fate evaporare altri 10', poi aggiungete un bicchiere colmo di brodo o acqua. Ricordatevi di salare le verdure. Lasciate cuocere ancora 20 minuti, poi togliete dal forno e frullate il sugo con due cucchiai di passata di pomodoro ristretta 5' minuti sul fuoco.

Accompagnatelo con un puré leggero senza burro né latte, solo patate bollite frullate con olio, sale e poca acqua di cottura e un'insalatina mista condita semplicemente con olio, sale e aceto balsamica.
Non è buonissima la normalità?


domenica 11 novembre 2012

Dedicato a Oristano


Questo post lo dedico a tutti i miei amici Oristanesi (lo sapete che le mie origini sono quelle) e a mia mamma, che ha l'abitudine di preparare questa insalata di bocconi (per i non sardi: le chiocciole di mare, quelle con le punte) che io ho leggermente rivisitato. Forse per i puristi sarà una bestemmia. Lo so che chi apprezza questo mollusco ama il rituale che c'è dietro, prendere il boccone dall'acqua ancora calda e tirarlo fuori con lo stecchino cercando di farlo uscire intatto senza rompere la parte finale, considerata la più prelibata ma anche la più delicata, essendo di consistenza completamente diversa dalla prima che resta un po' callosa.
Mia madre invece ha l'abitudine di pulirli tutti (operazione che va fatta a caldo proprio per evitare la rottura del boccone) e servirli conditi semplicemente con olio, sale e aceto. La mia variante prevede l'aggiunta di sedano fresco, che conferisce freschezza e corpo a un piatto che ha molto carattere e potrà essere molto apprezzato dai vostri ospiti, specialmente quelli che amano la cucina tradizionale di mare.

Le dosi per quattro persone sono le seguenti: mezzo chilo di bocconi e un mazzo di sedano, olio, sale e aceto bianco.
Prima di tutto dovrete procurarvi i bocconi. Per quanto mi riguarda, a Oristano c'è un posto vicino a "mare morto" (i miei amici capiranno...) dove andavamo sempre a prenderli con mio padre. Non sono i bocconi con le punte ma quelli più "ciccioni", che si trovano adagiati mollemente sulla sabbia in neanche mezzo metro di acqua. Con mio babbo si andava nel pomeriggio e in un'ora circa riuscivamo a prenderne una bella quantità, pronti da bollire.
Ma capisco che non capita dappertutto di poter avere la materia prima a disposizione in natura, quindi credo che un mercato comunale sia una scelta assolutamente valida. Del resto è anche la mia, oramai.
Tornando a noi, prendete i bocconi e sciacquateli, poi copriteli abbondantemente di acqua e conditeli con un pugno abbondante di sale (non lesinate e non abbiate paura che sia troppo, un pugno bello pieno!). Portate a bollore e contate 15' da quando inizia a bollire. Il tempo di cottura è fondamentale, se li lascerete meno o di più non riuscirete a farli uscire per intero. Fidatevi, il tempo che vi sto dando è perfetto.
Una volta cotti, sgusciateli a uno a uno lasciandoli nell'acqua, senza scolarli, eliminate la parte dura e sistemateli in una ciotola. Lavate il cuore del sedano, tagliatelo a fettine e mescolatelo ai bocconi, poi condite l'insalata con olio di buona qualità, sale e aceto di vino.
Fate riposare e raffreddare in frigo prima di servirli come antipasto, ma ricordatevi di tirarli fuori un po' prima.
E ora farò vedere la ricetta a mia madre e vi dirò cosa ne pensa.....

mercoledì 7 novembre 2012

Barack Obama, the future of America



 
Sono contenta come una bambina per il fatto che abbia nuovamente vinto Obama. Nel 2009 ero a Washington proprio i giorni dell'insediamento (che avviene dopo alcuni mesi rispetto all'elezione), montavano il palco da cui dopo tre giorni il primo Presidente di colore avrebbe parlato a tutti gli Americani e il clima che si respirava era bellissimo. Nel negozio di gadget ufficiali c'era di tutto, tazze, calamite per il frigo, cioccolati (ho comprato tutto....) e anche la ricostruzione della famosa scrivania dello Studio Ovale, quella dalla quale JJ Kennedy sbucava bambino mentre il padre lavorava, e non ho potuto fare a meno di farmi fare la fotografia kitchissima (e neanche troppo bella...) che potete ammirare sopra.
 
In questi giorni un po' tutti abbiamo seguito con curiosità e trepidazione quanto accadeva oltreoceano, molti di noi con la speranza di una normalizzazione del dibattito politico anche nel nostro paese. Ma il mio è un blog di cucina, quindi non vi tedierò oltre. Vi dirò però come ho festeggiato la vittoria di Obama, circondata da tutti i gadget che avevo comprato quando venne eletto 44^ Presidente. Naturalmente con una ricetta tipicamente americana: il pollo fritto al latticello. Sinceramente il latticello non l'ho trovato e quindi l'ho sostituito con lo yogurt magro.
La ricetta è semplicissima, richiede solo qualche accorgimento in cottura. Per 4 persone prendete 8 fusi di pollo e fateli marinare con un vasetto di yogurt, un cucchiaino di senape, succo di limone, prezzemolo e sale. La marinatura renderà la carne morbida e saporita. Lasciate le cosce di polllo in frigo anche tutta la notte, ma comunque almeno un'ora.
Trascorso il tempo, passate la carne nella farina e fatela asciufare su una teglia coperta di carta da forno per almeno mezz'ora. Anche questa operazione è fondamentale perchè si formerà una specie di pastella che in cottura diventerà croccantissima.
Poi friggete la carne in deep oil, cioè in olio abbondante, immergendole quasi del tutto e  girandole diverse volte. Contate circa 12 minuti di cottura, quindi non tenete il fuoco troppo alto, altrimenti rischierete di bruciare il pollo.
Scolate su carta assorbente e servite caldo.
Good morning Mr President.
 
 
 
 
 

sabato 3 novembre 2012

Il mio ragù


Questo è il mio ragù con la pasta fatta in casa. Mi piace cos', con poco pomodoro, molta carne e una cottura lunga che sa di ricetta della domenica.
Perchè dietro al ragù c'è un rito: ci vuole calma, il tempo un po' uggioso, come oggi, e una domenica mattina rilassata, nella quale avere il tempo di impastare, soffrigere, aspettare.
A me piace accompagnare questo sugo con la pasta fatta in casa, bianca o verde, come nella foto. La ricetta è sempre la stessa: 1 uovo per ogni 100 gr di farina 00. Se volete aggiungere gli spinaci, non dovete far altro che frullarne 100 gr bolliti nella farina e poi aggiungere le uova, contandone uno in meno per non avere una pasta troppo fresca e difficilmente lavorabile. Usate poi la macchina per la pasta per ottenere il formato che vi piace di più, tagliolini o tagliatelle e fatela asciugare fino al momento di cuocerla.
Una volta preparata la pasta, dedicatevi al ragù.
Prendete una carota media, una piccola cipolla, una costa di sedano e titateli finemente, poi fateli soffriggere lentamente in 4 cucchiai di olio. Fate questa operazione senza fretta, a fuoco basso, le verdure dovranno diventare tenere e ammorbidirsi senza essere sottoposte a un calore forte, perchè altrimenti non si amalgamerebbero al condimento. Dopo circa 10 minuti (tanto richiede questa prima operazione), aggiungete 500 gr di carne macinata di maiale e manzo e fatela cuocere a fuoco un po' più veloce. La carne deve essere rosolata e solo a questo punto aggiungerete mezzo bicchiere di vino rosso che farete evaporare per bene. Terminata questa fase, aggiungete il pomodoro pelato frullato, mezzo kg, regolate di sale, abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere lentamente per circa 1 ora. Se vi piace, potete aromatizzare il sugo con una foglia di alloro o un ciuffetto di salvia fresca.
Il profumo di questo ragù vi inonderà la casa. E' un profumo di casa, di pranzi in famiglia, di domeniche lente e sonnecchiose, ravvivate da questo meraviglioso piatto.

domenica 28 ottobre 2012

Riso o pasta? Questo è il dilemma...



Oggi  ricetta double face! Gli ingredienti sono gli stessi ma ve la propongo in due versioni: una per gli amanti della pasta e una per gli amanti del riso. La base è una crema di zucchine semplicissima e profumata; la parte "nobile" del piatto, invece, è un condimento di gamberi freschi appena saltati in padella con erbe romatiche.
Comunciamo dal pesto di zucchine. Vi serviranno due zucchine di media grandezza, le ultime della stagione (e per questo vi consiglio di prepararne un po' di più e congelarlo per i mesi invernali). Lessatele tagliate a pezzi in abbondante acqua salta per circa 10 minuti, stando attentiche mantengano il colore verde acceso che una cottura prolungata farebbe perdere, poi frullatele ancora calde con tre cucchiai di olio, due di acqua di cottura, sale, pepe, alcune foglie di basilico e un cucchaio di parmigiano grattugiato. Mettete da parte e preparate i gamberi.

Sgusciate le code lasciando attaccate le teste (se vi piacciono) e fateli saltare velocemente in una padella con poco olio,uno spicchio di aglio sbucciato e tagliato in due, erbe aromatiche miste come maggiorana, basilico ed erba cipollina e una spruzzata di vino bianco che lascerete evaporare per  1 minuto.
E ora, a voi la scelta. Se preferite la pasta, cuocetela come di consueto (secondo me il formato più adatto sono gli spaghetti) e conditela fuori dal fuoco con la crema di zucchine, poi completate con i gamberi e un poco del loro sughino. Se preferite il riso, soffriggete uno scalogno in tre cucchiai di olio, tostatevi il riso per due minuti e fatelo cuocere per 10 minuti con brodo vegetale, verso la fine aggiungete la crema di zucchine e portate a cottura per altri 5 minuti, poi decorate con i gamberi.
E ora aspetto di sapere qual è il vostro preferito tra i due piatti. Indovinate il mio.....

venerdì 19 ottobre 2012

Veggie day!


Oggi ho poco tempo, mi scuserete, ma abbastanza per darvi una ricetta velocissima e molto buona, oltre che salutare, vegetariana e dietetica. Vi sembra troppo? Noooooo, ecco come fare.
Bollite tre carote medie tagliate a pezzi in abbondante acqua salata per 20 minuti, frullatele con un cucchiaio di olio extra vergine di buona qualità, un cucchiaino da caffé di cumino in polvere, sale e due cucchiai di acqua di cottura, fino ad ottenere una purea non troppo consistente né troppo morbida. Fate raffreddare e intanto preparate la salsa: mescolate un vasetto di yogurt magro con poca acqua (cira 1 cucchiaio), sale ed erba cipollina. Versate la salsa a specchio nel piatto da portata, con due cucchiaini formate delle quenelles di carote (potete usare anche un porzionatore da gelato, ma non gettate le carote sul piatto senza una forma, l'aspetto è importante in questo caso), fate riposare in frigo fino al momento di servire....e poi mi direte!
Veggie day!

sabato 13 ottobre 2012

Pesce in barile? No, in barattolo

 novembre

Oggi vi insegno una ricetta stravagante, elegante, molto leggera e di grandissimo effetto. E' adatta anche alle persone che non amano cucinare ma che amano mangiare. Per la buona riuscita del piatto vi sarà necessaria solo una cosa: ingredienti freschissimi e di prima scelta (che i Cagliaritani potranno ovviamente trovare al Mercato di via San Benedetto).
Si tratta di un secondo, adattissimo anche per una cena importante, costituito da filetti di pesce bianco, pomodorini ed erbe aromatiche. La novità è nella cottura, che viene fatta dentro un barattolo a bagno maria. Tutto qui! Ma vedrete quanto è buono.

Scegliete dei filetti di pesce bianco, come cernia o pesce castagna (un pesce di fondale molto buono e più economico), oppure ricciola od ombrina. Evitate la coda di rospo perchè in cottura emette acqua e renderebbe la preparazione non bella esteticamente.
Scegliete dei barattoli come quelli della foto, con il coperchio attaccato, e ungeteli internamente con dell'olio d'oliva di ottima qualità. La scelta dell'olio è fondamentale, perchè è l'unico condimento che metterete insieme alle erbe e la cottura sotto vuoto esalterà il suo sapore. In una terrina mettete il pesce e i pomodorini tagliati a metà, condite con olio, sale, pepe e le erbe aromatiche (io ho scelto basilico, maggiorana ed erba cipollina).
Ungete bene i barattoli internamente con l'olio extra vergine d'oliva e sistemate il pesce condito fino a riempire il barattolo, lasciando circa 1 cm dal bordo, come fosse una marmellata. Preparate un barattolo per ogni commensale. Potete poi conservare i barattoli in  frigo fino al momento di metterli a cuocere.
Per la cottura, mettete a bollire una pentola larga con tre-quattro dita di acqua, sistemate i barattoli, che devono essere immersi nell'acqua fino a dove arriva il pesce, e fate cuocere per circa 30 min (controllate ogni tanto, perchè potrebbe essere necessario qualche minuto in più). Lasciate riposare nell'acqua fino al momento di servire e sistemate i barattoli aperti direttamente nel piatto.
Non è bello? Ed è anche buono e salutare. Massimo risultato con il minimo sforzo (questa l'ho già sentita... andate a post del 29 novembre 2011).

domenica 7 ottobre 2012

Buona domenica

 
E' domenica. E oggi è uno di quei giorni in cui non ho voglia di fare niente. Mi sono alzata con tutta calma, ho preparato la colazione preferita ai miei figli (pancakes serviti con miele perchè non avevo sciroppo d'acero), mi sono goduta i mie due caffé e poi ho ciondolato per la casa senza una meta precisa. Ho risistemato il giardinetto, ho steso le lavatrici, ho guardato un pezzo di un film di Spike Lee (He got the game), ho letto un pezzo dell'ultimo libro che sto leggendo (Il Leopardo di Jo Nesbo, non è niente di eccezionale, ma ormai voglio sapere chi è l'assassino...).Poi ci siamo preparati tutti e siamo usciti a prendere il giornale e a fare una piccola passeggiata.
Prima di uscire, ho preparato una cosa veloce per pranzo, un condimento di porcini e zucca (biologica, di Sardegna Filieracorta, buonissima!)  nel quale ho poi saltato is marraconis fibaus di Siddi.
 
Vi assicuro che sono una prelibatezza e sono stati apprezzati anche da mio figlio piccolo, che li ha voluti solo con olio  e parmigiano. Ai nostri ho aggiunto anche della pancetta resa croccante senza grassi in una padellina e del parmigiano grattugiato fresco.
Se vi capita di trovarvi in Marmilla, approfittatene per comprare questa meravigliosa pasta fatta come una volta e trattatela bene, conditeli con amore, con prodotti di ottima qualità, perchè un prodotto così si merita il meglio.
Ora è pomeriggio. Mi sto godendo il caffé pomeridiano. E mi accingo a ricominciare a ciondolare....Buona domenica!

 
 
 

domenica 30 settembre 2012

Tenera è la carne


Lo so che la foto non rende bene e che a prima vista vi semprerà un pezzo di carne buttato nel piatto con una cremina insulsa, ma nella realtà questo che vi propongo oggi è un grande piatto. L'ho realizzato ieri e lo voglio pubblicare subito nel blog perchè è piaciuto molto (e non solo a me). Si tratta di bocconcini di manzo impanati nei pistacchi, serviti con una purée di patate e cardi. Niente di più semplice, eppure così raffinato e gustoso allo stesso tempo.

Per sei persone vi servirà della carne di manzo in un solo pezzo, circa 1 kg. La scelta del pezzo è fondamentale: potete prendere della culatta, del controfiletto o della fesa, l'importante è che sia tenera (quella che hanno dato a me non lo era come avrei voluto). A questo proposito faccio una digressione. Personalmente penso che la carne sarda sia saporita e sana ma quasi mai sia adeguatamente tenera, a parte i tagli che lo sono per loro natura, come il filetto. Questo perchè in Sardegna non c'è la tradizione della frollatura, al contrario di quanto avviene con la fassona piemontese o la chianina toscana. Non si offendano i sardi, ma il sapore o la genuinità per me non bastano e, quando la trovo, io compro carne non sarda di buona qualità, che mi assicura però una consistenza meno coriacea.

Detto questo e sperando di non aver offeso nessuno, torniamo alla ricetta. Tagliate la carne in cubi di forma abbastanza regolare, circa 4-5 cm per lato, salate,a pepatela e ungetela bene con dell'olio extravergine di buona qualità (questo sì, lo preferisco sardo). Prendete i pistacchi, che dovranno essere quelli naturali non salati, e tritateli nel mixer fino a ottenere una granella grossa con la quale impanerete i pezzi di carne. Passateli nella padella calda e unta con poco olio circa 1 minuto per parte, poi trasferite i pezzi su una teglia fodertata di carta da forno.
Per la purée, lessate le patate sbucciate e tagliate a pezzi grossi in acqua salata per 12 minuti dal bollore. Dopo 5 minuti circa, aggiungete alle patate i cardi mondati (lo so, non è un lavoro piacevole, ma ricordatevi che al mercato di San Benedetto molti box li vendono già puliti!), poi scolate le verdure conservando un po' del loro liquido di cottura e frullatele con olio, poca acqua di cottura, sale e pepe.
Quando a tavola state mangiando il primo, accendete il forno a 220° e dopo 10 minuti terminate la cottura della carne in forno per 8 minuti. La cottura così sarà perfetta.
E voi, naturalmente, farete un figurone.

mercoledì 26 settembre 2012

La cucina del mercoledì



Ma voi cucinate di mercoledì? Immagino di si, come me e credo la maggioranza delle famiglie/single italiane. Certo è che tra lavoro, scuola dei bambini, sport, spesa e tutti gli impegni che dobbiamo calendarizzare quotidianamente, il tempo è tiranno e bisogna escogitare di tutto per non instristirsi davanti a qualche surgelato o restare ore ai fornelli.
Ecco allora un veloce post, come le ricette che vi propongo, da preparare anche un giorno per l'altro (che bello tornare sfatte dal lavoro e avere tutto già pronto!). Si tratta di un roast beef con verdure da mangiare a temperatura ambiente e che, insieme a una fetta di pane (fatta da voi?), sarà anche un pranzo o una cena equilibratissima.
Tempo occorrente: circa mezz'ora! (sono o non sono la Nigella sarda?!)

Prendete il pezzo di carne (il più adatto è il controfiletto di manzo, circa 800 gr.) e sistematelo in una casseruola con 5 cucchiai di olio, un rametto di rosmarino, un ciuffo di salvia e due spicchi di aglio in camicia. Fate cuocere nel fornello più piccolo acceso quasi al minimo con un coperchio per circa 15 minuti per lato, girando una sola volta e salando alla fine per non far fuoriuscire i liquidi della carne. Spegnete e il gioco è fatto!

Mentre la carne cuoce, prendete due melanzane, tagliatele a metà, fate dei tagli a croce nella polpa, conditele con olio e sale e fatele cuocere in forno caldo a 200° gr per 20 minuti. In un'altra teglia, sempre nel  forno caldo,  fate cuocere dei peperoni interi girandoli quando la pelle diventa scura. Quando saranno pronti, fateli riposare e poi spellateli. Prendete infine dei pomodori perini o san Marzano, tagliateli a metà, sistemateli in un solo strato in una pirofila, cospargete di pane grattugiato, olio, basilico e sale e fate cuocere sempre nel forno. Le tre verdure possono tranquillamente andare insieme. Se volete portarvi molto avanti, potete anche già preparare i piatti e conservarli in frigo, basterà solo tirarli fuori (ce la può fare anche vostro marito!) e semmai stemperarli un poco nel microonde a bassa temperatura.
E poi riposatevi, andate in palestra, prendete un tè con le amiche, andate al cinema...Tanto la cena è già pronta.

mercoledì 19 settembre 2012

La stagione delle mele

 
 
 
Le mele sono un vero e proprio dono della stagione autunnale. Personalmente le trovo bellissime e mi piace utilizzarle sia in cucina che per decorare la tavola. E' spesso considerata la Cenerentola dei frutti e molti pensano che siano di stagione durante tutto l'anno ma non è così. Si trovano tutto l'anno nei banchi dei supermercati perchè si conservano a lungo nel frigo, ma ilsapore di quelle fresche è tutta un'altra cosa.
E' questa la stagione di questi splendidi frutti e se andate a prenderle al mercato o direttamente dai produttori, avrete la possibilità di assaggiare le mele sarde, appena colte, succose e bellissime, come quelle della foto.
Se siete dalla parte di Oristano, fate una deviazione verso Nuraxinieddu, nella strada che collega la SS 131 al Rimedio (mi dispiace per i miei followers non sardi, ma ci sarà sempre l'occasione per fare una vacanza nei paraggi!) e recatevi al vivaio Simbula, immerso nei meleti. Avrete la possibilità di compare delle mele fantastiche che potrete mangiare così, semplicemente con la buccia o utilizzare per delle preparazioni speciali.
 
Io ho preparato una torta di mele che resta particolarmente morbida e profumata, della quale vi do subito la ricetta. Prendete 120 gr di burro morbido e lavoratelo a lungo con le fruste insieme a 140 gr di zucchero. Il composto deve diventare bianco e abbastanza spumoso, quindi non abbiate fretta. L'importante e che il burro sia "a pomata", cioè abbastanza molle da poterlo lavorare con un cucchiaio di legno o una spatola. Per ottenerlo vi basterà tenerlo fuori dal frigo per circa 1 ora. Una volta ottenuta la massa, aggiungete tre uova intere, una per volta, sempre senza fretta, poi 150 gr di farina  e mezza bustina di lievito. Aggiungete all'impasto la buccia grattugiata di un limone e un cucchiaio di cognac o whiskey. Quest'ultimo è fondamentale perchè conferirà alla torta un aroma particolare e buonissimo, quindi non dimenticatevene.
 
Quando la pasta è pronta, aggiungete quattro mele sbucciate e tagliate a pezzi d media grandezza. Le mele non devono essere una decorazione superficiale ma mescolarsi all'impasto rendendolo morbido e cremoso. Sistemate il tutto nella tortiera o nello stampo da plum cake, decorate la superficie con zucchero semolato e mandorle a lamelle e fate cuocere in forno caldo a 175° per 45 minuti.
E' buona a colazione, come dessert di fine pasto accompagnata da crema alla vaniglia, con il caffè...Praticamente irresistibile!


martedì 11 settembre 2012

Il terzo figlio


Le vacanze mi hanno portato una splendida sorpresa, un mio desiderio da molto tempo, il lievito madre. Una cara amica con cui condivido questa grande passione per la cucina mi ha infatti regalato un preziosissimo lievito naturale di 80 anni, tramandato di padre in figlio, un ingrediente antico e ancora vivissimo, capace di trasformare della semplice farina in pane dal sapore speciale.
Curare il lievito madre è semplice ma è una piccola responsabilità, come un figlio del quale non ti devi dimenticare, il mio terzo figlio. Ogni due giorni va infatti ravvivato aggiungendo semplicemente acqua e farina per la metà del peso della pasta e lasciato lì nel frigorifero, a respirare e a fermentare con quel suo odore acido che rimane come un sentore nel pane, a distinguerlo da quello più plebeo, fatto con il lievito di birra.

Devo confessarvi che preparare il pane con questo lievito è stato per me un'esperienza diversa dal solito.
E' un ingrediente che non consente fretta o superficialità nella lavorazione. Ma il risultato è davvero straordinario e mi ha riportato alla memoria i profumi del pane che a volte portavano a mia madre dai paesi come Allai e Samugheo e che per me era il più buono. Mi ha fatto pensare alla meraviglia di questo lievito che non ha conosciuto agenti chimici e alla tradizione sarda, nella quale attorno alla preparazione del pane ruotava tutta una società femminile di ogni ceto sociale che si ritrovava insieme, il lievito madre che veniva conservato con estrema cura e mai buttato, neanche se perdeva il suo potere lievitante, che non veniva mai venduto, ma sempre regalato. E veniva conservato nella stanza dove dormiva il figlio più caro, come un altro fratello.

PS: Questa è la ricetta per il pane con il lievito madre
600 gr di farina
300 gr di pasta madre
15 gr di olio
320 cl di acqua
10 gr di sale

Impastare tutti gli ingredienti eccetto il sale per circa 10 minuti nell0impastatrice al minimo o a mano per almeno il doppio del tempo, aggiungere il sale e impastare per un altro minuto. Far lievitare a 22-24° per almeno 4-6 ore, poi dare forma al pane e far riposare per un'altra ora. Infine cuocere a 200° per 1 ora.

sabato 11 agosto 2012

Buone vacanze da Cookinglaura!



Siete pronti per andare in vacanza? Quest'anno le mie sono appena iniziate e sono pronta per affrontare la montagna, come ogni anno dopo alcuni fine settimana di mare. E a tale proposito vi chiedo: cosa mangiate quando siete in spiaggia? Comprate qualcosa ai chioschetti? Vi portate un panino da casa? Prendete solo della frutta? A me piace andare al mare portandomi da casa il pasto, che deve essere leggero e facile da mangiare anche con le mani. Sistemo tutto in una borsa frigo e scendo in spiaggia contenta e attrezzata. Polpette croccanti cotte al forno (ricordatevi di farle raffreddare prima di chiuderle nel contenitore, altrimenti diventeranno molli!), panini integrali con prosciutto, mozzarella e insalata, frutta già tagliata e insalata, per la quale porterete il condimento in un piccolo barattolo che agiterete e verserete sulle verdure.  E poi godetevi il mare, sapendo:
A - che non avete speso per mangiare un panino non sempre all'altezza del vostro palato,
B - che se siete a dieta potrete continuare a farlo senza strappi,
C - che il vostro pranzo sarà apprezzato da tutti e invidiato dai vostri vicini di ombrellone.
E allora, Buone vacanze da Cookinglaura, ci vediamo a fine mese!

mercoledì 1 agosto 2012

Mission Impossible



Chi dei miei lettori ha voglia di accendere i fornelli in questi giorni alzi la mano! Parlo ovviamente dei miei fan sardi, non di quelli che vivono in russia o negi USA (che bello poter dire di avere lettori così esotici! Ma google analytics è una verità, mica un'opinione....). Tornando a noi, qui si oscilla tra i 35 e i 40 gradi giornalieri all'ombra, di conseguenza neanche io, che sono malata di cucina, ho troppa voglia di accaldarmi ai fornelli. Però bisognerà pur mangiare qualcosa e dovendo ancora lavorare ho la necessità di preparare qualcosa in anticipo il giorno prima. Ecco allora una proposta di cucina di casa per tutti i giorni, che potete lasciar cuocere senza stare troppo a controllare e che vi risolverà il pranzo del giorno dopo (se soppravive alla cena.....).
Nella prima foto vedete i pomodori alla moda di mia nonna. Tutti abbiamo avuto o abbiamo ancora una nonna e i sapori delle pietanze preparate da lei restano sempre nei ricordi di tutti. Nei miei questi pomodori sanno di estate al mare, di pranzi freddi dopo la spiaggia, della mia bellissima e amatissima nonna spagnola dagli occhi blu e i capelli scuri.

Si tratta di una ricetta velocissima e molto gustosa: prendete i pomodori perini (che ora trovate al mercato a meno di 1 euro al kg), tagliateli a metà e sistemateli su una teglia coperta di carta da forno. Salateli, conditeli con abbondante pane grattugiato, erbe aromatiche miste (timo, basilico, maggiorana), olio e fateli appassire leggermente in forno a 200° per 15 minuti. Ovviamente accendete il forno, ficcateci i pomodori dentro alla velocità della luce e uscite dalla cucina come se stesse per scoppiare una bomba. Prima di accendere il forno però preparate questo meraviglioso pollo finto marocchino. Dico finto perchè nella ricetta originale dovreste usare i limoni in salamoia, che pochi credo abbiano in casa. Ma questa simil-tajine occidentalizzata è ugualmente buona e può essere preparata in anticipo.

In una casseruola dal fondo spesso versate 3 cucchiai di olio poi sistemate in un solo strato il pollo a pezzi dalla parte della pelle, condite con 3 spicchi di aglio in camicia, un limone tagliato a pezzi, olive nere, abbondante timo e sale e mettete sul fuoco medio basso senza mai muoverlo per 15 minuti. Trascorso il tempo girate i pezzi di pollo, salate anche l'altro lato e terminate la cottura in 20 minuti. Non aggiungete liquido, lasciate formare una crosticina dorata, se vedete che la carne si sta attaccando, abbassate il fuoco. A metà cottura mettete un coperchio. Ovviamente mentre preparate questi piatti succulenti la cucina sarà off limits per voi e entrerete solo una volta per togliere dal forno i pomodori e girare il pollo con la velocità di Tom Cruise in Mission Impossible (del resto è una mission impossible anche accendere il forno in questo periodo!). Ma vuoi mettere la soddisfazione di avere il pranzo pronto sfidando Caronte e il forno di casa?

giovedì 19 luglio 2012

Karma culinario


Eccomi qui dopo una lunga pausa. Mi dovete scusare, ma è stato un periodo piuttosto complesso da gestire e mi è mancato il tempo di aggiornare il blog. Ma sono tornata con una nuova Santa Barbara di ricette e con una sorpresa che vi farò conoscere nei prossimi giorni.... Per ora vi lascio un po' sulle spine.
Ma torniamo a noi. Il caldo di questi giorni, chiamatelo Minosse, Caronte, o basca, come volete (per chi non è sardo, basca significa caldo), mi ha veramente stremato, anche perchè normalmente il mio fisico possiede la caratteristica di avere la pressione arteriosa pari a quella di un bradipo. Tutto questo per dire che ultimamente cucino soprattutto piatti a base di verdure, anche perchè, come sapete, ho la fortuna di averne di bellissime e biologiche grazie a Sardegna Filieracorta.
E allora la ricetta che vi propongo oggi sono queste buonissime polpettine vegetali che vanno benissimo anche per i bambini, in alternativa a crocchette, hamburger e prodotti surgelati.
Prima di tutto dovrete lessare due patate di media grandezza. Per fare più in fretta, pelatele, tagliatele a grossi spicchi e fatele bollire 10 minuti in acqua leggermente salata.
Mentre le patate cuociono, preparate le altre verdure. In una larga padella mettete due cucchiai di olio e fate andare velocemente mezza cipolla piccola tritata non troppo finemente. Aggiungete poi nell'ordine: una carota a fettine sottili che farete stufare per 5 minuti, una zucchina tagliata in quattro per il lungo e poi a fettine, qualche foglia di lattuga (quelle esterne magari un poco rammollite e inutilizzabili per l'insalata). Fate cuocere per circa 10', aggiungendo un mestolino di acqua. Il composto alla fine dovrà essere asciutto e le verdure integre.
In una larga ciotola amalgamate le patate cotte, scolate e schiacciate grossolanamente con una forghetta, le verdure preparate, un uovo intero, due cucchiai di parmigiano grattugiato, sale, pepe e un cucchiaio abbondante di pane grattugiato. Lasciate raffreddare il composto in frigorifero per alcune ore, poi formate delle polpettine schiacciate (ma possono essere anche tonde, o a forma di hamburger, se preferite) che passerete nel pane grattugiato mischiato con semi di sesamo.
E ora la conservazione e la cottura. Vi dò un consiglio: siccome vanno a ruba, fidatevi, preparatene una doppia dose e conservatele a strati in un contenitore nel freezer, pronte da cuocere. La cottura può essere insana o salutare, a seconda di quello che vi suggerisce il vostro karma culinario.... Quella insana ovviamente è la frittura in olio di arachide, quella salutare invece prevede l'utilizzo del forno a 180° per 15-20' (ma poi è davvero così salutare accendere il forno con Minosse e Caronte che incombono?).
Se volete dare a questo piatto un tocco di fresco, servitele con una salsina preparata con un barattolo di yogurt naturale, anche magro, un cucchiaino di senape, sale ed erba cipollina. Poi, naturalmente, fatemi sapere!

domenica 24 giugno 2012

Domani è un altro giorno


Domani è lunedì. Non so per voi, ma per me è sempre dura ricominciare la settimana, soprattutto se durante il week end si è goduto della famiglia, del sole e del migliore relax.
Ma non fatevi prendere dallo sconforto. Io ho deciso che domani inaugurerò la giornata con una colazione sana e non con i miei soliti 3 caffé neri e andrò al lavoro con la splendida bicicletta di mio marito, anche se il ritorno alle 14,30 in salita mi preoccupa non poco. Poi vi farò sapere come è andata.
Ma per il vostro pranzo del lunedì, con questo caldo, vi propongo una buonissima ricetta leggera che potrete preparare in anticipo, come al solito, e che vi aspetterà nel frigorifero per rinfrescarvi durante la pausa pranzo sia che siate a casa che in ufficio.

Si tratta di una zuppa fredda di zucchine e yogurt. Avete bisogno di poco: una patata media, tre zucchine medio-piccole e acqua per coprire. Salate, mettete sul fuoco e fate cuocere circa 30 minuti coperto. Se avete fretta, usate tranquillamente la pentola a pressione, contando 15 minuti dal fischio.
Ricordatevi che le zucchine devono essere freschissime e possibilmente non trattate. Io ho usato quelle di Sardegna Filieracorta, un gruppo di acquisto che vi porta una cassa di meravigliora frutta e verdura biologica ogni giovedì.
Avrete notato che volutamente non  ho messo olio. La parte "grassa" del piatto è data dallo yogurt e, nel caso, potrete aggiungerne un filo a crudo come condimento.
Una volta cotte le verdure, passatele con il frullatore ad immersione, regolate di sale e fate intiepidire. Quando la crema sarà fredda, aggiungete un vasetto di yogurt (magro se volete mantenere la linea) e mettete in frigo.
Per servire non avrete bisogno di altro che di una guarnizione di pane carasau, che sarà la parte croccante del piatto, e una spolverata di peperoncino. E poi non preoccupatevi, domani è un altro giorno: martedì!

venerdì 22 giugno 2012

cookinglaura: Cookinglaura ospite di Banda Larga!

cookinglaura: Cookinglaura ospite di Banda Larga!: Ebbene si, ho ceduto un'altra volta al video e sono stata ospite ieri, giovedì 21 giugno, di Banda Larga, il programma quotidiano di musi...

Cookinglaura ospite di Banda Larga!


Ebbene si, ho ceduto un'altra volta al video e sono stata ospite ieri, giovedì 21 giugno, di Banda Larga, il programma quotidiano di musica, design, cultura e tanto altro che i meravigliosi ragazzi dello IED mandano in onda fino al 30 di questo mese dalla piazza San giacomo di Villlanova. appena sarà possibile, posterò il video della puntata, che va in onda in diretta su streamago.tv, la tv digitale di Tiscali, e che è possibile guardare anche in streaming. E' stata una bellissima serata, con  ospiti  interessanti e simpatici, e l'occasione per offrire al pubblico alcune delle cose che preparo e di cui vi ho parlato tante volte: paninetti ripieni di crema di formaggi e prosciutto cotto, miniquiches carote e zenzero, guarnite con pecorino fresco e mini lemon meringue pies. Dai commenti credo che gli astanti abbiano apprezzato....
Ciliegina sulla torta, Sardegna Quotidiano stamattina mi ha dedicato una bellissima intervista che vi invito a leggere per conoscere meglio me e la mia passione culinaria che nasce da lontano e ha origini spagnole.
Grazie ancora a Massimo Cugusi, Direttore dello IED, ai ragazzi dell'Istituto e alla loro grande passione e bravura. Ripeto, è stata una serata bellissima!

martedì 19 giugno 2012

Fiesta!




Anche per chi in cucina se la cava bene, organizzare per più di venti persone a volte sembra un'impresa insormontabile. Quanta roba bisogna calcolare a persona? Cosa posso preparare in anticipo? E se mi esce male? Insomma, l'ansa da prestazione è dietro l'angolo, perché la cosa più importante, quando si prepara per molti, non è tanto il cucinare, ma avere una pianificazione esatta delle cose da fare. Ricordatevi che, se le vostre ricette sono collaudate, solo l'ansia vi può fregare e un po' di ansia è assolutamente normale.

Oggi vi darò qualche indicazione di base per organizzare una festa per circa 50 persone facendo una bella, bellissima figura.
Premetto che essere persone precise e pianificatrici aiuta molto, ma si può superare l'ostacolo redigendo un vero e proprio progetto scritto della vostra festa, che seguirete poi per filo e per segno.
Se l'evento non si tiene a casa vostra, circa 20 giorni prima della data fissate la sala ed eventualmente tutto ciò che vi serve (affitto dei bicchieri se li volete di vetro, tovaglie, stoviglie e posate, vino e bibite). Fate questo lavoro in anticipo perchè è fondamentale e nell'ultima settimana dovrete occuparvi solo della roba da mangiare.

Poi dedicatevi alla parte più creativa: il menu. Scegliete un menu che sia alla vostra portata. Se è un aperitivo rinforzato, potete offrire diverse tipologie di finger food monoporzione, bellissimi da vedere e di solito molto apprezzati. Serviteli direttamente su vassoi trasparenti, divisi per tipologia e disposti simmetricamente. Siate "matematici" perché il risultato sarà molto, molto più bello.
Potete poi optare per alcuni antipasti impiattati, come i fiori di zucca ripieni di ricotta di capra , noci ed erbe che vedete nella foto, salmone marinato a secco servito con pere ed erba cipollina (la ricetta la trovate sempre nel mio blog), acciughe marinate o insalatine di ceci e cozze. Un primo freddo come un cous cous o una fregola fredda con verdure e gamberi vi consentirà di non abbandonare i vostri ospiti  nel bel mezzo della festa, ma se volete osare e la cosa non vi preoccupa, allora preparate una grande paella che potete predisporre in anticipo e che cuoce da sola.
Curate infine i dolci e la frutta, quest'ultima da servire con grazia, per esempio in boule di ghiaccio, come nella foto (e se volete saperne di più, chiedete a me!).

Una volta definito il menu, mettetevi gli occhiali da ragioniere, fate la lista della spesa e calcolatevi il food cost. Aprite un foglio di excel e sistemate tutte le voci, vi aiuterà molto nel pianificare le cose da comprare, aspetto da non trascurare. Calcolate per i finger uno di ciascuna tipologia a persona, circa 40 gr di pasta o riso e 30 di cous cous a testa. Siate pedanti e precisi, in questa fase è fondamentale. La cosa migliore che potete fare è, per ciascuna ricetta, calcolare gli ingredienti e le dosi esatte, mettendo anche il prezzo della spesa.
Ecco un esempio:

Bocconcini cozze e pancetta 100 pezzi   
       euro
patate 2 kg 2
pancetta tesa affettata sottile 2 etti 3
cozze 2,5 kg 10
stecchini 1 pacco 2
pane grattugiato 1 pacco 0,5

Non abbiate paura di chiedere quante cozze (40) o quanti gamberi medi (70) ci sono in un kg, nè di comprare "a numero". Fate quello che ritenete meglio per la vostra organizzazione.
Una volta stilato il menu e il food cost, fatevi il piano delle attività per giornata. Se avete qualcuno che vi aiuta, indicate chi fa che cosa. Analizzate bene il menu e guardate quello che può essere fatto con due giorni di anticipo ( di solito le basi per i dolci e la frolla, sia dolce che salata), un giorno (le creme per i finger, le cose da impanare, etc...), e il giorno stesso. Guardate anche se c'è qualcosa che potete preparare in anticipo e surgelare (impanadas? mini quiches? paninetti?). Lasciate al giorno dell'evento solo i primi piatti e le cotture. Ricordatevi che i finger prendono molto tempo e precisione nella preparazione, ma se avete un figlio/a adolescente sarà una buona occasione per farlo lavorare un poco e magari dargli qualche soldo extra di paghetta!
E poi scatenatevi con la fantasia e mettete in evidenza i vostri punti forti, le vostre ricette migliori, sempre valutando prima se sono adatte a una festa e se non vi procurano troppo lavoro.
E poi ricordatevi che vi dovete divertire anche voi! Perchè altrimenti, che festa sarebbe?

martedì 12 giugno 2012

L'uso improprio delle pinzette da sopracciglia


Come lo immaginate lo strudel? con le mele? con la ricotta? e io invece ve lo propongo con la spigola perchè mi piacciono le cose particolari e questa ricetta è veramente fantastica, adatta anche per una cena importante ma facile da preparare, anche con largo anticipo.
Per eseguire il piatto è fondamentale una cosa: avere un pescivendolo di fiducia che vi sfiletti il pesce. Certo, lo potete fare anche voi, ma non è un lavoro particolarmente attraente, né facile. Se volete procedere da soli, dovete avere i coltelli adatti, a lama piatta e sottile, e cominciare dalla testa, praticando un taglio obliquo sotto le branchie, poi dovrete scendere con la lama lungo la spina dorsale e tagliare seguendo la lisca centrale.
Ma se il vostro pescivendolo è ben disposto (al mercato di San Benedetto ce ne sono molti che vi possono aiutare!), approfittatene. A casa vi resteranno solamente da togliere le spine con una pinzetta da sopracciglia, che voi da quel giorno adibirete per sempre a questo lavoro. Avreste mai pensato che un paio di pinzette potessero servire per una cosa del genere? Ne esistono anche di professionali, ma quelle che usate per lavostra bellezza fungono allo stesso modo....
E ora, lo strudel .
Per la pasta, se volete prepararla da voi, mescolate 200 gr di farina con 50 gr di burro fuso e un uovo intero. Lavorate bene, aggiungendo poca acqua calda se necessario, poi fate riposare la pasta sotto una pentola che avrete riscaldato sul fornello. Se non avete voglia di tutto questo ambaradan, andate al Suq e comprate un pacco di pasta brik o phillo e usate quella , ne serviranno tre fogli per ciascuno strudel, che dovrete ungere con poco olio prima di sovrapporli.

Sulla pasta sistemate uno srtrato di filetti di spigola, salate, pepate, poi mettete verdure a piacere (io ho messo peperoni arrosto, ma anche zucchine leggermente saltate in padella andranno benissimo) ed erbe aromatiche. Coprite con altri filetti di pesce, poi arrotolate (lo strudel è una spirale, del resto, no?) e sistemate su una placca coperta di carta da forno.
Lo potete preparare anche con largo anticipo e poi cuocerlo all'ultimo momento, perchè bastano 20 minuti ed è buono caldo.
Servitelo con una dadolata di pomodoro condito con erbe aromatiche, olio e sale.
E ora dite alle vostre amiche a cosa servono le pinzette da sopracciglia!

mercoledì 6 giugno 2012

Questo pesce ha partecipato alle selezioni di Masterchef


Avete capito bene, questa magnifico verdone (alcuni lo chiamano tordo) ha partecipato alle selezioni di Masterchef  a Roma, naturalmente l'ho accompagnato io...
Ora che so che non mi hanno preso, posso raccontare l'esperienza, che è stata molto piacevole. Alla selezione abbiamo partecipato in 1500 circa, tra i 9000 che hanno fatto richiesta. Io ho scelto di farla  a Roma, perchè mi veniva più facile logisticamente e perchè, dovendo portare un piatto già cucinato, dovevo poter avere l'appoggio di qualcuno che mi "prestasse" la propria cucina. E per questo  non posso che ringraziare i miei amici Giuseppe e Alessandra che si sono fatti trascinare in questa avventura mettendomi a disposizione la loro cucina e facendoci trascorrere un meraviglioso week end romano.

Ma torniamo al piatto. Avendo a disposizione solamente un microonde durante la selezione, ho pensato che doveva essere qualcosa che non perdesse fragranza e sapore anche riscaldandolo. Allo stesso tempo volevo un piatto che mostrasse un po' di tecnica e che utilizzasse ingredienti non banali o inflazionati. Ho pensato quindi di preparare una zuppetta di pesce povero (saragne e tordo) e ricco (gamberi), aromatizzata all'arancia e servita con un cous cous fatto a mano (due ore di cottura a vapore!) condito con buccia di arancia e finocchietto selvatico.
Il pesce era naturalmente sfilettato e spinato e la pelle ridotta a chips nel forno, condita con sale e pepe. Il risultato è quello che vedete nella foto e vi assicuro che era molto buona!
Ma credo che questa volta vogliate sapere di come si è svolta la selezione. No, Cracco, Bastianich e compagnia bella non c'erano. Appena arrivati ci hanno messo in fila fuori e ci hanno fatto fare un po' di teatrino tipo l'urlo di Masterchef e camminare tutti compatti "con aria determinata".
Poi ci hanno dato un numero e abbiamo aspettato pazientemente il nostro turno. Quando sono finalmente entrata dentro, sono stata intervistata da un autore e da uno chef che mi ha chiesto minuziosamente come avessi eseguito il piatto, come avessi sfilettato il pesce, se avessi fatto spurgare le teste (ma ha utilizzato un altro termine di cui ho intuito il significato ma che non conoscevo e ora non ricordo), come fosse il coltello utilizzato per la sfilettatura, etc. Questo per verificare ovviamente che le persone non portassero un piatto eseguito da un altro. Poi mi hanno chiesto perchè volevo partecipare a Masterchef e forse lì la risposta che ho dato non è stata quella che volevano, ma del resto ho detto loro quello che pensavo. Ho fatto presente che la cucina è una grandissima passione per me ma che sono contenta della mia vita e che per me quella era una sfida e la possibilità di far diventare la mia passione un lavoro.

Ho capito dopo, quando sono uscita, chiacchierando con uno degli autori, che loro cercano qualcuno che sia disposto a qualsiasi cosa per partecipare a Masterchef e quella forse non sono io. Inoltre l'aver partecipato ad altri programmi televisivi, come il Milionario o Questo l'ho fatto io, non ha aiutato, ma pazienza....
E' stato comunque molto bello, mi sono divertita e il piatto era molto, molto buono!
Ora non mi resta che guardare la nuova edizione e vedere chi hanno preso. Non vedo l'ora!

sabato 26 maggio 2012

Pranzo chic anticrisi per 4 persone a 4 euro




La crisi ci attanaglia, ormai se ne parla tutti i giorni, e il costo della vita è cresciuto in maniera davvero insostenibile. E' un dato di fatto poi che mangiare pesce, alimento salutare, oltre che necessaria alternativa alla carne e fonte di proteine nobilissime, stia diventando un lusso. Però.... C'è anche del pesce non sempre conosciuto ma buonissimo ed economicissimo, che può consentirvi di preparare un pranzo fantastico per 4 persone con 4 euro. Avete capito bene: 4 euro. Il pesce in questione sono le acciughe fresche, che in questo periodo sono grasse, e in piena stagione. Andate al mercato di San Benedetto, Piero e Massimo Ruggiu (box n.2) le hanno quasi sempre e ve le serviranno con la loro gentilezza e simpatia proverbiale.

Per 4 persone ve ne serviranno circa 700 gr. Sciacquatele, apritele a libro e dividetele tenendone da parte una ventina che userete per la pasta, mentre le altre le salerete e farete marinare nel limone (vi ricordo la ricetta nel post di Cookinglaura "Magro come un'acciuga" di giugno 2010, compreso di video tutorial per aprirle).
Il sugo per le linguine (ma va bene qualsiasi formato di pasta lunga) velocissimo, quindi iniziate a prepararlo quando mettete su l'acqua della pasta. Tagliate un pomodoro medio a piccoli quadratini (concassé) e mettetelo da parte. Prendete una fetta di pancarré e frullatela grossolanamente, poi saltate le briciole in padella con 2 cucchiai di olio, poco aglio tritato e mezzo pomodoro secco anch'esso tritato. Deve risultare un composto dorato e croccante.
In una padella abbastanza larga per saltare la pasta mettete 4 cucchiai di olio, uno spicchio di aglio schiacciato, un pomodoro secco sciacquato dal sale e tritato e fate andare a fuoco dolce. aggiungete i dadini di pomodoro e fateli cuocere per 1 minuto a fuoco vivace, poi aggiungete le alici e un trito di erbe fini (basilico, timo, maggiorana, erba cipollina). Fate cuocere per max 1 altro minuto e spegnete. Quando la pasta è cotta al dente, scolatela e fatela saltare brevemente nel sughino, poi completate con il pane croccante.
Perche la crisi non ci farà rinunciare al gusto!

lunedì 21 maggio 2012

Pil pil contro piri piri

Siete mai stati nei Paesi Baschi? Se la risposta è no, andateci prima possibile. E' una parte della Spagna veramente bellissima e magica, con paesaggi e città molto belle, una lingua antica e incomprensibile (non è di matrice indoeuropea, come le lingue neolatine) e una cucina buonissima. In particolare, se vi capiterà di andare, mangerete baccalà in tutti i modi: fritto in pastella, con pomodoro e al pil pil, la ricetta principe con cui i Baschi lo cucinano.
Si tratta di una preparazione molto semplice ma gustosissima, che io vi propongo con una salsa piccante, il piri piri,  mangiata una volta in Portogallo in un bellissimo ristorante sulla spiaggia a Portimao, in una cena indimenticabile. Il piri piri è il nome di un peperoncino piccante, con il quale si prepara una crema che accompagna solitamente carni come il pollo. La mia versione è preparata con i peperoni rossi, peperoncino e poco aglio (ma si può anche omettere) e ve la propongo per accompagnare questo saporito piatto di pesce.

Cominciate con il preparare il baccalà: dovrete dissalarlo tenendolo a bagno in acqua fredda, da cambiare due volte al giorno. Per vedere se è pronto, assaggiatene un pezzetto dopo tre giorni. Deve avere un sapore equilibrato e leggermente sapido. Non vi sembri strano mangiare il baccalà crudo, io l'ho imparato da mia nonna (che era di Calatayud, un paese della regione di Aragon) e in Spagna è la norma, soprattutto a Barcellona, dove preparano un'ottima insalata di baccalà crudo  e verdure chiamata exsquisada. Una volta pronto, potete cucinarlo tutto o congelarne parte per utilizzarlo anche in un altro momento.
Sistemate i pezzi di pesce in una larga padella dal fondo spesso, su un fondo di abbondante olio di oliva (deve essere circa 1/2 cm), poi aggiungete 5-6 spicchi di aglio in camicia (senza sbucciarlo) e mettete, così a freddo, con un coperchio sul fuoco bassissimo, dove lo lascerete per circa 30-40 minuti, senza mai toccarlo ma controllandolo ogni tanto e muovendo la padella per evitare che si attacchi. Non salate perché non ce n'è bisogno.

Per la salsa, utilizzate peperoni sodi e carnosi e fateli appassire al grill, poi spellateli e frullateli con poco aglio, peperoncino a piacere, mezza tazzina di olio, sale e prezzemolo o basilico, fino ad ottenere una crema vellutata e consistente. La potete anche conservare in congelatore, ma più ne porterete in tavola, più i vostri commensali ne mangeranno, perché è squisita e rende squisiti anche i piatti più semplici o banali, come un pollo arrosto.
Ora assaggiate questo piatto in cui mi sono divertita ad unire Spagna e Portogallo, due paesi così vicini geograficamente e così lontani per certi versi. E mentre assaggiate il baccalà pil pil con la salsa piri piri cominciate  a pianificare le vostre prossime vacanze: Portimao o San Sebastian?

sabato 5 maggio 2012

Le parole sono importanti


Chiamatelo come preferite, happy hour se volete essere molto à la page, o più semplicemente aperitivo, come personalmente preferisco. Oggi l'aperitivo impazza dappertutto, a volte immeritatamente. E di bollicine e happy hour, che sa tanto di Milano da bere, concedetemi, non se ne può più...
Le parole, del resto, sono importanti, diceva qualcuno. E tutto sommato forse non aveva torto, se anche il Consorzio vitivinicolo Franciacorta ha chiesto che il proprio spumante non venga più chiamato con il termine "bollicine", una sineddoche per indicare i vini "movimentati".
Ma passiamo al sodo, cioè a come si può preparare un ottimo aperitivo scenografico a casa vostra. E' molto più semplice di quanto possiate pensare.
A me personalmente piace offrire piccoli assaggi in monoporzioni, belli da vedere e più originali delle solite patatine o noccioline americane. Come vedete nella foto, potete sbizzarirvi nelle forme, nella consistenza e nella tipologia. Nella foto vedete i seguenti finger food: miniquiche di carciofi guarnita con cubetto di pecorino molle, bicchierino di crema di ceci al wasabi e gambero e frittatina alle erbe con cipolla rossa agrodolce e pecorino, questa volta stagionato.
Ecco a voi le ricette.
Miniquiche alle verdure: tagliate dei cerchi di pasta brisée, anche pronta, sistemateli negli stampini e farciteli con un ripieno fatto con verdure stufate con poco olio e cipolla e frullate con panna, parmigiano, uovo, sale e pepe. Fate cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti. Potete anche prepararne in quantità e surgelarle, poi tirarle fuori all'occorrenza e riscaldarle.
Bicchierini gamberi e ceci: frullate una confezioni di ceci in scatola con un mezzo cucchiaino di wasabi, il succo di mezzo limone, poco olio, sale e quanta acqua basta per ottenere una crema denza. Cuocete i gamberi nel microonde per 2 minuti dopo averli sistemati in un solo strato e averli conditi con olio, sale e pepe. Versate la crema nei bicchierini, poi sistemate il gambero.
Frittatina alle erbe: lessate le erbette (buetole, spinaci) in poca acqua, strizzatele e mescolatele con uovo, parmigiano grattugiato, poco pane grattugiato, sale e pepe. Cuocete in forno per 20 minuti a 180° poi tagliatela a cubetti e guarnitela con una foglia di cipolla agrodolce e una scaglia di pecorino.
Questi sono ovviamente solo degli spunti, ma potete inventarne quanti volete o variare le ricette. Ciò al quale dovete stare attenti è soprattutto la disposizione: cercate sempre una simmetria nella sistemazione (piattini uguali per finger uguali, le teste del gambero rivolte tutte dalla stessa parte, uno alto e uno basso, etc.). A me inoltre piace sistemarli direttamente sul tavolo o sul vassoio d'argento, senza centrini o tovaglie. Ma anche questo è questione di gusto.
Divertitevi a sperimentare. E godetevi il vostro aperitivo con un buon bicchiere di vino, possibilmente mosso.

lunedì 16 aprile 2012

Cheese cake, please!


Oggi ho voglia di dolce. Non è usuale per me perchè il mio gusto preferisce il salato e concepisce il dolce solo come un complemento, ma oggi mi sono svegliata ricordandomi di un asplendida cheese cake mangiata durante una vacanza a Lo ndra. Era morbida, cremosa, con una base croccante e profumata di burro. Mi viene l'acquolina solo a pensarci!
E che dire poi delle fragole che potete usare per accompagnarlo.... Avrete capito che la ricetta di oggi è un cheese cake alle fragole. A differenza della ricetta che vi ho descritto a dicembre 2010 però, quella di oggi è una torta per la quale non vi servirà il forno. La faremo tutta a freddo. Questo procedimento rende il lavoro estremamente facile, anche alle persone meno esperte ma non per questo meno buono.
Cominciate con la base: vi serviranno 250 gr di biscotti secchi, tipo Oro Saiwa, per intenderci, che ridurrete in polvere nel mixer e al quale aggiungerete 100 gr di burro morbido. Non fate questa operazione con un metodo manuale, la base deve restare omogenea, quindi il mixer a lame è lo strumento migliore. Stendete l'impasto sul fondo di una tortiera con il fondo sganciabile, schiacciando bene con dorso di un cucchiaio, poi fate assestare in frigorifero per circa 30 minuti.
Dotatevi di frullino e montate 200 gr di panna non zuccherata. Mi raccomando, evitate se possibile la falsa panna, quella vegetale, non saranno quei pochi cucchiai di panna vera che comprometteranno il vostro colesterolo, ve lo dice una che l'ha avuto a 351 nonostante 58 kg di peso (si, lo so non è una buona ragione, ma vi assicuro che il mio è genetico, resta alto anche se mangio solo finocchi!).
In un'altra ciotola versate 400 gr di formaggio tipo Philadelphia e lavoratelo con 120 gr di zucchero a velo (non semolato, altrimenti resteranno i grumetti). Sciogliete in acqua o liquore 15 gr di colla di pesce che avrete ammorbidito in acqua fredda e aggiungetela al formaggio. Mescolate velocemente e poi aggiungete la panna montata. Versate sulla base di biscotti e fate riposare in frigorifero.
Preparate la salsa facendo cuocere 200 gr di fragole con 50 gr di zucchero e poco porto, poi fate raffreddare e mettete sul dolce dopo che lo avrete sformato.
Facile e squisito, non è vero?
Easy and delicious!

lunedì 26 marzo 2012

Profumo di casa

Oggi vi propongo un grande classico, gli spaghetti al sugo. Direte voi: "Ma cosa c'è di speciale negli spaghetti al sugo? Li mangiamo sempre". E' verò, si tratta di un piatto onnipresente nelle case italiane e per questo spesso snobbato come simbolo di monotonia e quotidianità culinaria. Eppure il sugo di pomodoro fatto come si deve è un vero comfort food, un ricordo della nostra infanzia, il simbolo della cucina di casa. Chi di voi non ricorda il sapore del sugo della mamma o della nonna e lo associa a quando era bambino? Perchè il sugo di pomodoro è spesso anche il cibo preferito dei bambini (dei miei sicuramente, come si può vedere dalla foto...) e se fatto bene ne caratterizza il gusto da grandi.
E ora al lavoro, perché anche la semplicità richiede attenzione.
Una premessa fondamentale: i pomodori freschi in inverno non si comprano, se non in rare eccezioni. Quindi avrete due modi di cucinare il sugo di pomodoro: con i pomodori freschi in estate e con i pelati in inverno. Questa discriminante è di estrema importanza perchè usare i pomodori che vengono dall'Olanda in inverno, significa avere un sugo insapore, di bassa qualità, senza nessun aroma. Scegliete invece dei pelati sardi (non dico la marca, ma quelli con la scatola bianca e un nome di donna per me sono i migliori e anche i più economici, il che non guasta mai!) e preparate la vostra salsa come vi suggerisco. Potete anche prepararne una grande quantità e conservarla pronta in freezer.
Prendete 1 kg di pomodori, possibilmente perini, tagliateli a metà e metteteli in una casseruola senza alcun condimento, coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio girando ogni tanto. Dopo circa 10-15 minuti i pomodori si spappoleranno e saranno molto morbidi. Passate i pomodori nel passaverdure con i fori medi dopo averli scolati con un mestolo forato. Non utilizzate l'acqua che resterà nella pentola. Considerate che la polpa così ottenuta sarà la base del vostro sugo, potete anche prepararne in grande quantità e conservarla in freezer o nei barattoli ben sterilizzati prima e dopo l'invasamento. Rimettete la polpa passata nel fuoco, aggiungete 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva di ottima qualità, mezzo cucchiaino di sale e mezza cipolla in un unico pezzo e fate cuocere a fuoco basso, coperto, per circa 45 minuti, mescolando ogni tanto. La salsa sarà pronta quando sulla superficie si formeranno degli ispessimenti. A questo punto spegnete il fuoco, aggiungete abbondante basilico spezzato a mano e coprite.
Avrete notato che non ho preparato il soffritto, ma vi assicuro che questo metodo, ormai acquisito da due generazioni in casa mia, è sperimentato e mantiene tutti gli aromi e i profumi del pomodoro e del basilico.
Se lo fate con i pelati, procedete nello stesso modo, ma i pelati andranno precedentemente frullati e la cottura sarà presumibilmente più corta, circa mezz'ora in tutto.
E ora mettetevi a tavola e assaporate una ricetta con il vero profumo di casa.

lunedì 12 marzo 2012

Che colore ha l'inverno? Ve lo dico in 20 minuti


Non so per voi, ma per me l'inverno ha il colore delle arance. Non trovo la stagione fredda triste o monotona, soprattutto da noi in Sardegna. Anche i prodotti sono magnifici: i cavoli, le cime di rapa, i finocchi, gli agrumi, in particolare le arance.
Oggi vi propongo un pasto leggero tutto a base di arancia: linguine ai formaggi e profuno di arancia e insalata di belga, sedano, arancia e noci.
Vi piace l'idea? Cominciamo.
Non avrete bisogno di molto tempo per preparare questo mini-menu (e scusatemi l'allitterazione dopo che Eco, nei suoi 36 consigli per scrivere bene, ha detto che vanno assolutamente evitate!), vi basteranno 20 minuti, il tempo di apparecchiare e di sistemare la famiglia in attesa della cena.
Vi dirò le cose secondo la loro tabella di marcia, in maniera che riusciate a realizzare le ricette ma anche a organizzarvi come si deve. In cucina l'organizzazione è assolutamente fondamnetale, come gli attrezzi adatti. Le dosi sono per 4 persone.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta e portatela a bollore; lavate due cespi di belga, il cuore di un sedano e pelate a vivo un'arancia. Per fare questo, armatevi di un coltello piccolo a lama non seghettata e molto affilata, tagliate via le due calotte, poi asportate la buccia tagliando profondamente, fino a lasciare la polpa "nuda" (anche le virgolette! Eco mi toglie la laurea in lettere e anche il tesserino da giornalista...). Tagliate tutte le verdure e sistematele a strati in una terrina, mettendo per ultima l'arancia tagliata a spicchietti e le noci. Condite con un'emulsione di olio extra vergine d'oliva, sale e poco aceto balsamico.
L'acqua bolle, buttate la pasta! Circa 320 gr saranno sufficienti (ma se i vostri hanno tanta fame potete abbondare un pochino).
Nella terrina della pasta mescolate 100 gr di ricotta di vacca e 100 gr di crescenza, sale, un goccio di olio e buccia di arancia grattugiata, anche grossolanamente.
Aggiungete uno o due cucchiai di acqua della pasta e mescolate per creare una crema morbida nella quale verserete la pasta scolata al dente. Mescolate velocemente e servite subito, perchè è una ricetta che non ama l'attesa.
Veloce, no? Ma non certo triste...

martedì 6 marzo 2012

L'eleganza delle impanadas



Mi dispiace molto cari lettori di Cookinglaura, sono tre giorni che cerco di caricare un video sulla chiusura delle impanadas che vedete nella foto ma mi dà errore e non riesco a capire perchè. Nel frattempo, per non farmimancare niente, sono caduta dai pattini (non ridete!) e mi sono fratturata S4, cioé il coccige, alias l'osso sacro. Un dolore assurdo!
Ora, dal mio letto di dolore, perché posso stare solo coricata sul fianco o prona, trovo finalmente il tempo per darvi la mia ricetta delle impanadas, o impanatine, come si chiamano a casa mia. Si tratta di una ricetta antica e tradizionale della Sardegna ma splendidamente moderna e molto, molto elegante! Non è una ricetta complicata, ma avrete bisogno di tempo e pazienza e anche di un po' di manualità.

Preparate una pasta violata lavorando 500 gr di granito di semola,un pizzico di sale, 50 gr di strutto e tanta acqua calda fino a ottenere una past amorbida manon troppo. Lavoratela a mano fino a quando non sentirete dele piccole bolle scoppiare tra le mani, a questo punto fatela riposare coperta per almeno mezz'ora.
Preparate il ripieno rosola do due cipollotti freschi in poco olio e aggiungendo nell'ordine: 300 gr di favette, cinque carciofi mondati e tagliati sottili e 300 gr di piselli. Se vi piace, potete aggiungere anche della pancetta al ripieno. Salate e fate cuocere ma senza spappolare le verdure.
Fate raffreddare bene il composto prima di utilizzarlo.
Preparate le impanadas. Stendete la pasta non troppo sottile, poi tagliate dei cerchi, alcuni grandi e alcuni più piccoli. Prendete in mano il cerchio grande, mettete al centro un cucchiaio di ripieno, poi coprite con il cerchio piccolo e chiudete bene i bordi, ifine formate un cordolo con le dita. Per la cottura, esistono due scuole di pensiero: alcuni le friggono nello strutto, altri le infornano a 200° per circa 25 minuti. Io appartengo alla seconda e vi assicuro che sono magnifiche!
E ora vi coglio tutte a fare impanadas! Le vostre nonne sarebbero orgogliose di voi.